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Home A La notizia del giorno

Misteriosa attività meteo in Oceano Atlantico. Ci riguarda direttamente

Federico De Michelis di Federico De Michelis
18 Giu 2025 - 12:15
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Una novità che sembra profilarsi nel panorama meteorologico europeo è quella di un Oceano Atlantico particolarmente vigoroso, una massa d’acqua che sta agendo come un gigantesco regolatore climatico spingendo aria fredda verso sud e ridistribuendo l’energia termica del pianeta in modi che stanno rivoluzionando i pattern meteorologici tradizionali. I dati attuali parlano chiaro: nelle Isole Canarie e Madeira le temperature diurne massime non superano i 23-25°C, valori che in molte località italiane non si toccavano nemmeno durante le notti degli scorsi giorni.

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Il paradosso delle isole “fredde” nel calore globale

Questo fenomeno rappresenta un paradosso climatico affascinante. Nelle Canarie, arcipelago posizionato alle stesse latitudini del Marocco e del Sahara occidentale, le temperature di giugno 2025 si attestano sui 23°C come massime diurne, mentre Madeira registra valori simili tra 22-23°C. Sono temperature di poco sotto la media stagionale, ma che nell’immaginario comune appaiono sorprendenti perché ci aspetteremmo molto più caldo da quelle latitudini subtropicali.

La spiegazione scientifica risiede nel beneficio mitigatore dell’Oceano Atlantico, un meccanismo che gli oceanografi e climatologi stanno studiando con crescente interesse. L’oceano non agisce solo come un serbatoio termico, ma come un sistema di trasporto e ridistribuzione dell’energia che influenza profondamente i pattern climatici continentali. Le acque atlantiche, raffrescate dalle correnti settentrionali, creano un ambiente che modera le temperature delle isole che si trovano nel loro raggio d’influenza.

 

Gli Alisei: i venti che raffreddano i tropici

Un ruolo cruciale in questo sistema di raffreddamento è svolto dai venti Alisei, le correnti settentrionali che in questo periodo soffiano costantemente da nord verso sud. Questi venti, chiamati “alisios” in spagnolo (dal latino “alis”, che significa liscio), sono correnti d’aria fresche e umide che spirano regolarmente da est verso ovest, dalle aree di alta pressione subtropicale verso le basse pressioni equatoriali.

Nel caso delle Canarie e Madeira, gli Alisei agiscono come un sistema di condizionamento naturale. Ricerche climatologiche mostrano come questi venti nord-orientali, dominanti sotto i 1500 metri di altitudine, sono guidati dal sistema di alta pressione delle Azzorre e mantengono le temperature insulari stabilmente moderate durante tutto l’anno. L’effetto è così pronunciato che l’estate nelle Canarie non è “molto calda” come ci si aspetterebbe, mentre l’inverno non è affatto freddo.

 

L’Anticiclone delle Azzorre: il “guardiano” del clima europeo

Al centro di questo meccanismo climatico si trova l’Anticiclone delle Azzorre, che i climatologi definiscono il “gatekeeper” (guardiano) delle precipitazioni europee. Questo sistema di alta pressione semi-permanente nell’Atlantico settentrionale non solo controlla la forza e direzione dei venti occidentali, ma determina dove si dirigono le masse d’aria calda provenienti dall’Africa.

Ricerche pubblicate su Nature Geoscience hanno dimostrato che l’Anticiclone delle Azzorre ha subito un’espansione senza precedenti negli ultimi 1.200 anni a causa del cambiamento climatico antropico. Questa espansione sta causando cambiamenti “senza precedenti” nel clima dell’Europa occidentale, deviando sistematicamente le masse d’aria calda verso il continente europeo invece che verso l’oceano.

Il meccanismo è complesso ma efficace: l’aria secca che scende nelle regioni subtropicali forma l’anticiclone, che a sua volta genera venti che fluiscono in senso orario attorno al Nord Africa, la costa orientale degli Stati Uniti e l’Europa occidentale. Quando questo sistema è particolarmente forte e esteso, come sta accadendo attualmente, devia efficacemente le correnti calde verso nord e nord-est, investendo l’Europa mediterranea.

