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      Niente da fare: meteo ancora capriccioso

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 07/05/2025
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      9 Min Lettura
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      Contents
      • Il ritorno dellโ€™instabilitร  nella seconda decade
      • Energia atmosferica e rischio di fenomeni violenti
      • Terza decade di Maggio: possibile affermazione dellโ€™Anticiclone
      • Maggio specchio della nuova realtร  climatica
      • La Pianura Padana sotto pressione
      • Le prime proiezioni per lโ€™inizio dellโ€™Estate

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      Il mese di Maggio ha fatto il suo ingresso sullโ€™Italia con uno scenario atmosferico decisamente fuori dagli schemi tipici della Primavera. Lโ€™aria che ha abbracciato la Penisola, soprattutto al Nord, รจ apparsa piรน consona a una piena fase estiva, con temperature elevate e cieli sereni che hanno contribuito a creare un clima quasi da vacanze anticipate. Anche vaste porzioni dellโ€™Europa centro-occidentale hanno sperimentato condizioni meteo molto simili, complice la temporanea espansione di un robusto campo di Alta Pressione che ha dominato il Mediterraneo e le regioni alpino-padane.

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      Lโ€™atmosfera tranquilla e i cieli tersi che hanno caratterizzato la prima settimana del mese sono stati tuttavia solo una parentesi. Giร  dallโ€™inizio della seconda decade, masse dโ€™aria piรน fresche, pilotate da saccature in discesa dal Nord Europa, hanno fatto irruzione sullโ€™Italia, determinando un drastico cambio di passo. Le temperature hanno subito una brusca contrazione, scendendo ben al di sotto delle medie climatologiche per il periodo, e i fenomeni temporaleschi si sono rapidamente moltiplicati, soprattutto lungo la dorsale appenninica e in Pianura Padana.

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      Il ritorno dellโ€™instabilitร  nella seconda decade

      Secondo le ultime simulazioni del modello europeo ECMWF, il Mediterraneo centrale si trova nuovamente al crocevia di flussi contrastanti. Lโ€™intermittenza tra sprazzi di Alta Pressione subtropicale e rapide infiltrazioni atlantiche รจ destinata a perdurare anche nella seconda metร  del mese. In particolare, la seconda decade di Maggio dovrebbe vedere una debole rimonta anticiclonica che, seppur effimera, potrebbe regalare brevi tregue soleggiate soprattutto al Centro-Sud e alle Isole Maggiori.

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      Tuttavia, questa fase di relativa stabilitร  sarร  costantemente minacciata dallโ€™attivitร  depressionaria sullโ€™Oceano Atlantico, che continua a mostrare unโ€™anomalia barica negativa estesa. I promontori anticiclonici che riusciranno ad espandersi verso lโ€™Italia saranno frequentemente erosi da onde perturbate capaci di riportare instabilitร  e temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane.

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      Al Sud, in Sicilia, in Puglia e in Calabria, le giornate serene potrebbero portare picchi di temperatura superiori ai 30ยฐC, con punte locali fino a 33ยฐC nelle zone interne. Al contrario, il Nord e il Centro peninsulare, specie in prossimitร  dei rilievi alpini e appenninici, continueranno a essere bersaglio di temporali improvvisi, localmente di forte intensitร . Lโ€™energia termica accumulata durante le ore diurne fungerร  da innesco ideale per lo sviluppo di imponenti nubi cumuliformi.

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      Energia atmosferica e rischio di fenomeni violenti

      Il contrasto termico tra masse dโ€™aria calda subtropicale e aria piรน fresca atlantica rappresenta il principale motore per lโ€™innesco di eventi meteorologici intensi. La disponibilitร  di energia potenziale convettiva, associata a livelli elevati di umiditร  nei bassi strati, รจ attualmente ai massimi stagionali. Questo contesto favorisce la genesi di temporali severi, capaci di generare grandine, colpi di vento e, in alcune situazioni particolari, anche fenomeni vorticosi.

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      Le pianure del Nord, e in particolare il settore occidentale della Pianura Padana, si confermano le aree piรน vulnerabili. Le zone comprese tra Piemonte orientale, Lombardia centro-occidentale e Veneto centrale rischiano di essere colpite da temporali organizzati in supercelle o linee di groppo. In questi frangenti, non sono esclusi downburst violenti e trombe dโ€™aria, con possibili gravi conseguenze su infrastrutture, colture e viabilitร .

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      La fascia montuosa alpina e appenninica, invece, sarร  interessata da temporali a evoluzione diurna, spesso localizzati ma capaci di scaricare grandi quantitร  dโ€™acqua in tempi molto brevi. Il pericolo maggiore resta quello idrogeologico: frane, colate detritiche e allagamenti improvvisi sono allโ€™ordine del giorno in unโ€™Italia sempre piรน fragile dal punto di vista del suolo.

