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Ondata di calore del 2024: danni irreparabili ai coralli australiani

Giovanni Mezher di Giovanni Mezher
03 Mag 2025 - 19:01
in Magazine
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La Grande Barriera Corallina, gioiello dell’Oceano Pacifico al largo della costa del Queensland, in Australia, è tra gli ecosistemi marini più ricchi e complessi al mondo. Questo habitat unico ospita una biodiversità straordinaria, tra cui pesci tropicali, tartarughe marine, stelle marine e numerose specie di coralli duri e molli. Oltre al suo inestimabile valore ecologico, la barriera rappresenta anche un pilastro economico fondamentale per l’industria turistica australiana, generando miliardi di dollari ogni anno.

Tuttavia, nell’estate del 2024, un evento climatico estremo ha colpito duramente questo fragile ecosistema: un’ondata di calore marina prolungata ha avuto conseguenze devastanti per la salute dei coralli.

Sbiancamento e morte dei coralli: l’impatto dell’ondata di calore

Secondo le rilevazioni coordinate dalla biologa marina Maria Byrne dell’Università di Sydney, la temperatura dell’oceano ha continuato ad aumentare per mesi, causando un sbiancamento di massa. I coralli, organismi animali che vivono in simbiosi con alghe fotosintetiche chiamate zooxanthellae, hanno perso queste alghe a causa dello stress termico. Senza le alghe, i coralli perdono il loro colore naturale, si indeboliscono, smettono di nutrirsi adeguatamente e diventano vulnerabili alle infezioni.

Lo studio ha monitorato oltre 400 colonie coralline, e i dati raccolti sono allarmanti: entro aprile 2024, l’80% dei coralli osservati risultava sbiancato. In alcune situazioni i coralli possono recuperare, ma la durata e l’intensità dell’ondata di calore hanno superato il punto di non ritorno. Entro luglio, più della metà dei coralli sbiancati (il 53%) era morto.

Un segnale inequivocabile della crisi climatica globale

La drammaticità dell’evento del 2024 sottolinea quanto il riscaldamento globale e l’aumento delle temperature oceaniche stiano mettendo a rischio diretto le barriere coralline di tutto il mondo. Eventi di sbiancamento come questo non sono più eccezionali, ma stanno diventando sempre più frequenti e intensi, a causa dell’aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera.

Maria Byrne ha definito questo episodio come un campanello d’allarme che non si può ignorare. La scienziata ha dichiarato: “Questo evento del 2024 rafforza la necessità di azioni climatiche il prima possibile.” La sopravvivenza della Grande Barriera Corallina e di altri ecosistemi marini vitali dipende ormai dalle scelte politiche e ambientali che si prenderanno nel breve termine.

Fonte scientifica principale: University of Sydney – Marine Science

  (METEOGIORNALE.IT)

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