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GIUGNO 2025, il quadro meteo che si sta delineando per l’attuale stagione estiva sembra destinato a far discutere. Le prime avvisaglie di un’estate lunga e calda, già percepibili da MAGGIO, alimentano l’idea che il freddo possa ormai appartenere solo ai ricordi. Ma è davvero così?
Il clima estivo non annulla l’Inverno
L’associazione tra estate prolungata e assenza di inverno è un errore concettuale piuttosto diffuso. La durata o l’intensità del caldo estivo non impedisce il ritorno del freddo nei mesi successivi. Quello che cambia, semmai, è la qualità dell’inverno: meno rigido, meno nevoso, ma comunque presente.
Anche se in PIANURA PADANA non si vede spesso la neve come un tempo e le quote basse del CENTRO e del SUD ITALIA sono raramente imbiancate, ciò non significa che l’inverno sia scomparso. Le temperature restano fredde, e le giornate natalizie non sono certo adatte a t-shirt e pantaloncini, né tantomeno a un tuffo nel MAR ADRIATICO o nel TIRRENO.
Gli inverni più miti non ci mettono al riparo dal gelo
Nonostante il cambiamento climatico, l’ITALIA resta esposta alle correnti fredde continentali. Nulla impedisce a masse d’aria gelida provenienti dalla RUSSIA o dalla SIBERIA di raggiungere la nostra penisola. Anche se gli anni Cinquanta e Ottanta ci sembrano lontani, eventi rigidi come FEBBRAIO 1956 o GENNAIO 1985 rappresentano scenari che potrebbero, in forme nuove, ripresentarsi.
La climatologia insegna che il tempo non si ripete in modo identico, ma spesso ricalca schemi di fondo, con pattern meteorologici che ritornano ciclicamente. È la frequenza e l’intensità che cambiano.
L’ombra del riscaldamento globale
Se le attuali tendenze climatiche dovessero consolidarsi, con un aumento della temperatura media globale tra i 4 e i 5°C entro la fine del XXI secolo, il panorama meteo globale cambierebbe radicalmente. In tal caso, eventi estremi, difficili anche solo da immaginare, potrebbero diventare la norma.
I modelli matematici climatologici hanno già elaborato simulazioni per ipotizzare il comportamento futuro dell’atmosfera. Alcuni di questi scenari sono riportati in questo studio pubblicato su Nature Climate Change, dove si esplora il legame tra persistenza delle ondate di calore e cambiamenti della circolazione atmosferica.
Estate 2025: un possibile spartiacque climatico
La stagione estiva in corso, rispetto a quelle precedenti del decennio, potrebbe rappresentare una soglia di cambiamento. Le anomalie riscontrate da MAGGIO, unite alle proiezioni per GIUGNO e LUGLIO, sembrano prefigurare l’avvio di un ciclo climatico più caldo e turbolento, coerente con quanto atteso entro il 2030 dagli scenari IPCC.
Lo scenario peggiore non è tanto un’estate calda quanto la perdita progressiva delle stagioni intermedie, in particolare dell’inverno temperato, che rischia di trasformarsi in una lunga fase piovosa, instabile, ma senza veri picchi di gelo.
Tuttavia, nonostante tutto, l’inverno in ITALIA esiste ancora e può ancora sorprendere. (METEOGIORNALE.IT)
