Vivere a Santa Cruz de Tenerife: il mio nuovo inizio tra Atlantico e libertà
• Il clima che sogni tutto l’anno
• La vita nella città: moderna, viva, accogliente
• L’economia: turismo, servizi e innovazione
• Una città a misura di italiano
• Il mare come compagno quotidiano
Mi chiamo Andrea e, dopo anni trascorsi a inseguire orari frenetici, traffico, bollette sempre più salate e un cielo spesso grigio, ho scelto di cambiare tutto. Mi sono trasferito a SANTA CRUZ DE TENERIFE , la capitale dell’omonima isola e una delle due capitali dell’arcipelago delle CANARIE . Non un semplice viaggio: questa è una rinascita personale in un angolo d’Europa che profuma d’Africa, immerso nell’oceano e baciato dal sole.
Santa Cruz de Tenerife si affaccia sull’ Atlantico , sulla costa nord-orientale dell’isola di TENERIFE , la più grande delle sette isole principali che formano le Canarie. Politicamente fa parte della Spagna , ma in realtà è molto più vicina alle coste del Marocco che a quelle della penisola iberica. È una terra di confine, sospesa tra due mondi, e proprio per questo affascinante oltre ogni misura .
La città si estende tra il mare e i primi pendii montuosi del massiccio di Anaga , una zona di foresta laurissilva che sembra uscita da un sogno tropicale. Ogni giorno, quando apro le finestre del mio nuovo appartamento, mi ritrovo davanti il profilo inconfondibile dell’ Auditorio de Tenerife , mentre in lontananza si intravede la maestosità del Teide , il vulcano che domina l’isola con i suoi oltre 3700 metri.
L’intera isola di TENERIFE è un vero spettacolo geologico. Da Santa Cruz si può partire in pochi minuti e trovarsi immersi nei boschi verdi di laurisilva o percorrere strade panoramiche che attraversano paesaggi vulcanici lunari . Il sud dell’isola è più arido, il nord verde e rigoglioso. Ma Santa Cruz, in particolare, vive di un equilibrio meraviglioso: mare e montagna convivono , regalando panorami unici e una qualità della vita che in pochi luoghi al mondo ho trovato così armoniosa.
Il clima che sogni tutto l’anno
Vivere qui significa abbandonare il concetto di “stagione” così come lo conosciamo in Italia. Santa Cruz ha un clima subtropicale , con temperature miti tutto l’anno . Difficilmente si scende sotto i 17 gradi in inverno o si superano i 28 in estate. Questo significa che posso indossare una t-shirt a gennaio e passeggiare sul lungomare anche a dicembre, quando in Italia si accende il riscaldamento.
Non piove quasi mai, e quando succede, è più un evento curioso che un vero disagio. L’aria è secca e ventilata, perfetta per chi – come me – è sempre stato sensibile all’umidità e ai cambi di stagione. Il clima, qui, è uno dei regali più grandi .
La vita nella città: moderna, viva, accogliente
Santa Cruz non è una metropoli, ma ha tutto quello che serve . È una città moderna, ordinata, pulita, con un sistema di trasporti efficiente , parchi curati, un porto che pullula di vita e una cultura che miscela influenze spagnole, africane e latinoamericane.
Io l’ho trovata vivace ma mai caotica , perfetta per lavorare da remoto, per rilassarsi, per vivere con lentezza ma anche con stimoli culturali quotidiani. Qui si trovano teatri, cinema in versione originale, librerie, locali di tapas e concerti all’aperto . Gli abitanti, i “chicharreros”, sono accoglienti e gentili , sempre pronti a darti una mano o scambiare due chiacchiere, anche con il mio spagnolo ancora un po’ arrugginito.
L’economia: turismo, servizi e innovazione
Anche se le Canarie sono note soprattutto per il turismo , Santa Cruz ha un’identità economica propria. Il porto è uno dei più importanti dell’Atlantico per traffico merci e crocieristico, e qui si concentra anche una buona parte della pubblica amministrazione delle isole.
Negli ultimi anni, inoltre, ho notato una crescita interessante nel settore dei servizi digitali , con numerose startup, coworking e professionisti remote-first che si sono trasferiti proprio qui. E non è un caso: l’IRPF più basso della Spagna, l’IVA al 7%, e un regime fiscale agevolato per chi lavora da remoto rendono Tenerife una meta ideale per nomadi digitali e freelance come me.
Una città a misura di italiano
Vivendo qui, mi sono subito accorto che non sono l’unico italiano ad aver scelto Santa Cruz. Anzi, ci sono piccole comunità ben integrate , con negozi dove trovare prodotti italiani, eventi culturali e persino gruppi Facebook per scambiarsi consigli o trovare supporto.
Questo mi ha dato un senso di continuità, senza però rinunciare alla scoperta. Posso mangiare una buona pizza o un espresso decente, ma allo stesso tempo imparare nuove abitudini, nuove ricette, nuovi modi di vivere la quotidianità.
E poi c’è la burocrazia, sorprendentemente semplice : grazie alla presenza dell’ Oficina de Extranjería , tutto ciò che riguarda la residenza, la sanità pubblica o l’iscrizione al sistema fiscale può essere gestito con tempi e modalità decisamente più snelli rispetto all’Italia .
Il mare come compagno quotidiano
Vivendo a Santa Cruz ho riscoperto il valore del tempo lento , quello scandito dalle onde. Ogni mattina, dopo un caffè sul balcone, cammino lungo la Playa de Las Teresitas , una spiaggia dorata con sabbia del Sahara, perfetta per nuotare anche in inverno. È il mio rituale quotidiano, il mio modo di riconnettermi con me stesso.
Il mare qui non è solo un elemento paesaggistico , ma una presenza costante e rigenerante , che ti accompagna, ti calma, ti ascolta.
Vivere a Santa Cruz de Tenerife significa scegliere la luce , in ogni senso. È un luogo dove il tempo scorre con ritmi naturali, dove l’energia è pulita, dove la socialità è gentile, e dove anche lavorare diventa più umano.
Per me è stato un atto di coraggio, ma anche di coerenza con ciò che desideravo davvero . Non fuggivo da qualcosa: cercavo un posto che mi somigliasse di più . E l’ho trovato.
Tra il profumo del gofio e il suono del guachinche, tra i tramonti sull’oceano e i finesettimana in montagna, Santa Cruz è diventata casa .
