Aprile senza primavera: neve, freddo e maltempo diffuso fino al 20. Le previsioni settimana per settimana
Le nevicate sorpresa a bassa quota
(METEOGIORNALE.IT) Analizzando i vari modelli matematici, abbiamo cercato di stimare dove potrebbero verificarsi delle nevicate nell’arco delle prossime due settimane, a causa del transito di masse d’aria fredda che abbatteranno i termometri. Di questo abbiamo già parlato ampiamente; i quantitativi nevosi potrebbero addirittura risultare decisamente inferiori rispetto a quelli prospettati dai modelli matematici, e vedremo poi anche perché: tutto dipenderà dall’intensità delle precipitazioni.
Ricordiamo che lo zero termico, soprattutto nel periodo primaverile, quando si verificano precipitazioni più copiose rispetto alla stagione invernale, genera rovesci che riversano verso i bassi strati atmosferici l’aria fredda, trascinando verso il basso il gran freddo che c’è in quota. Questo provoca nevicate che i modelli matematici non rilevano né prevedono. Ad esempio, con lo zero termico a 1500 metri sul livello del mare in libera atmosfera, possiamo osservare, durante i violenti rovesci, neve mista a gragnola anche sotto i 400 metri sul livello del mare, soprattutto nelle ore notturne. Perciò, quello che avremo nei prossimi giorni – con lo zero termico sotto i 1500 metri di quota specie sulle regioni del Nord Italia e adriatiche – significa che fiocchi di neve a sorpresa si potrebbero avere anche a quote di bassa collina, ovviamente se associati a rovesci piuttosto rilevanti.
Venerdì 10: arriva la prima bassa pressione tra il Golfo Ligure e la Corsica
Al momento siamo a circa 4-5 giorni dall’evento freddo, e anche qualcosa di più per quanto riguarda la fase con precipitazioni, perciò possiamo fornire solo una stima molto approssimativa dell’evento meteorologico. Intorno a Venerdì 10 dovremmo vedere la formazione di un primo minimo di bassa pressione tra il Golfo Ligure e la Corsica, secondo le stime del Centro Meteo Europeo (ECMWF). Contemporaneamente vedremo l’addensarsi di nubi e precipitazioni verso l’arco alpino, con nevicate a quote sempre più basse; addirittura, oltre le Alpi, nevicate diffuse con bufere di neve, ad esempio in Austria, a quote quasi pianeggianti.
Nel corso della giornata di Venerdì si formeranno dei temporali, probabilmente soprattutto sul settore centro-orientale della Lombardia e sul nord-est italiano, sino all’Appennino settentrionale, in rapida intensificazione con celle piuttosto intense, soprattutto in Emilia-Romagna. Qui la quota neve in collina potrebbe scendere repentinamente, avvicinandosi a livelli di 300-400 metri sul livello del mare localmente. Questo primo impulso apre la porta all’aria fredda in arrivo da est; soffierà dunque la Bora, ad esempio su Trieste. Il minimo di bassa pressione scivolerà verso sud.
Sabato: aria artica da est e nevicate sull’Appennino
Nel frattempo arriverà sempre più aria fredda, che si riverserà verso le regioni adriatiche, con forti nevicate su tutto l’Appennino centrale e poi, verso Sabato, sull’Appennino meridionale. Sempre a quote basse per il periodo: probabilmente nevicherà intorno agli 800-1000 metri per quanto riguarda il Sud Italia, mentre il Centro Italia arriverà localmente intorno ai 600 metri, con alcune località anche a quote inferiori, specie sul settore adriatico. Come abbiamo già visto di recente, stavolta arriva comunque un’aria da est diversa rispetto alla precedente fase fredda: aria dall’Artico russo, sostanzialmente più fredda e più insistente, soprattutto nei bassi strati, mentre quella della scorsa settimana era di origine marittima – molto diversa.
Il minimo di bassa pressione, man mano che scenderà verso sud, andrà approfondendosi. In seguito, nella giornata di Sabato, avremo un miglioramento, ma ecco che nuovi impulsi di aria instabile si manifesteranno sulle regioni settentrionali, con la possibilità di vedere numerosi rovesci di neve sul settore centro-orientale, in estensione a quello occidentale, a causa di instabilità atmosferica proveniente da ovest che si mescola con l’aria fredda giunta in precedenza.
