
Ondata di caldo: quando il termometro non concede tregua
(METEOGIORNALE.IT) L’ondata di caldo è un evento meteorologico ben definito, che indica un periodo in cui le temperature si mantengono anormalmente elevate rispetto alle medie stagionali di una determinata zona, per più giorni consecutivi. La durata e le soglie precise variano a seconda della regione, ma in genere si parla di almeno 3-5 giorni consecutivi con valori superiori alla norma.
Per esempio, in alcune aree si definisce ondata di caldo un periodo di almeno 5 giorni con temperature massime sopra i 25 °C, di cui almeno 3 giorni sopra i 30 °C. In altre zone si usano come riferimento le temperature medie giornaliere rispetto ai valori storici.
La percezione di un’ondata di caldo è relativa: ciò che per una regione del Nord Italia può sembrare un evento eccezionale, al Sud potrebbe essere considerato normale. A peggiorare la situazione contribuiscono spesso l’afa e l’umidità elevata, che aumentano il disagio termico e i rischi per la salute.
Bolla di calore: la cappa che fa salire le temperature
Il termine bolla di calore è invece usato principalmente nel linguaggio giornalistico o popolare. Indica una massa d’aria calda che resta intrappolata al suolo per effetto di un’alta pressione persistente. Questo “coperchio” comprime l’aria, impedendo il ricambio e favorendo un ulteriore accumulo di calore vicino alla superficie.
La bolla di calore si forma spesso durante i cosiddetti blocchi anticiclonici, quando l’alta pressione staziona per giorni o settimane, bloccando le correnti più fresche e determinando condizioni di caldo intenso. Questa configurazione è la causa principale di molte ondate di caldo record che si sono verificate in Europa e in Italia negli ultimi anni.
Le differenze principali
Mentre l’ondata di caldo è l’effetto visibile, percepito e misurato (temperature alte per giorni), la bolla di calore è la causa, ossia la configurazione atmosferica che permette il verificarsi dell’ondata stessa.
La durata di una bolla di calore dipende dalla stabilità dell’anticiclone: può durare anche settimane, finché non intervengono correnti più fresche a ‘spezzarla’. L’ondata di caldo, invece, viene definita in base a criteri temporali e termici ben precisi e si misura in giorni consecutivi di anomalie di temperatura.
Nel contesto urbano, a volte si usa il termine “bolla di calore” anche per descrivere l’isola di calore urbana, un fenomeno che rende le città significativamente più calde delle campagne circostanti, per via dell’asfalto, dei palazzi e della mancanza di vegetazione. (METEOGIORNALE.IT)
