(METEOGIORNALE.IT) Che sollievo inaspettato! Il Centro Meteo Americano, attraverso il suo sofisticato modello matematico GFS, sta prospettando uno scenario meteorologico davvero eclatante per le prossime settimane. Tuttavia, è lecito interrogarsi sulla affidabilità di queste previsioni così ottimistiche, soprattutto considerando quanto esse si discostino dalle precedenti elaborazioni modellistiche. La prudenza, in questi casi, è d’obbligo: meglio attendere le dovute conferme prima di cantare vittoria.
Ciò che emerge con sempre maggiore chiarezza è la materializzazione di quel cambiamento meteorologico che molti esperti avevano ipotizzato per questa stagione estiva, caratterizzata da dinamiche atmosferiche decisamente diverse dal solito. Osservando attentamente le mappe sinottiche, infatti, dopo un esordio caratterizzato da caldo esplosivo e imponentissimo, si profila all’orizzonte una previsione totalmente differente, quasi un vero e proprio sovvertimento degli schemi previsionali tradizionali.
Il modello GFS, nelle sue elaborazioni successive, sembra prospettare un susseguirsi di alti e bassi termici piuttosto marcati. Non ci aspettiamo quindi caldo record in Italia entro la fine di giugno, ma piuttosto brevi periodi di calura sopra la media – che ormai rientrano nella normalità climatica dei nostri tempi – alternati a fasi di refrigerio più o meno intense, accompagnate, purtroppo, dal rischio concreto di numerosi temporali.
Fortunatamente, non ci troviamo ancora nel pieno del periodo delle vacanze estive di massa, quando milioni di italiani si spostano verso le località di villeggiatura. Se questa previsione dovesse trovare conferma, infatti, il meteo potrebbe compromettere significativamente alcune giornate, specialmente nel settore adriatico e in quello alpino, tradizionalmente molto frequentati durante la bella stagione.
Va ricordato che Alpi e Prealpi sono naturalmente predisposte a questo tipo di fenomenologia meteorologica: il loro clima estivo è caratteristicamente piovoso, con precipitazioni frequenti che si alternano a giornate soleggiate e a vari eventi temporaleschi. In queste zone, infatti, l’estate rappresenta la stagione con il massimo picco annuale di piovosità, un dato climatologico consolidato da decenni di osservazioni.
La domanda che sorge spontanea riguarda le notevoli differenze esistenti tra le previsioni del centro meteorologico europeo (ECMWF) e quello americano (GFS). Le ipotesi possibili sono molteplici, ma la realtà è che si tratta di due sistemi modellistici completamente diversi, che possono elaborare visioni differenti dello stesso scenario atmosferico. Normalmente, questi modelli mantengono un discreto allineamento nelle tendenze generali, con divergenze più marcate nelle previsioni a lungo termine, circostanza del tutto accettabile dal punto di vista scientifico.
Per concludere questa prima parte dell’analisi, giugno potrebbe davvero riservare sorprese e novità forse inattese. Come spesso sottolineato, questo mese rappresenta soltanto l’apripista dell’estate e non costituisce una base solida per formulare previsioni meteorologiche stagionali attendibili.
Passando ad analizzare i rischi immediati, emerge con preoccupante chiarezza la possibilità di grandinate anche di grosse dimensioni su varie regioni italiane. In questi giorni si è accumulata una notevole quantità di energia atmosferica, il tasso di umidità è aumentato sensibilmente, creando le condizioni ideali per l’osservazione di temporali esplosivi. Si tratta di fenomeni che si formano diffusamente e su vasta scala in tempi incredibilmente rapidi, anche meno di un’ora.
Questi temporali improvvisi non sono infrequenti durante l’estate nel Nord Italia, specialmente quando caldo e afa si accumulano per diversi giorni consecutivi e una goccia d’aria fredda fa la sua improvvisa comparsa. La dinamica è affascinante quanto pericolosa: questa massa d’aria fredda, scavalcando l’arco alpino, sprofonda letteralmente nel Nord Italia dove incontra una massa d’aria caldo-umida di origine tropicale.
Il contrasto termico genera rapidissimi moti verticali nell’atmosfera, con la formazione di imponenti cumulonembi che danno vita a temporali improvvisi e in rapida successione, caratterizzati da elevatissima attività elettrica. I moti convettivi possono raggiungere violenza tale che le nubi riescono a superare il livello della troposfera, sfondando addirittura nella stratosfera sovrastante.
La genesi della grandine in questi contesti è particolarmente favorita: i chicchi di ghiaccio vengono trasportati ripetutamente su e giù dalle correnti verticali, accrescendosi progressivamente fino a raggiungere dimensioni considerevoli. Le grandinate con grossi chicchi possono provocare danni ingenti a colture, automobili, strutture e, nei casi più estremi, rappresentare un pericolo anche per le persone. La grandine, inoltre, cade a macchia di leopardo, rendendo estremamente difficile una previsione puntuale della sua localizzazione.
Tra domenica nel Nord-Ovest e l’inizio della settimana si potranno sviluppare eventi temporaleschi particolarmente violenti su tutto il Nord Italia. Il rischio si estende anche ad altre regioni, in particolare il Centro Italia, la Sardegna e diverse altre aree. Complessivamente, oltre una decina di regioni potrebbero sperimentare temporali accompagnati da grandine e caratterizzati da particolare intensità. (METEOGIORNALE.IT)

