Ci risiamo, inizia lโEstate e torna lโincubo dellโAnticiclone Africano. Ma quali sono le cause del dominio di una figura barica che un tempo, nemmeno troppo lontano, si affacciava solo saltuariamente in Europa?
Ormai รจ sotto gli occhi di tutti, lโevoluzione del meteo estivo in Italia ha subito una trasformazione profonda e progressiva nel corso degli ultimi quarantโanni. Le estati italiane โ un tempo dominate dal celebre anticiclone delle Azzorre, stabile ma mai eccessivamente opprimente โ sono oggi sempre piรน spesso controllate dallโanticiclone africano, che porta con sรฉ caldo estremo, umiditร soffocante e ondate di calore sempre piรน lunghe e frequenti.
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Da quando domina lโanticiclone africano
Il cambio di regime meteo non รจ avvenuto allโimprovviso, ma si รจ affermato in modo evidente a partire dagli anni 2000. Giร negli anni โ80 e โ90, alcune estati mostrarono i primi segnali del crescente intervento dellโaria calda sahariana, ma fu proprio dopo il 2003 โ anno della famigerata estate piรน calda del secolo in Europa โ che il trend si consolidรฒ.
Dal 2003 in poi, i dati climatologici mostrano una crescita significativa della frequenza e durata delle incursioni africane, a scapito dellโanticiclone delle Azzorre, che oggi compare con minore insistenza. Lโanticiclone africano tende ad arrivare prima (giugno), durare piรน a lungo (fino a settembre) e generare picchi termici ben oltre i 40 ยฐC, specialmente nelle zone interne di Sicilia, Sardegna, Basilicata, Puglia e Calabria.
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Perchรฉ รจ cambiato il meteo estivo
La causa di questa mutazione atmosferica risiede in un meccanismo ben noto e sempre piรน studiato: il cambiamento climatico di origine antropica. Il riscaldamento globale ha alterato gli equilibri delle correnti in quota e della circolazione atmosferica, favorendo la risalita verso nord di masse dโaria subtropicali, che un tempo rimanevano confinate nel cuore dellโAfrica.
Il riscaldamento dei mari, in particolare del Mar Mediterraneo, gioca un ruolo amplificatore: un mare piรน caldo rilascia piรน umiditร e contribuisce a rendere le ondate di calore ancora piรน opprimenti, grazie al cosiddetto effetto โcaldo umidoโ che ostacola il raffreddamento del corpo umano per evaporazione.
Inoltre, le oscillazioni della corrente a getto โ quella sorta di fiume dโaria veloce che separa lโaria polare da quella subtropicale โ diventano piรน ampie e lente, lasciando spesso lโEuropa meridionale sotto โcampane dโaria caldaโ stazionarie, difficili da smuovere.
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Come funziona un anticiclone africano
Lโanticiclone africano si comporta come una cupola di aria calda e stabile. Questa massa dโaria proviene dal deserto del Sahara e puรฒ estendersi per migliaia di chilometri verso nord, raggiungendo Francia, Germania, Svizzera, e ovviamente tutta lโItalia. Al suo interno si verifica una compressione dellโaria che aumenta la temperatura e riduce la formazione di nubi. Questo porta cieli sereni e temperature elevatissime, con notti tropicali (oltre i 20 ยฐC, spesso anche oltre i 25ยฐC) e giornate torride (sopra i 35 ยฐC, talvolta sopra i 40ยฐC).
A differenza dellโanticiclone delle Azzorre, che si appoggia sullโOceano Atlantico e porta un caldo piรน temperato e asciutto, lโanticiclone africano รจ piรน caldo, piรน secco allโorigine ma piรน umido in arrivo, poichรฉ attraversa il Mediterraneo raccogliendo umiditร .
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Cosa dobbiamo aspettarci
I modelli climatici indicano con elevata probabilitร che lโinvasione dellโanticiclone africano diventerร ancora piรน frequente e intensa. Secondo Copernicus e IPCC, se il riscaldamento globale non verrร contenuto sotto gli 1,5 ยฐC (rispetto ai livelli preindustriali), le estati italiane del futuro potrebbero essere ancora piรน lunghe, piรน calde e segnate da siccitร e fenomeni estremi, come temporali violenti dopo lunghi periodi secchi.
La zona mediterranea, giร di per sรฉ soggetta a una variabilitร climatica accentuata, si sta riscaldando piรน velocemente della media globale. Questo significa che cittร come Roma, Milano, Bologna, Napoli e Firenze potrebbero vivere mesi estivi con oltre 50 giorni sopra i 35 ยฐC giร entro il 2040.
Oltre al caldo, ci si aspetta una riduzione delle piogge estive, piรน concentrate in eventi brevi ma intensissimi, con un aumento del rischio idrogeologico.
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Per contrastare il dominio crescente dellโanticiclone africano e i rischi delle ondate di calore estremo, รจ evidente che serva agire su piรน fronti: ridurre le emissioni globali, trasformare le cittร in ambienti piรน freschi e vivibili, proteggere le fasce vulnerabili e ripensare il nostro rapporto con il territorio. Purtroppo, al momento, ben poco di questo si sta facendo, per cui non ci resta che imparare a convivere con un meteo estivo sempre piรน ostile.