 

La calura deviata verso l’Europa e il Mediterraneo

La calura che a volte interessa le aree atlantiche sembra essere diretta soprattutto verso l’Europa, e l’Italia insieme a tutta l’area mediterranea sarà coinvolta da questa serie di ondate di calore che, almeno secondo le previsioni a due settimane, sembrano essere confermate ancora una volta dai modelli matematici. Questo fenomeno non è casuale, ma rappresenta una redistributione organizzata dell’energia termica guidata dalle dinamiche oceaniche e atmosferiche.

L’analisi della North Atlantic Oscillation mostra come la posizione e l’intensità dell’Anticiclone delle Azzorre controlli direttamente i pattern di temperatura e precipitazione in Europa. Quando l’anticiclone è forte e posizionato più a nord del normale, come nelle condizioni attuali, crea una “autostrada” atmosferica che canalizza l’aria calda sahariana direttamente verso il Mediterraneo e l’Europa meridionale.

Studi recenti sul riscaldamento delle acque atlantiche mostrano come le temperature superficiali del mare influenzino direttamente la formazione e il movimento di questi sistemi di alta pressione. L’Atlantico settentrionale ha registrato temperature record che stanno alterando i pattern di circolazione atmosferica tradizionali.

 

Rotture della calura e contrasti termici violenti

Tuttavia, anche nelle previsioni più consolidate emergono elementi di instabilità meteorologica. I modelli matematici evidenziano specifiche rotture della calura, ovvero fasi intermedie tra eventi di calore dove si potrebbero manifestare repentini abbassamenti della temperatura e quindi fortissimi contrasti termici associati a temporali violentissimi.

Questi contrasti termici estremi rappresentano una delle conseguenze più pericolose del nuovo assetto climatico atlantico. Quando masse d’aria molto calda, provenienti dal Sahara e amplificate dal sistema di alta pressione atlantico, incontrano improvvise iniezioni di aria fredda proveniente dal nord Europa o dall’Atlantico settentrionale, si creano gradienti termici di eccezionale intensità.

 

Ricerche pubblicate su npj Climate and Atmospheric Science prevedono che la frequenza di temporali severi in Europa aumenterà significativamente a causa dell’incremento dell’instabilità convettiva. L’aumento dell’umidità vicino alla superficie terrestre, combinato con temperature più elevate e maggiori contrasti termici, creerà un’atmosfera più energeticamente carica e propensa alla formazione di fenomeni convettivi estremi.

Il meccanismo è scientificamente ben documentato: quando l’aria calda e umida del Mediterraneo, riscaldata dall’influenza sahariana canalizzata dall’Atlantico, incontra frontiere di aria fredda che scendono dall’Europa settentrionale, si verifica una rapida condensazione che rilascia enormi quantità di energia latente. Questa energia alimenta la formazione di supercelle temporalesche capaci di produrre grandine di grandi dimensioni, venti lineari distruttivi e precipitazioni torrenziali.

 

Un sistema climatico in trasformazione

Quello che stiamo osservando rappresenta una trasformazione profonda del sistema climatico atlantico-europeo. L’Oceano Atlantico non è più un semplice moderatore termico, ma è diventato un attore attivo nella redistribuzione dell’energia termica planetaria. La sua capacità di “spingere aria fredda verso sud” mentre devia il calore verso l’Europa sta creando nuovi equilibri climatici che richiedono una completa revisione dei modelli previsionali tradizionali.

L’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre ha aumentato la frequenza di inverni con anticiclone “estremamente largo” da uno ogni dieci anni nel periodo pre-industriale a uno ogni quattro anni nel XXI secolo. Questo trend sta intensificando la disuguaglianza climatica tra l’Atlantico orientale e l’Europa continentale.

 

Il futuro climatico europeo

Le previsioni a due settimane, pur necessitando sempre di conferma trattandosi di meteorologia a lungo termine, mostrano pattern consistenti che indicano la persistenza di questo nuovo assetto climatico.

La vigoria dell’Oceano Atlantico nel regolare questi flussi termici rappresenta una novità oggetto di studio, che ad oggi è avvolta dal misterio. Da un lato, mantiene arcipelaghi come Canarie e Madeira in condizioni climatiche relativamente stabili e moderate. Dall’altro, concentra l’energia termica sul continente europeo, creando condizioni per eventi meteorologici di intensità senza precedenti.

