(METEOGIORNALE.IT) Le isole di calore urbano in Italia rappresentano oggi uno dei fenomeni climatici più preoccupanti, con effetti tangibili soprattutto nelle grandi aree metropolitane. Secondo gli ultimi dati Istat, aggiornati al 31 dicembre 2023, le 14 città metropolitane censite (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) occupano il 15,4% del territorio nazionale e ospitano circa 21,3 milioni di abitanti, ovvero il 36,2% della popolazione complessiva.
Il cemento intrappola il caldo notturno
Nelle zone urbane più densamente edificate, il fenomeno delle notti tropicali si manifesta con particolare intensità. Durante queste notti la temperatura non scende mai sotto i 20 °C, raggiungendo spesso valori superiori ai 25 °C. Questo avviene a causa della capacità di cemento e asfalto di accumulare calore durante il giorno e rilasciarlo lentamente durante la notte, impedendo il naturale raffreddamento atmosferico.
La situazione è resa ancora più critica dall’umidità elevata, che accentua la sensazione di disagio termico e mette a dura prova la salute dei cittadini, in particolare dei soggetti più vulnerabili.
I piccoli centri resistono meglio, ma non sono immuni
Fortunatamente, chi risiede nei comuni con meno di 5.000 abitanti, circa 9,7 milioni di persone, pari al 16,4% della popolazione nazionale, vive condizioni notturne generalmente più favorevoli. In queste aree, caratterizzate da una minore densità edilizia e da una maggiore presenza di aree verdi, le temperature notturne riescono a calare maggiormente, offrendo un refrigerio naturale agli abitanti.
Tuttavia, anche nei piccoli centri si registra un incremento delle notti tropicali. Negli ultimi 20 anni, infatti, la frequenza di notti con temperature superiori ai 20 °C è raddoppiata in tutta la Penisola italiana, complici i cambiamenti climatici globali che non risparmiano nemmeno le aree rurali.
Aree metropolitane e rischio crescente
Le grandi città come Milano, Roma e Napoli sono in prima linea nell’esperienza delle ondate di calore notturne estreme. Il fenomeno delle isole di calore urbano rende queste metropoli veri e propri “forni” durante la stagione estiva, aumentando i rischi sanitari come colpi di calore, disidratazione e problemi cardiovascolari.
Secondo le analisi di Istat e le ricerche scientifiche pubblicate dal Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (SNPA) (fonte diretta), il riscaldamento notturno urbano rappresenta una delle sfide ambientali più gravi per il prossimo futuro, richiedendo politiche di mitigazione mirate. (METEOGIORNALE.IT)

