Il fenomeno che ha portato all’estate “perduta” del 2014 e come El Niño e La Niña influenzano le nostre stagioni
La North Atlantic Oscillation (NAO) rappresenta il modello dominante di variabilità atmosferica nel settore dell’Atlantico settentrionale e costituisce uno dei meccanismi chiave per comprendere le variazioni climatiche che interessano l’Europa, il Nord America orientale e vaste aree dell’emisfero settentrionale. Questo complesso sistema atmosferico, scoperto alla fine del XVIII secolo, continua a rivelare la sua influenza cruciale sui pattern meteorologici stagionali, come dimostrato dall’eccezionale estate del 2014 in Italia.
Che cos’è la North Atlantic Oscillation
La NAO è fondamentalmente un’oscillazione della pressione atmosferica che si verifica tra due centri di azione permanenti nell’Atlantico settentrionale: la Depressione d’Islanda (zona di bassa pressione situata alle alte latitudini, intorno all’Islanda) e l’Anticiclone delle Azzorre (zona di alta pressione posizionata nelle regioni subtropicali, intorno alle Isole Azzorre). Come evidenziato dagli studi del National Center for Atmospheric Research, la differenza di pressione tra questi due sistemi determina l’intensità e la direzione dei venti occidentali che attraversano l’Atlantico, influenzando di conseguenza i tracciati delle perturbazioni e le condizioni meteorologiche su vaste aree geografiche.
La NAO può trovarsi in due fasi principali: una fase positiva e una negativa. Durante la fase positiva, entrambi i centri di pressione sono più intensi del normale, creando una maggiore differenza di pressione tra di loro. Questo determina un rafforzamento della corrente a getto atlantica e uno spostamento verso nord delle traiettorie delle perturbazioni. Di conseguenza, l’Europa settentrionale sperimenta maggiore tempestosità e precipitazioni, accompagnate da temperature superiori alla media, mentre l’Europa meridionale registra diminuzione delle precipitazioni e stabilità atmosferica.
Al contrario, durante la fase negativa, entrambi i sistemi di pressione sono più deboli del normale, riducendo il gradiente barico. La corrente a getto atlantica si indebolisce e assume un orientamento più zonale da ovest a est, portando diminuzione della tempestosità nell’Europa settentrionale, con temperature inferiori alla media e ridotte precipitazioni. L’Europa meridionale, invece, sperimenta aumento della tempestosità e delle precipitazioni, con temperature superiori alla norma.
L’evoluzione geologica della NAO
Ricerche scientifiche innovative, come quella pubblicata di recente su Nature Communications, hanno rivelato che la NAO moderna si è gradualmente formata tra 80 e 60 milioni di anni fa, durante la disgregazione del supercontinente Pangea. L’espansione dell’Oceano Atlantico settentrionale e l’intensificazione del contrasto terra-oceano hanno guidato questa evoluzione, portando a una transizione di regime nella circolazione invernale dell’emisfero settentrionale. Lo studio mostra come l’espansione atlantica abbia determinato uno spostamento verso ovest della corrente a getto nordatlantica, un rafforzamento dell’alta pressione nordatlantica e l’emergere della variabilità simile alla NAO moderna.
Il collegamento tra El Niño e La Niña
El Niño e La Niña, fenomeni climatici del sistema ENSO (El Niño-Southern Oscillation), esercitano un’influenza significativa sui pattern atmosferici globali attraverso le cosiddette teleconnessioni atmosferiche. Come documentato dalla ricerca scientifica, questi fenomeni del Pacifico tropicale possono modulare l’intensità e la persistenza della NAO, creando condizioni che si ripercuotono direttamente sul clima europeo.
Durante gli eventi di El Niño, si verifica tipicamente un indebolimento della NAO o una tendenza verso la sua fase negativa, mentre gli eventi di La Niña tendono a favorire una NAO positiva. Questo meccanismo di teleconnessione funziona attraverso la propagazione di onde di Rossby – onde atmosferiche planetarie che si originano dalle anomalie di riscaldamento tropicale e si propagano attraverso la troposfera superiore, raggiungendo le regioni extratropicali e influenzando la posizione e l’intensità della corrente a getto.
Gli studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali hanno dimostrato che ENSO può influenzare significativamente il clima europeo, soprattutto durante l’inverno, quando le teleconnessioni sono più forti. Durante El Niño, l’Europa settentrionale tende a sperimentare condizioni più fredde, mentre l’Europa meridionale registra temperature superiori alla norma. Il pattern si inverte durante La Niña, con l’Europa settentrionale che diventa più calda e umida.
L’Estate “perduta” del 2014: un caso di studio
L’estate del 2014 in Italia rappresenta un esempio emblematico di come la NAO possa “irrompere” durante la stagione estiva e alterare drasticamente i pattern meteorologici tipici. Secondo uno studio del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), l’Italia e i paesi mediterranei circostanti hanno sperimentato un’estate insolitamente umida: le precipitazioni del luglio 2014 sono state l’84% superiori alla norma rispetto alla climatologia del periodo 1982-2013.
