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      Home » Alpi SEPOLTE di neve, un evento meteo mai visto, alcuni dati
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      Alpi SEPOLTE di neve, un evento meteo mai visto, alcuni dati

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 16/04/2025
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      7 Min Lettura
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      Contents
        • Nord Italia sotto osservazione: piogge eccezionali e rischio idrogeologico
      • Situazione critica sulle Alpi occidentali e orientali
        • Il ritorno della neve abbondante: accumuli record oltre i 2400 metri
        • Piemonte meridionale e Friuli-Venezia Giulia
        • Alpi centrali meno colpite ma non immuni
      • Correnti sciroccali e Anticiclone assente
        • Un’Alta Pressione lontana dall’Italia
      • La Settimana pasquale
        • Martedì e Mercoledì: fase più acuta del maltempo
        • Giovedì e Venerdì Santo: instabilità persistente
        • Sabato di Pasqua e Domenica: nuova perturbazione in arrivo

      Con l’arrivo della Settimana Santa, la situazione meteo sull’intero territorio nazionale sta entrando in una fase molto instabile, con evidenti segnali di un peggioramento significativo già dai primi giorni. Le condizioni atmosferiche previste si caratterizzano per una serie di perturbazioni che coinvolgeranno soprattutto l’Italia Settentrionale, portando con sé piogge consistenti, venti intensi e, in quota, nevicate molto abbondanti.

      L’attività ciclonica che si svilupperà nei prossimi giorni sarà alimentata da aria mite e umida proveniente da sud-est, in risalita dal Mar Mediterraneo, che andrà a scontrarsi con masse d’aria più fredde presenti sull’Europa centrale. Questo contrasto termico alimenterà sistemi nuvolosi particolarmente produttivi, in grado di scaricare notevoli quantità d’acqua in tempi brevi. Le aree a rischio saranno in particolare quelle del Nord-Ovest, dove sono attesi gli accumuli maggiori di pioggia.

      Nord Italia sotto osservazione: piogge eccezionali e rischio idrogeologico

      Le regioni settentrionali saranno le più esposte agli effetti di questa fase meteo perturbata. In particolare, le pianure del Piemonte, la Lombardia occidentale, l’Emilia settentrionale e la Liguria centro-orientale potrebbero ricevere in pochi giorni precipitazioni equivalenti a un intero mese primaverile.

      Il rischio non è solo legato alla quantità d’acqua prevista, ma anche alla sua intensità oraria. Si prospettano fasi temporalesche che potrebbero risultare particolarmente intense, con possibilità di localizzati allagamenti nelle zone urbane e, più in generale, un aumento del rischio idrogeologico, specie lungo i corsi d’acqua secondari.

      Torino, Milano, Genova e Aosta saranno tra le città più coinvolte, soprattutto nel corso delle giornate centrali della settimana, quando il transito di fronti perturbati atlantici raggiungerà il picco di attività.

      Situazione critica sulle Alpi occidentali e orientali

      Il ritorno della neve abbondante: accumuli record oltre i 2400 metri

      Nonostante il progressivo avanzamento della Primavera, la neve continua a fare la sua comparsa sulle vette alpine, e non in modo modesto. L’aumento della temperatura fa sì che la quota neve si alzi progressivamente, ma ciò non impedisce la formazione di nevicate eccezionali sulle aree montuose più alte, in particolare oltre i 2400 metri di altitudine.

      Secondo le ultime proiezioni meteo, i settori alpini nord-occidentali, in particolare la Valle d’Aosta e l’alto Piemonte, saranno interessati da precipitazioni nevose estreme. In queste zone, si prevede che entro la fine dell’evento meteo possano accumularsi fino a 3 o persino 4 metri di neve fresca.

      Si tratta di una quantità eccezionale, capace di modificare profondamente il paesaggio montano, con conseguenti ripercussioni anche sul fronte valanghivo. Il pericolo valanghe infatti sarà molto elevato, specie lungo i versanti esposti a sud, dove la neve fresca si sovrapporrà a strati più umidi preesistenti.