Dal 13 Aprile: maltempo su Liguria, Sardegna e Sud Italia
L’irruzione d’aria fredda, poiché siamo già verso il 13 Aprile, tenderà a esaurirsi. Si manifesterà infatti il peggioramento del tempo sulla Liguria per la formazione di una bassa pressione di cui abbiamo già scritto in un precedente articolo, e questa bassa pressione sarà la responsabile dell’ondata di maltempo sulla Sardegna e su tutto il Sud Italia: un’ondata che provocherà precipitazioni anche molto abbondanti sui settori orientali, poiché soffierà lo Scirocco, vento che rende particolarmente vulnerabili alle precipitazioni abbondanti i settori della Sardegna rivolti al Tirreno, così come quelli della Corsica, la Sicilia orientale, la Calabria orientale, la Basilicata orientale e gran parte della Puglia. Quando la bassa pressione risale verso nord, vedremo precipitazioni abbondanti in Abruzzo, Molise e Marche. Ci spostiamo però molto avanti nella previsione: siamo intorno alla metà del mese.
Il trend di Aprile: instabilità diffusa almeno fino al 20 del mese
Vediamo che questa bassa pressione porterà maltempo diffuso su tutto il Centro-Sud Italia. Al Nord non sono attese precipitazioni, ma ci sarà comunque un nuovo impulso di aria fredda, seppur non gelida come la precedente. Secondo le ultime proiezioni del modello ECMWF, tutta l’Italia vedrà comunque instabilità atmosferica, con altri fenomeni: verso il 16 Aprile si manifesteranno sul Nord Italia, e poi sul resto della Penisola, per l’intervento di un’altra bassa pressione da ovest.
In sostanza, il trend è quello di una marcatissima instabilità atmosferica, derivata dall’interazione di masse d’aria provenienti da ovest – di origine mediterranea e in parte oceanica – con l’aria fredda residua che continuerà a stazionare sull’Europa. Praticamente sino al 18-20 Aprile la primavera sembra prendersi una vacanza: il caldo del periodo pasquale sarà già un ricordo, le temperature scenderanno sensibilmente e, addirittura, in pianura sarà difficile superare la soglia dei 15°C per parecchi giorni.
Questa è la linea di tendenza generale, ma molti aspetti potranno ancora cambiare. L’Africa sarà ancora artefice di impulsi d’aria instabile provenienti da sud-ovest, indirizzando nubi e precipitazioni verso la Sardegna, le regioni tirreniche e poi verso il Sud Italia. La linea di tendenza di questo Aprile sembra dunque essere questa: più condizioni di maltempo, con maggiore frequenza, sul Centro-Sud; il maltempo sarà più sporadico sulle regioni del Nord Italia, dove però si farà sentire una fase di freddo, a mio avviso più intensa rispetto alle prospettive viste secondo le proiezioni stimate con i modelli matematici. Ma come sappiamo, l’Italia ha un’orografia complessa: i modelli matematici spesso non riescono a intercettare le temperature se non quando ci avviciniamo abbastanza all’evento meteorologico. Perciò, per avere previsioni più precise, ci dobbiamo dare appuntamento nei prossimi giorni.
Comunque, la primavera, almeno sino al 21 Aprile, sembra essere sparita: ci sarà veramente poco spazio per avere tempo stabile. Ci saranno sicuramente parecchie schiarite, ma quello che prevale è un tempo instabile, che muta anche repentinamente, con rovesci di neve ancora sui rilievi più elevati, non più a quote basse. Verso la fine del mese, o comunque verso il 20, sempre che non intervengano altri impulsi di aria fredda che, al momento, i modelli di previsione non riescono ancora a rilevare, la situazione potrebbe normalizzarsi.
Possiamo quindi ribadire quanto già detto: la primavera mostra un volto un po’ diverso e paga le conseguenze di quel Febbraio e di quasi tutto Marzo, che si sono comportati tutt’altro che da Febbraio e Marzo tipici. Il meteo di quei mesi non ha avuto nulla di analogo alla media che avrebbe dovuto caratterizzarli, dato l’espandersi dell’Anticiclone Africano. Era ovvio che, alla fine, ne avremmo pagato le conseguenze in primavera.
Credit (METEOGIORNALE.IT)