Dall’Alta Pressione Polare si passa al Vortice Polare, ovvero alla corrispettiva figura ciclonica. Non se ne parla mai abbastanza, o forse troppo, dipende dai punti di vista. Comunque sia, abbiamo iniziato a trattare l’argomento qualche settimana fa, allorquando il processo di sviluppo del Vortice Polare era appena agli albori.
In particolare avevamo focalizzato l’obbiettivo sulle difficoltà che stavano emergendo, dettate dalla presenza di alcune aree anticicloniche capaci di condizionare – con flussi di calore – la Stratosfera. Ecco quindi spiegata la causa della debolezza, ecco quindi spiegate alcune sinottiche che stanno già lasciando il segno dal punto di vista meteorologico.
L’attuale peggioramento, ad esempio, è figlio di quanto appena descritto. Ma lo sarà ancor di più il peggioramento d’inizio Ottobre, allorquando aria davvero fredda d’estrazione artica dovrebbe affluire sull’Est Europa per poi espandersi sul Mediterraneo centrale. Quindi anche sulle nostre regioni.
Il freddo arriverà in Italia sfruttando un imponente blocco anticiclonico, che nel frattempo avrà preso piede sui settori centro occidentali e settentrionali del vecchio continente. Si parla di blocco perché in grado di “bloccare” l’avanzata del flusso mite oceanico, scenario tipicamente invernale allorquando gli scambi meridiani prendono il sopravvento.
Sarà, appunto, uno scambio meridiano in piena regola ma con maggiore componente orientale rispetto a quella settentrionale. Ed è bene evidenziarlo, perché se fossimo stati a Gennaio, o magari a Dicembre inoltrato, avremmo potuto parlare tranquillamente di evento gelido.
Premesse autunnali importanti, premesse che potrebbero gettare le basi per un Inverno di tutt’altra pasta. Di tutt’altro tenore rispetto agli anni precedenti, ma visto e considerato quanto accaduto l’anno scorso, quello prima e quello prima ancora ci potremmo “accontentare” di un Inverno “normale”. Sarebbe già un’eccellente notizia.