(METEOGIORNALE.IT) La notizia che circola in questi giorni mi fa riflettere profondamente: dopo un Giugno che probabilmente si classificherà tra i più caldi della storia italiana, almeno da quando abbiamo iniziato a registrare sistematicamente le temperature, anche Luglio si preannuncia altrettanto rovente. È una prospettiva che, devo ammettere, mi lascia piuttosto preoccupato per quello che ci aspetta.
A sostegno di queste tendenze climatiche ci sono i modelli matematici stagionali, ma anche quelli specificamente progettati per le proiezioni delle anomalie climatiche su un arco temporale di circa 45 giorni. Entrambi i sistemi di calcolo concordano nel dipingere un quadro di caldo estremo per il prossimo mese. Una convergenza di dati che smentisce categoricamente ogni speranza di vedere finalmente interrotta la situazione di stallo meteorologico causata dall’anticiclone africano che da settimane tiene sotto scacco l’Italia e l’intero bacino del Mediterraneo.
Ma c’è di peggio. Diverse previsioni indicano che l’influenza dell’alta pressione africana potrebbe espandersi ancora più verso settentrione nel futuro, verso metò luglio. Questo scenario mi appare particolarmente grave perché priverebbe le Alpi delle precipitazioni estive, fondamentali per la pluviometria di quelle regioni montane. Penso alle conseguenze che questo potrebbe avere sui ghiacciai, sui bacini idrici e sull’intero ecosistema alpino.
Tuttavia, ogni previsione meteorologica, così come quelle climatiche, necessita di conferme continue. Non mi fa piacere sottolineare questo aspetto, ma va ribadito che non esiste certezza assoluta oltre il decimo giorno di previsione. Qualsiasi indicazione fornita dai modelli matematici, indipendentemente dalla loro sofisticatezza, rappresenta sempre una stima delle tendenze e mai qualcosa di definitivo.
È vero che alcune configurazioni atmosferiche, come quella dell’alta pressione africana, hanno consolidato negli anni la tendenza a persistere per lunghi periodi. Questo elemento conferisce maggiore attendibilità alle previsioni dei modelli matematici. Già questo fattore è sufficiente per stimare un’estate particolarmente calda, considerando che è iniziata con temperature eccezionali.
Tuttavia, mi viene da pensare che questo tipo di valutazioni le facevano anche i vecchi pescatori basandosi sull’esperienza. Oggi le previsioni seguono metodologie completamente diverse e, rispetto al passato, conosciamo molto meglio i possibili errori previsionali. Affidarsi esclusivamente all’istinto, pur sapendo che l’anticiclone africano ha solitamente una durata prolungata, non rappresenta una strategia previsionale affidabile.
Quello che voglio evidenziare è che nei prossimi mesi tutto potrebbe cambiare. Infiltrazioni di aria oceanica potrebbero prevalere sull’alta pressione africana, modificando drasticamente le condizioni meteorologiche italiane, che diventerebbero estremamente instabili. Riconosco che questo scenario è improbabile, vista la predominanza dell’anticiclone africano, ma ritengo importante non escluderlo completamente. (METEOGIORNALE.IT)