Una novità che sembra profilarsi nel panorama meteorologico europeo è quella di un Oceano Atlantico particolarmente vigoroso, una massa d’acqua che sta agendo come un gigantesco regolatore climatico spingendo aria fredda verso sud e ridistribuendo l’energia termica del pianeta in modi che stanno rivoluzionando i pattern meteorologici tradizionali. I dati attuali parlano chiaro: nelle Isole Canarie e Madeira le temperature diurne massime non superano i 23-25°C, valori che in molte località italiane non si toccavano nemmeno durante le notti degli scorsi giorni.

Il paradosso delle isole “fredde” nel calore globale

Questo fenomeno rappresenta un paradosso climatico affascinante. Nelle Canarie, arcipelago posizionato alle stesse latitudini del Marocco e del Sahara occidentale, le temperature di giugno si attestano sui 23°C come massime diurne, mentre Madeira registra valori simili tra 23-24°C. Sono temperature di poco sotto la media stagionale, ma che nell’immaginario comune appaiono sorprendenti perché ci aspetteremmo molto più caldo da quelle latitudini subtropicali.

La spiegazione scientifica risiede nel beneficio mitigatore dell’Oceano Atlantico, un meccanismo che gli oceanografi e climatologi stanno studiando con crescente interesse. L’oceano non agisce solo come un serbatoio termico, ma come un sistema di trasporto e ridistribuzione dell’energia che influenza profondamente i pattern climatici continentali. Le acque atlantiche, raffrescate dalle correnti settentrionali, creano un ambiente che modera le temperature delle isole che si trovano nel loro raggio d’influenza.

Gli Alisei: i venti che raffreddano i tropici

Un ruolo cruciale in questo sistema di raffreddamento è svolto dai venti Alisei, le correnti settentrionali che in questo periodo soffiano costantemente da nord verso sud. Questi venti, chiamati “alisios” in spagnolo (dal latino “alis”, che significa liscio), sono correnti d’aria fresche e umide che spirano regolarmente da est verso ovest, dalle aree di alta pressione subtropicale verso le basse pressioni equatoriali.

Nel caso delle Canarie e Madeira, gli Alisei agiscono come un sistema di condizionamento naturale. Ricerche climatologiche mostrano come questi venti nord-orientali, dominanti sotto i 1500 metri di altitudine, sono guidati dal sistema di alta pressione delle Azzorre e mantengono le temperature insulari stabilmente moderate durante tutto l’anno. L’effetto è così pronunciato che l’estate nelle Canarie non è “molto calda” come ci si aspetterebbe, mentre l’inverno non è particolarmente freddo.

L’Anticiclone delle Azzorre: il “guardiano” del clima europeo

Al centro di questo meccanismo climatico si trova l’Anticiclone delle Azzorre, che i climatologi definiscono il “gatekeeper” (guardiano) delle precipitazioni europee. Questo sistema di alta pressione semi-permanente nell’Atlantico settentrionale non solo controlla la forza e direzione dei venti occidentali, ma determina dove si dirigono le masse d’aria calda provenienti dall’Africa.

Ricerche pubblicate su Nature Geoscience hanno dimostrato che l’Anticiclone delle Azzorre ha subito un’espansione senza precedenti negli ultimi 1.200 anni a causa del cambiamento climatico antropico. Questa espansione sta causando cambiamenti “senza precedenti” nel clima dell’Europa occidentale, deviando sistematicamente le masse d’aria calda verso il continente europeo invece che verso l’oceano.

Il meccanismo è complesso ma efficace: l’aria secca che scende nelle regioni subtropicali forma l’anticiclone, che a sua volta genera venti che fluiscono in senso orario attorno al Nord Africa, la costa orientale degli Stati Uniti e l’Europa occidentale. Quando questo sistema è particolarmente forte e esteso, come sta accadendo attualmente, devia efficacemente le correnti calde verso nord e nord-est, investendo l’Europa mediterranea.

La calura deviata verso l’Europa e il Mediterraneo

La calura che a volte interessa le aree atlantiche sembra essere diretta soprattutto verso l’Europa, e l’Italia insieme a tutta l’area mediterranea sarà coinvolta da questa serie di ondate di calore che, almeno secondo le previsioni a due settimane, sembrano essere confermate ancora una volta dai modelli matematici. Questo fenomeno non è casuale, ma rappresenta una redistributione organizzata dell’energia termica guidata dalle dinamiche oceaniche e atmosferiche.

L’analisi della North Atlantic Oscillation mostra come la posizione e l’intensità dell’Anticiclone delle Azzorre controlli direttamente i pattern di temperatura e precipitazione in Europa. Quando l’anticiclone è forte e posizionato più a nord del normale, come nelle condizioni attuali, crea una “autostrada” atmosferica che canalizza l’aria calda sahariana direttamente verso il Mediterraneo e l’Europa meridionale.

