(METEOGIORNALE.IT) Nel cuore della Pianura Padana, tra l’inizio di GIUGNO e la fine dell’ESTATE, si ripetono con maggiore frequenza i fenomeni meteo estremi legati ai temporali a supercella. Si tratta di strutture atmosferiche complesse, imponenti e potenzialmente distruttive, capaci di generare grandinate violente con chicchi di ghiaccio superiori ai 5 cm, nubifragi localizzati e perfino trombe d’aria.
Un caso emblematico si è verificato nella tarda serata del 13 MAGGIO, quando MILANO EST è stata colpita da un’intensa cella temporalesca che ha scaricato oltre 60 mm di pioggia in poche ore, causando allagamenti in diverse zone, anche dove mancano dati pluviometrici ufficiali.
Vediamo nel dettaglio come si formano questi fenomeni, cosa accade quando aria fresca incontra l’umidità della pianura, e perché l’ESTATE del Nord Italia è così predisposta a queste situazioni, secondo anche le previsioni ECMWF.
Cosa accade quando l’aria fresca irrompe sulla Pianura Padana
La Pianura Padana è una delle aree europee più vulnerabili ai fenomeni temporaleschi estivi violenti. Questo perché, nei periodi di caldo intenso, l’aria che ristagna sulla pianura diventa molto calda e carica di umidità. Quando correnti più fresche provenienti da ovest o nordovest scivolano attraverso le vallate alpine (come la Valle dell’Adige, la Valle d’Aosta o la Valle di Susa), si infiltrano in pianura come una lama d’aria più fredda nei bassi strati.
Questo contrasto tra aria calda e umida al suolo e aria più fresca in quota crea le condizioni ideali per un fenomeno fisico noto come convezione. L’aria calda, essendo più leggera, viene sollevata rapidamente dall’aria fredda, generando moti verticali intensissimi chiamati “molti convettivi”. Questo sollevamento rapido porta alla condensazione del vapore acqueo e alla nascita di nubi imponenti a sviluppo verticale: i cumulonembi.
Dalla nube cumulonembo alla supercella: come nasce un temporale estremo
Non tutti i temporali diventano supercelle, ma quando il vento in quota ruota con l’altezza – fenomeno noto come wind shear direzionale e di velocità – la colonna d’aria in salita può iniziare a ruotare su sé stessa. Questo porta alla formazione di una corrente ascensionale rotante chiamata mesociclone, il cuore pulsante di una supercella.
Le supercelle sono in grado di durare molte ore, spostarsi su lunghe distanze e generare precipitazioni estreme su aree ristrette. All’interno del mesociclone, l’aria calda continua a salire mentre l’aria più fredda viene richiamata al suolo, alimentando una spirale continua di energia. È proprio questa dinamica a permettere la crescita delle nubi temporalesche fino a quote superiori ai 12–14 chilometri, in piena troposfera superiore.
La formazione della grandine: chicchi sospesi tra salite e discese
La grandine nasce proprio all’interno delle nubi cumulonembo più sviluppate, dove le correnti ascendenti sono talmente potenti da riuscire a sostenere particelle di ghiaccio per lunghi periodi, impedendone la caduta a terra.
Tutto comincia con piccoli nuclei di condensazione, come un granello di polvere o un minuscolo cristallo di ghiaccio, che nella parte più fredda della nube incontrano goccioline d’acqua sopraffuse (cioè acqua liquida a temperature sotto zero). Queste goccioline si congelano immediatamente a contatto con il nucleo, formando il primo strato di ghiaccio.
Il chicco, sospinto in alto dalle forti correnti, incontra nuovi strati umidi che si ghiacciano attorno ad esso. In un ciclo continuo di salite e cadute, il chicco cresce, strato dopo strato, fino a diventare talmente pesante da sfuggire alla corrente ascensionale e precipitare a terra. Quando la supercella è particolarmente violenta, i chicchi di grandine possono superare i 5 cm di diametro, come è accaduto recentemente in LOMBARDIA.
Perché il Nord Italia e la Val Padana sono così vulnerabili in Estate
Secondo le ultime proiezioni stagionali del Centro Europeo ECMWF, l’ESTATE 2025 sarà caratterizzata da lunghe fasi soleggiate e temperature sopra la media. Questo contesto favorisce l’accumulo di energia potenziale nella bassa atmosfera, che può essere rapidamente liberata non appena irrompe una corrente più fresca.
Da GIUGNO in poi, ogni perturbazione che si avvicina dall’Atlantico o dai Balcani potrà generare, specie nelle ore pomeridiane e serali, fenomeni temporaleschi violenti, con la possibilità di assistere a nuove supercelle, grandinate e nubifragi. In particolare, la Val Padana continuerà a essere uno dei teatri principali di questi eventi, grazie alla sua configurazione geografica chiusa, che agevola l’intrappolamento dell’aria calda e l’innesco di fenomeni convettivi intensi.
Fonti scientifiche: ECMWF Seasonal Forecasts – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts. (METEOGIORNALE.IT)