      Piemonte meridionale e Friuli-Venezia Giulia

      Non saranno solo le Alpi nord-occidentali a sperimentare nevicate significative. Anche il Piemonte meridionale, in particolare tra Cuneese e Alpi Liguri, vedrà la neve cadere copiosamente, soprattutto sopra i 2400 metri. Gli accumuli previsti qui si aggirano intorno a 100–150 centimetri di neve fresca.

      Spostandoci sul versante orientale, anche le Alpi Giulie e le Carniche, nel Friuli-Venezia Giulia, saranno al centro dell’attenzione meteo. A causa della persistente alimentazione sciroccale, i flussi umidi raggiungeranno questi rilievi con forza, scaricando a loro volta oltre 2 metri di neve alle quote superiori a 2500 metri.

      In particolare, le zone di confine con Austria e Slovenia, come Tarvisio, Sella Nevea e le aree limitrofe, saranno coinvolte da questo straordinario episodio nevoso che stravolge ogni aspettativa stagionale.

      Alpi centrali meno colpite ma non immuni

      Le Alpi centrali, comprese le aree lombarde e trentine, vedranno anch’esse precipitazioni nevose, sebbene in misura minore rispetto ai settori occidentali e orientali. Qui, alle quote intorno ai 2400 metri, si stimano accumuli compresi tra 60 e 80 centimetri, con valori inferiori alle aree già citate ma comunque rilevanti per il periodo.

      Località come Bormio, Livigno, Madonna di Campiglio e Passo dello Stelvio si preparano a ricevere nuove nevicate, che potrebbero incidere sulla viabilità alpina e aumentare il pericolo di distacchi spontanei.

      Correnti sciroccali e Anticiclone assente

      Un’Alta Pressione lontana dall’Italia

      A livello sinottico, la causa principale di questo duraturo peggioramento meteo è da ricercarsi nell’assenza di un’Alta Pressione stabilizzante sul bacino del Mediterraneo. I modelli previsionali confermano che l’Anticiclone delle Azzorre rimarrà defilato sull’Atlantico centrale, lasciando spazio a basse pressioni nord-europee in discesa verso le nostre latitudini.

      Questa situazione favorisce l’attivazione di una corrente a getto molto vivace, che piloterà una serie di fronti perturbati verso l’Italia, tutti alimentati da aria subtropicale marittima. Tale configurazione contribuisce a mantenere le temperature relativamente miti in pianura, ma a incentivare al contempo fenomeni meteo intensi sui rilievi.

      Le correnti sciroccali, provenienti dal quadrante sud-orientale, risalgono dal Nord Africa, cariche di umidità, e impattano in modo frontale contro le catene alpine, dove rilasciano ingenti quantità di precipitazioni orografiche.

      La Settimana pasquale

      Martedì e Mercoledì: fase più acuta del maltempo

      Tra Martedì e Mercoledì, la situazione peggiorerà sensibilmente. Piogge forti e continue colpiranno Piemonte, Lombardia occidentale, Liguria centrale e Friuli-Venezia Giulia, con accumuli giornalieri oltre i 60 mm. Le nevicate, in rapida estensione, interesseranno quasi tutta la catena alpina sopra i 2200–2400 metri, con picchi nevosi davvero eccezionali.

      Giovedì e Venerdì Santo: instabilità persistente

      La seconda parte della settimana vedrà una parziale attenuazione dei fenomeni al Nord-Ovest, ma non si tratterà di una tregua stabile. Le piogge continueranno a colpire il Nord-Est, la Toscana settentrionale, l’Umbria e le Marche. Sul versante alpino, le nevicate proseguiranno, con altri 50–80 cm di neve fresca attesi in quota.

      Sabato di Pasqua e Domenica: nuova perturbazione in arrivo

      Dopo una breve pausa tra Sabato mattina e pomeriggio, una nuova perturbazione atlantica farà il suo ingresso da Ovest, portando un nuovo peggioramento meteo che coinvolgerà il Nord-Ovest e successivamente anche il Centro-Sud. Nuove nevicate sono attese sulle Alpi occidentali, dove gli accumuli potranno superare la soglia dei 4 metri complessivi.

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