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      Terza decade di Maggio: possibile affermazione dellโ€™Anticiclone

      Le piรน recenti elaborazioni numeriche fanno intravedere un potenziale cambiamento nella circolazione atmosferica a cavallo tra la seconda e la terza decade di Maggio. In particolare, la Cella di Hadley potrebbe espandersi verso nord, spingendo lโ€™Anticiclone africano a guadagnare terreno sul Mediterraneo centrale e sulla Penisola italiana. Questa dinamica comporterebbe un consolidamento della stabilitร  atmosferica, con cieli perlopiรน sereni o poco nuvolosi su gran parte delle regioni centrali e meridionali.

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      Le temperature tornerebbero a salire in maniera piรน marcata, con valori che al Centro-Sud potrebbero facilmente raggiungere i 32-34ยฐC nelle pianure interne, soprattutto nel Lazio, in Campania, in Basilicata e in Sicilia. Al Nord, invece, il dominio dellโ€™Anticiclone africano sarebbe meno netto. Lโ€™influenza di correnti piรน fresche atlantiche continuerebbe ad alimentare lโ€™instabilitร  pomeridiana nelle regioni alpine e prealpine, con episodi temporaleschi anche intensi in Trentino-Alto Adige, nel nord della Lombardia e nel Friuli-Venezia Giulia.

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      Maggio specchio della nuova realtร  climatica

      Il comportamento meteorologico di questo Maggio 2025 rappresenta un paradigma delle trasformazioni in atto a livello climatico. Le stagioni intermedie, come Primavera e Autunno, stanno gradualmente perdendo la loro identitร , sostituite da rapide oscillazioni tra estremi meteorologici: giornate simil-estive alternate a fasi perturbate tipiche di Inverno inoltrato. Un tempo considerato un mese di transizione dolce, Maggio si configura oggi come un periodo imprevedibile, in cui lโ€™energia in gioco nellโ€™atmosfera รจ tale da generare eventi estremi in rapida successione.

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      I temporali con grandine sono ormai diventati un fenomeno ricorrente, in grado di causare danni milionari allโ€™agricoltura e ai centri urbani. I chicchi di grandine, spesso di grandi dimensioni, danneggiano automobili, tetti, serre e infrastrutture agricole. In questo contesto, le cittร  e le aree urbane devono affrontare sfide crescenti.

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      Le reti di drenaggio si rivelano spesso inadeguate a gestire le precipitazioni torrenziali, mentre la vegetazione urbana subisce gravi danni per via del vento e dei fulmini. Le temperature elevate aggravano inoltre il fenomeno delle isole di calore urbane, rendendo le notti afose e difficilmente sopportabili.

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      La Pianura Padana sotto pressione

      Il Settentrione dโ€™Italia si conferma una delle aree piรน critiche del Paese per quanto riguarda i fenomeni estremi. La Pianura Padana, in particolare, rappresenta un punto di convergenza ideale per lo scontro tra masse dโ€™aria di diversa origine. La presenza delle Alpi a nord e dellโ€™Appennino settentrionale a sud crea una vera e propria โ€œcamera baricaโ€ in cui i temporali possono svilupparsi e rinforzarsi in modo esplosivo.

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      Sempre piรน spesso si assiste a eventi in cui la pioggia si concentra su porzioni molto ristrette di territorio, dando origine a veri e propri nubifragi localizzati. I fiumi minori e i corsi dโ€™acqua secondari, non sempre adeguatamente monitorati, possono tracimare in poche ore, causando alluvioni lampo. Questi episodi si sommano a una condizione di fondo di vulnerabilitร  strutturale, determinata da urbanizzazione incontrollata e scarsa manutenzione idraulica.

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      Le prime proiezioni per lโ€™inizio dellโ€™Estate

      Guardando oltre Maggio, le prime indicazioni a carattere stagionale suggeriscono che lโ€™inizio dellโ€™Estate 2025 potrebbe essere fortemente influenzato dalla presenza dellโ€™Anticiclone africano. Questo scenario si tradurrebbe in un Giugno molto caldo, con scarsa ventilazione e condizioni favorevoli allo sviluppo di ondate di calore premature.

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      Tuttavia, resta da valutare quanto stabile sarร  lโ€™Anticiclone africano. Alcuni modelli indicano la possibilitร  che la sua presenza venga periodicamente disturbata da onde atlantiche o da circolazioni retrograde da est, capaci di riattivare lโ€™instabilitร , soprattutto al Nord. Il rischio di temporali violenti, dunque, non si esaurisce con Maggio.

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      Anzi, potrebbe rappresentare un tratto meteo dellโ€™intera stagione estiva, in particolare per il Settentrione, mentre il Centro-Sud dovrร  confrontarsi con temperature elevate, siccitร  prolungata e condizioni di disagio fisico per la popolazione piรน vulnerabile.

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