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GIUGNO, si sa, è un mese che tradizionalmente dovrebbe segnare l’inizio della stagione estiva, ma anche offrire ancora qualche respiro fresco con piogge e temporali tipici della primavera in esaurimento. Eppure, il meteo di quest’anno sembra voler riscrivere le regole, proponendo un quadro decisamente fuori scala, persino preoccupante.
I modelli matematici previsionali, che costituiscono la base scientifica delle analisi meteo, iniziano a disegnare una prospettiva climatica insolita: quella di una potenziale ondata di calore da record entro la metà del mese. Le famigerate isoterme – linee immaginarie che uniscono i punti con la stessa temperatura a una determinata quota – sembrano spingere oltre ogni aspettativa razionale.
A colpire di più è l’intensità dell’aria calda in arrivo dal Nord Africa, un vero e proprio motore termico che rischia di far schizzare i termometri verso valori raramente visti in questo periodo dell’anno. SARDEGNA è al centro del mirino, destinata con ogni probabilità a vivere il picco massimo dell’ondata, ma in realtà tutta l’ITALIA verrà lambita da questa cupola rovente.
Va detto che alcuni modelli hanno lievemente ritardato l’arrivo del cuore dell’evento meteo, spostandolo di qualche giorno rispetto alle prime ipotesi. E una breve interruzione, un piccolo guasto nell’assetto atmosferico, potrebbe verificarsi sulle regioni nord-orientali, dall’ALTO ADIGE fino all’ALTO ADRIATICO, dove l’ingresso di aria fresca in quota potrebbe innescare temporali intensi. Ma questo, purtroppo, rappresenta solo un parziale sollievo, un intermezzo destinato a essere rapidamente spazzato via dalla persistente avanzata africana.
Se ci si ferma ai numeri attuali, i record assoluti sembrerebbero al momento esclusi. Entro il 18 GIUGNO, le previsioni indicano punte di 38 °C a CATANIA, 37 °C a FOGGIA e BENEVENTO, mentre nel Nord Italia, città come MILANO e TORINO dovrebbero rimanere attorno ai 30-31 °C, frenate dall’influenza di correnti oceaniche atlantiche che ancora disturbano l’evoluzione del tempo su queste aree.
Ma attenzione, perché le apparenze possono ingannare. L’instabilità dei modelli attuali non ci permette di escludere del tutto scenari più estremi. Il surriscaldamento del Nord Africa è ormai un fenomeno costante, con un accumulo di calore che potrebbe riversarsi sul Mediterraneo con esiti imprevedibili. In un contesto climatico instabile, la soglia tra normalità e straordinarietà può essere oltrepassata in poche ore. Anche il ritardo delle precipitazioni sulla Pianura Padana, zona che in GIUGNO dovrebbe ricevere una buona dose di piogge, lascia intendere una blocco meteorologico anomalo, che potrebbe amplificare l’impatto termico al suolo.
E se è vero che i record nazionali non si possono prevedere con precisione – perché legati a condizioni troppo specifiche – nulla vieta che si possano verificare primati locali, già entro questo mese. Ed è così che spesso succede: i record si sanciscono durante l’evento meteo stesso, e non prima. Lo dimostrano episodi del passato, come la storica ondata di gelo del FEBBRAIO 2012, che si rivelò devastante solo nel suo pieno svolgimento. Allora, come nel lontano GENNAIO 1985, la portata dell’irruzione fredda fu compresa davvero solo col tempo.
Un paradosso? Forse. Ma anche una lezione importante: la meteorologia non è mai una scienza esatta, soprattutto quando si spinge nel futuro. L’illusione che un tempo le previsioni fossero più precise nasce più da un ricordo nostalgico che da un’analisi concreta. Negli ANNI OTTANTA, ad esempio, prima di alcune delle più memorabili ondate fredde, le mappe indicavano addirittura l’arrivo dello scirocco. Eppure, molti ricordano quelle previsioni come “più affidabili”.
Oggi, invece, l’informazione meteo è compressa in pochi secondi televisivi, relegata tra uno spot e l’altro, quando invece richiederebbe spazio, tempo e attenzione, perché i segnali ci sono, ma vanno letti con cautela e intelligenza.
E in questo GIUGNO incandescente, tutto lascia pensare che il meteo abbia ancora molto da raccontare. (METEOGIORNALE.IT)
