(METEOGIORNALE.IT) La notizia del giorno è sicuramente ancora quella di conoscere quando avremo un refrigerio, ovvero quando scenderanno finalmente le temperature in Italia, dato che soprattutto sul Centro-Nord i valori sono molto elevati.
L’ondata di caldo prosegue, ma per fortuna l’Italia tutto sommato si trova quasi ai margini di questo evento di rilevanza addirittura storica in Francia, e per esempio di rilevanza quasi storica in Spagna, dove si sono toccate ancora oggi temperature superiori a 40 °C anche a latitudini decisamente settentrionali. Stiamo parlando anche di un’ondata di calore persistente.
In Italia, soprattutto al Nord, dove è presente un elevato tasso di umidità, la temperatura massima è rimasta, come dire, contenuta da questa situazione. L’umidità elevata riducono gli effetti della radiazione solare, ecco perché quando l’aria è asciutta, ci sono valori termici più elevati.
Ieri, nella giornata dell’11, abbiamo avuto una corrente di nord-est che ha fatto impennare sensibilmente le temperature in Liguria e in Friuli Venezia Giulia, ad esempio con valori localmente prossimi ai record storici, se non addirittura da record storico. Ricordo che il record storico significa una temperatura mai misurata precedentemente.
Il mio obiettivo è capire quando ci sarà un calo della temperatura. Prima di tutto, avremo un’instabilità atmosferica crescente. Questo viene indicato dai modelli per i prossimi giorni, quindi nelle zone interne avremo nubi che si svilupperanno in tarda mattinata e poi, nel pomeriggio, esploderanno in cumulinembi, e si verificheranno temporali a carattere sparso e, siccome le nubi saliranno a quote molto elevate, nonostante la temperatura elevata sia al suolo che in quota, avremo anche delle grandinate.
Grandinate si sono verificate anche nella giornata di oggi in alcune località; anche nella zona di Napoli chicchi di medie dimensioni.

Ma siamo solo agli inizi dell’instabilità atmosferica: infatti, nella giornata di domani mercoledì 13 questa sarà maggiore rispetto al giorno precedente e ci sarà instabilità atmosferica anche giovedì 14, un po’ meno probabilmente verso il giorno di Ferragosto. Crescente rischio di grandine. Grandine anche di grosse dimensioni, in alcune località.
Ed ecco che nei prossimi giorni, sino al giorno 15, avremo temperature molto elevate soprattutto sulle regioni centrali e settentrionali italiane, valori inferiori al Sud Italia; tutto sommato, in queste aree i valori termici, compresa la Sardegna, sembrano essere quasi prossimi alla media, ovvero le nuove medie di riferimento 1990-2020, che hanno subito un aumento rispetto alla media precedente a causa delle stagioni estive molto calde.
Il cambiamento climatico, elemento e argomento che crea dibattiti con anche scetticismo purtroppo derivante da motivi politici ma anche da ignoranza o altre ragioni, è comunque indiscutibile concausa di queste ondate di calore che in alcuni casi comportano temperature mai toccate prima, ovvero record, e in altre circostanze invece una persistenza, cioè un lungo evento di caldo estenuante, perché la temperatura non si abbassa e tutti i giorni supera sensibilmente i valori medi.
Poi, soprattutto nelle aree urbane, si intensifica quella che viene chiamata isola di calore urbano, cioè una temperatura influenzata dal cemento e dall’asfalto di cui le aree urbane sono ovviamente costruite. Queste aree sono anche quelle dove abitano milioni di cittadini.
Secondo una stima, in Italia vivono circa 22 milioni di persone in aree urbane con alta densità di popolazione, cioè zone a rischio di isola di calore. L’isola di calore urbano risulta attenuata nei piccoli centri, dove comunque è presente.
Tutti gli edifici artificiali accumulano calore e lo rilasciano durante la notte. Quindi, sono afflitti da queste isole di calore, soprattutto coloro che attualmente sono nei centri urbani, oppure che si trovano addirittura in città d’arte o turistiche. In questi casi le temperature rilevate negli aeroporti vicini o nelle stazioni meteorologiche ufficiali sono inferiori.
Il robusto cambiamento meteo presenta alcune incertezze, non quello dei temporali pomeridiani iniziati oggi, perché continua a esserci una discrepanza considerevole tra i due modelli matematici principali, il centro meteo europeo e quello americano.
Il centro meteo europeo ha cominciato a individuare per la prossima settimana un cambiamento considerevole delle condizioni, con l’ingresso di aria oceanica e un abbassamento della temperatura. Invece, il centro meteo americano intravede un ingresso corposo di aria oceanica e un sensibile abbassamento della temperatura che potrebbe scendere sotto la media del periodo, con un’escalation temporalesca dovuta ai forti contrasti termici.
Però questa evoluzione verso un cambiamento così drastico è incerta; di sicuro è abbastanza affidabile la previsione secondo cui cambierà comunque l’attuale situazione di stallo e mollerà la presa questa campana anticiclonica in quota che genera compressione dell’aria nei bassi strati atmosferici, con temperature molto elevate soprattutto nelle regioni continentali che vanno dalla Penisola Iberica alla Francia e al Nord Italia, e poi anche sui Balcani.
E’ atteso un cambiamento comunque con temporali, insomma una sorta di rottura della stagione estiva dei vecchi tempi, anche se però in passato la situazione meteo cambiava decisamente e non avevamo un settembre dalle tinte e temperature estive, come ormai accade quasi ogni anno.
Però, per cantar vittoria sul caldo africano, dobbiamo attendere ancora qualche giorno per capire se durante la prossima settimana ci sarà davvero un drastico cambiamento della temperatura, cioè se ci libereremo finalmente di questo caldo estremo, che, se non dovesse andare via, potrebbe persistere specialmente nelle città, soprattutto al rientro al lavoro alla fine delle ferie di milioni di italiani, perché in tal caso, un rischio c’è, che il caldo potrebbe protrarsi per tutto il mese di agosto.
Abbiamo quindi necessità di nuovi aggiornamenti meteo per comprendere e inquadrare meglio l’evoluzione atmosferica.
Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

