
(METEOGIORNALE.IT) Ci avviciniamo all’Estate e il caldo aumenta. Ma il problema è che tale incremento in quota fa sì che le masse glaciali siano in estrema sofferenza. Fasi meteo sempre più calde e siccità rendono i poveri ghiacciai dei malati terminali. In questo articolo vi portiamo in Himalaya, dove la sofferenza glaciale è ai massimi storici, riportando una notizia a cura di tio.ch.
I dati inquietanti
La copertura nevosa nella vasta regione montuosa dell’Hindu Kush-Himalaya, che si estende dall’Afghanistan fino al Myanmar, ha toccato il minimo storico degli ultimi 23 anni, innescando serie preoccupazioni per il futuro delle risorse idriche a disposizione di quasi due miliardi di persone. L’allarme arriva dall’International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod), il maggior ente internazionale impegnato nello studio e nella tutela delle aree montane.
Siccità e crisi agricola: gli effetti si fanno sentire
Che dire, le conseguenze di questo drastico cambiamento meteo si è già fatto sentire in numerosi Stati dell’Asia meridionale e orientale, dove sono stati emessi avvisi ufficiali di siccità. Le conseguenze potenziali sono molteplici e gravi: dai raccolti compromessi per l’assenza di irrigazione, al razionamento dell’acqua potabile nelle comunità rurali e urbane, fino alla diminuzione della produzione energetica da centrali idroelettriche, un pilastro fondamentale per lo sviluppo sostenibile della regione.
Le ondate di calore, che si stanno manifestando con maggiore frequenza, intensità e durata, aggravano ulteriormente la situazione, creando un contesto di emergenza meteo sempre più complesso e difficile da gestire. Come vedete, non solo in Europa, ma tutto il Mondo è alle prese con dei cambiamenti epocali.
Fiumi in calo e dipendenza dalle falde
Il dossier evidenzia un quadro allarmante: la diminuzione della portata dei principali fiumi asiatici, unita a una crescente pressione sulle risorse sotterranee, potrebbe innescare un circolo vizioso di carenza idrica e compromettere la stabilità economica e ambientale dell’intera area.
Tra le preoccupazioni principali figurano il rischio sempre più elevato di periodi prolungati di siccità, la necessità crescente di attingere alle falde acquifere, e la possibilità che questi cambiamenti meteo contribuiscano a conflitti per l’accesso alle risorse idriche. Si, è vero, sono Paesi non evoluti come l’Europa, ma il monito rimane, anche per noi. (METEOGIORNALE.IT)