Studi recenti sul riscaldamento delle acque atlantiche mostrano come le temperature superficiali del mare influenzino direttamente la formazione e il movimento di questi sistemi di alta pressione. L’Atlantico settentrionale ha registrato temperature record che stanno alterando i pattern di circolazione atmosferica tradizionali.

Rotture della calura e contrasti termici violenti

Tuttavia, anche nelle previsioni più consolidate emergono elementi di instabilità meteorologica. I modelli matematici evidenziano specifiche rotture della calura, ovvero fasi intermedie tra eventi di calore dove si potrebbero manifestare repentini abbassamenti della temperatura e quindi fortissimi contrasti termici associati a temporali violentissimi.

Questi contrasti termici estremi rappresentano una delle conseguenze più pericolose del nuovo assetto climatico atlantico. Quando masse d’aria molto calda, provenienti dal Sahara e amplificate dal sistema di alta pressione atlantico, incontrano improvvise iniezioni di aria fredda proveniente dal nord Europa o dall’Atlantico settentrionale, si creano gradienti termici di eccezionale intensità.

Ricerche pubblicate su npj Climate and Atmospheric Science prevedono che la frequenza di temporali severi in Europa aumenterà significativamente a causa dell’incremento dell’instabilità convettiva. L’aumento dell’umidità vicino alla superficie terrestre, combinato con temperature più elevate e maggiori contrasti termici, creerà un’atmosfera più energeticamente carica e propensa alla formazione di fenomeni convettivi estremi.

Il meccanismo è scientificamente ben documentato: quando l’aria calda e umida del Mediterraneo, riscaldata dall’influenza sahariana canalizzata dall’Atlantico, incontra frontiere di aria fredda che scendono dall’Europa settentrionale, si verifica una rapida condensazione che rilascia enormi quantità di energia latente. Questa energia alimenta la formazione di supercelle temporalesche capaci di produrre grandine di grandi dimensioni, venti lineari distruttivi e precipitazioni torrenziali.

Un sistema climatico in trasformazione

Quello che stiamo osservando rappresenta una trasformazione profonda del sistema climatico atlantico-europeo. L’Oceano Atlantico non è più un semplice moderatore termico, ma è diventato un attore attivo nella redistribuzione dell’energia termica planetaria. La sua capacità di “spingere aria fredda verso sud” mentre devia il calore verso l’Europa sta creando nuovi equilibri climatici che richiedono una completa revisione dei modelli previsionali tradizionali.

L’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre ha aumentato la frequenza di inverni con anticiclone “estremamente largo” da uno ogni dieci anni nel periodo pre-industriale a uno ogni quattro anni nel XXI secolo. Questo trend sta intensificando la disuguaglianza climatica tra l’Atlantico orientale e l’Europa continentale.

Implicazioni per il futuro climatico europeo

Le previsioni a due settimane, pur necessitando sempre di conferma trattandosi di meteorologia a lungo termine, mostrano pattern consistenti che indicano la persistenza di questo nuovo assetto climatico. L’Europa dovrà adattarsi a un futuro caratterizzato da ondate di calore più intense intervallate da fenomeni meteorologici estremi generati dai contrasti termici.

La vigoria dell’Oceano Atlantico nel regolare questi flussi termici rappresenta sia un’opportunità che una sfida. Da un lato, mantiene arcipelaghi come Canarie e Madeira in condizioni climatiche relativamente stabili e moderate. Dall’altro, concentra l’energia termica sul continente europeo, creando condizioni per eventi meteorologici di intensità senza precedenti.

Il futuro dell’Europa climatica dipenderà in gran parte dalla evoluzione di questo sistema atlantico. Se l’Anticiclone delle Azzorre continuerà ad espandersi e intensificarsi come previsto dai modelli climatici, l’Italia e tutto il Mediterraneo dovranno prepararsi a un nuovo regime climatico caratterizzato da maggiore variabilità, contrasti termici più intensi.

In questo scenario, le temperature “relativamente fresche” di Canarie e Madeira non sono un’anomalia, ma il segnale di un Oceano che sta riorganizzando i flussi energetici del pianeta, con conseguenze che si faranno sentire su tutto il continente europeo nei decenni a venire. (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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