Stiamo solo ed esclusivamente analizzando proiezioni modellistiche e tra le varie soluzioni contemplabili c’è anche quella del freddo prematuro. Forse già in seconda decade, diciamo grosso modo a metà mese, allorquando un primo importante affondo meridiano potrebbe raggiungere l’Europa centro orientale. Poi le Alpi, infine il Mediterraneo.
Questa, ad esempio, è un’ipotesi caldeggiata da alcuni centri di calcolo internazionali nord americani ed è chiaro che nel momento in cui viene ripresa in più “salse” non possiamo far finta di nulla. Dall’altro lato abbiamo un’ipotesi meno “estrema” ma egualmente interessante: aria assai fresca da est.
Quest’ultima è sostenuta da alcuni modelli matematici europei, il che la rende decisamente autorevole. Non per questo probabile, sia chiaro, stiamo pur sempre parlando di proiezioni, non di previsioni. Tuttavia, ci teniamo a sottolinearlo, nel momento in cui le proiezioni termiche percorrono gli stessi binari qualcosa di vero c’è.
C’è di vero che le temperature, dopo la netta ripresa dei prossimi giorni – allorquando si rivedrà il promontorio anticiclonico subtropicale – potrebbero subire un vero e proprio crollo. Per non dire tracollo. Parliamo di un calo che potrebbe attestarsi tra 5 e 10°C, a seconda delle regioni.
Certo, qualcuno potrebbe obbiettare – giustamente – che dopo l’impennata ormai imminente una diminuzione di quel tipo servirebbe semplicemente a ripristinare la “normalità termica”. Potrebbe essere così, non si discute, ma già il fatto che si torni rapidamente in “media” sarebbe importante.
Andranno valutate, ma solo nel momento in cui saremo in grado di capire qualche tipo di configurazione barica andrà a strutturarsi, le complicazioni in termini di precipitazioni. Diciamo che le probabilità sarebbero alte per gli ovvi contrasti termici che andrebbero a scatenarsi.
Questi però sono particolari, o meglio sono dettagli previsionali che in questo momento ha poco senso prendere in considerazione. Anzitutto andrà confermata la sinottica e quindi l’eventuale irruzione d’aria fredda – da est o da nord vedremo – dopodiché si potranno valutare le altre implicazioni meteo climatiche. Non resta che attendere, un po’ di pazienza e tra qualche giorno ne sapremo certamente di più.