(METEOGIORNALE.IT) L’oceano Pacifico, come non l’avete mai visto. Ho scelto questa foto perché, francamente, impressiona parecchio. Noterete che, da una veduta piuttosto distante del globo terrestre, risultano praticamente invisibili le minuscole isole disperse nell’immensità marina di questo oceano. A sud, si intravede a malapena la Nuova Zelanda, mentre sullo sfondo dell’orizzonte meridionale, leggermente verso sud-ovest, ossia nella parte sinistra in basso, si distingue la costa orientale dell’Australia. Nella parte inferiore destra, si notano invece le coste dell’Antartide; a nord, quelle del Nord America.
L’estensione di questo mare è notevolmente superiore rispetto a quella di qualsiasi altro, e in questo vasto bacino, che contribuisce in modo determinante alla regolazione del clima terrestre, si verificano alcune oscillazioni della temperatura superficiale, che hanno un notevole impatto anche sul tempo atmosferico. Tali variazioni sono note come ENSO.
Come presentato in numerose pubblicazioni e ricerche scientifiche più recenti, il fenomeno El Niño-Southern Oscillation rappresenta uno dei principali motori della variabilità atmosferica del nostro Pianeta. Gli studi del NOAA Climate Prediction Center mostrano che le condizioni ENSO-neutrali sono attualmente prevalenti nel Pacifico tropicale, con una possibile transizione verso La Niña nei prossimi mesi.
Le acque subtropicali del Pacifico meridionale svolgono un ruolo determinante, come dimostrato da innumerovoli studi specialistici. Questo fenomeno ha conseguenze significative non solo per le regioni del Pacifico, ma anche per l’Europa e il Mediterraneo.
ENSO è quindi più noto nelle sue manifestaziponi: La Niña e a El Niño. Sicuramente ne avete sentito parlare. Quest’anno, infatti, vi informiamo che, al posto di la Niña, che ha influenzato questo vastissimo bacino nella sua parte centrale, ovvero in prossimità dei tropici, assisteremo al ritorno di El Niño.
El Niño presenta caratteristiche diametralmente opposte rispetto a quelle di la Niña: le condizioni atmosferiche che si verificano durante quest’ultima sono infatti completamente diverse da quelle associate a El Niño. Questi fenomeni hanno un’influenza a livello globale, innescando una catena di eventi meteorologici che possono coinvolgere anche l’Europa, fino all’Italia.
Attualmente stiamo attendendo l’arrivo di El Niño che, secondo le previsioni del NOAA americano, non sarà particolarmente intenso e potrebbe dissolversi entro un anno. Questo potrebbe influenzare l’inverno europeo, rendendolo più freddo rispetto a quelli degli ultimi anni.
Ovviamente, si tratta di una ipotesi, poiché questi fenomeni non sono direttamente correlati al tempo atmosferico che si manifesta in Europa. Certamente, l’inverno è ancora lontano: siamo ormai a ridosso di Agosto e può sembrare fuori luogo parlare della stagione fredda quando fatichiamo ancora a prevedere il tempo che ci aspetta in Agosto.
Siamo tuttavia convinti che sia importante parlare fin da ora del prossimo inverno, anche perché rientra tra le nostre tematiche principali. Inoltre, avremo modo di seguire l’evoluzione stagionale, capire se e quando El Niño si manifesterà, osservare i suoi primi effetti, e soprattutto valutarne l’intensità per comprenderne la durata.
Insomma, continueremo a parlarvi di questo fenomeno. Nel frattempo, vi lascio con questa immagine davvero impressionante. (METEOGIORNALE.IT)