Questo evento straordinario ha rappresentato quello che, secondo i canoni climatici attuali, potrebbe essere definito “un anno senza estate” per il Nord Italia. Le regioni settentrionali hanno registrato piogge e temporali quasi quotidiani, con temperature che si sono mantenute prossime alla media climatica degli anni 1960-1990 – valori che oggi consideriamo decisamente freschi, ma che all’epoca rappresentavano la normale stagione estiva senza l’influenza dell’anticiclone africano.
La ricerca del CMCC ha identificato che le precipitazioni anomalmente elevate sull’Italia erano associate a anomalie positive della temperatura superficiale del mare e anomalie convettive nel Pacifico tropicale attraverso teleconnessioni atmosferiche. Un’anomala circolazione ciclonica si è stabilita nell’Europa meridionale, indebolendo l’anticiclone stagionale e causando precipitazioni intense che hanno danneggiato l’agricoltura e influenzato il turismo e l’economia generale dell’Europa meridionale.
La NAO estiva: un fenomeno sottovalutato
Mentre la NAO invernale è ampiamente studiata e documentata, la NAO estiva (SNAO – Summer North Atlantic Oscillation) rappresenta un fenomeno altrettanto significativo ma spesso sottovalutato. Come indicato dal Met Office britannico, la SNAO ha caratteristiche distinte dalla sua controparte invernale e può avere impatti sostanziali sul clima europeo estivo.
Durante una SNAO fortemente negativa, come quella verificatasi nell’estate 2014, l’Europa nord-occidentale tende a diventare più fredda e più umida, esattamente ciò che è stato osservato in Italia settentrionale. Questo pattern può persistere per settimane o addirittura mesi, creando condizioni meteorologiche che si discostano drasticamente dalle aspettative stagionali tipiche.
Il meccanismo delle teleconnessioni globali
Le teleconnessioni rappresentano correlazioni tra pattern meteorologici persistenti che si verificano in una regione con pattern meteorologici ricorrenti in altre regioni del mondo, anche a migliaia di chilometri di distanza. Nel caso della relazione ENSO-NAO-Europa, questo meccanismo funziona attraverso una complessa catena di interazioni atmosferiche.
Quando si verifica un evento ENSO nel Pacifico tropicale, le anomalie di riscaldamento o raffreddamento delle acque superficiali alterano i pattern convettivi locali, generando anomalie nella circolazione atmosferica di livello superiore. Queste anomalie si propagano sotto forma di onde di Rossby, che viaggiano lungo guide d’onda atmosferiche determinate dai venti di fondo e dalla rotazione terrestre.
Il comportamento di queste onde atmosferiche planetarie è paragonabile a quello di un tamburo: quando si colpisce un tamburo in un punto, tutta la superficie vibra e la nota prodotta dipende dalla tensione della pelle. Nell’analogia atmosferica, il riscaldamento tropicale rappresenta il “colpo”, le onde che si diffondono sulla superficie sono le onde di Rossby, e la “nota” è determinata dalla struttura dell’atmosfera, in particolare dai venti e dalla rotazione terrestre.
La previsione Climatica
La comprensione delle interazioni tra ENSO, NAO e clima europeo ha implicazioni cruciali per la previsione climatica stagionale. Mentre ENSO può essere previsto con un anticipo di diversi mesi, la NAO è attualmente prevedibile solo con 1-2 settimane di anticipo, rendendo le previsioni climatiche europee particolarmente complesse.
Tuttavia, la ricerca scientifica sta progressivamente migliorando la comprensione di queste teleconnessioni. Studi recenti suggeriscono che la fase di ENSO può influenzare la probabilità che la NAO assuma determinate configurazioni, fornendo una base per previsioni stagionali più accurate del clima europeo.
Il ruolo dei Cambiamenti Climatici
I cambiamenti climatici antropogenici stanno alterando questi pattern naturali di variabilità climatica. Ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali indicano che il riscaldamento globale potrebbe modificare l’intensità e la frequenza degli eventi ENSO, con conseguenti ripercussioni sulle teleconnessioni che influenzano la NAO e il clima europeo.
Alcuni modelli climatici suggeriscono che la varianza delle precipitazioni legata a El Niño-Southern Oscillation aumenterà nel lungo termine, e che la variabilità delle precipitazioni correlata ai cambiamenti nella forza e nell’estensione spaziale delle teleconnessioni ENSO porterà a cambiamenti significativi su scala regionale.
Vari chiarimenti
La ricerca scientifica continua a rivelare nuovi aspetti di questi complessi sistemi di teleconnessione. Studi recenti utilizzano tecniche avanzate di analisi delle reti climatiche per identificare con maggiore precisione le regioni più drasticamente colpite da specifici eventi El Niño/La Niña e per comprendere come questi impatti si propaghino attraverso il sistema climatico globale.
L’estate 2014 in Italia rimane un esempio paradigmatico di come pattern climatici apparentemente distanti – come le anomalie nel Pacifico tropicale – possano influenzare profondamente il clima regionale europeo attraverso le teleconnessioni atmosferiche. Questo evento sottolinea l’importanza di considerare il sistema climatico come un insieme interconnesso, dove fenomeni che si verificano in una parte del mondo possono avere ripercussioni significative in regioni molto distanti.