
(METEOGIORNALE.IT) In un contesto primaverile, questo significherebbe alternanza tra giornate miti e soleggiate e improvvisi ritorni di maltempo, con temporali, cali termici repentini e persino nevicate a quote medio-alte.
Non sarebbe la prima volta che maggio si presenta capriccioso: Maggio 2019, infatti, verrà ricordato come uno dei mesi primaverili più freddi e instabili vissuti in Italia negli ultimi trent’anni.
In netta controtendenza rispetto ai recenti andamenti climatici che hanno visto primavere progressivamente più miti e asciutte, quel mese si è distinto per un’anomalia termica negativa marcata, precipitazioni straordinariamente abbondanti e fenomeni atmosferici insoliti per la stagione, generando impatti significativi su vari settori del Paese.
L’intero territorio italiano è stato interessato da un clima insolitamente rigido, con temperature che si sono mantenute ben al di sotto della media del periodo di riferimento 1971-2000. In media, si è registrata un’anomalia di circa -1,6°C, ma in alcune zone del Centro-Nord e lungo la dorsale appenninica i valori negativi hanno superato anche i -3°C.
Numerosi i record di freddo infranti: ad Aosta Pollein, il termometro è sceso fino a -0,7°C il 7 maggio, stabilendo un nuovo primato per il periodo, mentre a Lecce Galatina l’8 maggio si sono toccati appena 3,2°C. Anche Roma ha vissuto giornate invernali fuori stagione, con temperature massime ferme a 11-12°C il 15 maggio, valori estremamente rari per la capitale in piena primavera.
L’instabilità atmosferica si è manifestata anche sotto forma di nevicate eccezionali per il mese di maggio. Tra il 6 e il 7 del mese, l’Emilia-Romagna ha visto cadere la neve fino a 200 metri di altitudine, evento che non si verificava dal lontano 1957.
Sulle Alpi centro-orientali, l’accumulo nevoso ha raggiunto livelli straordinari: ad Arabba, a 1630 metri di quota, si sono misurati 48 cm di neve fresca solo il 5 maggio, secondo quanto riportato dall’ARPA Veneto. Al di là del confine italiano, i dati sono stati altrettanto impressionanti: al Säntis, in Svizzera, lo spessore della neve ha raggiunto i 714 cm, mentre in Slovenia, al Kredarica, si sono toccati i 320 cm a fine mese.
Ma è stata la pioggia a dominare davvero il quadro meteorologico. Maggio 2019 è stato uno dei mesi più piovosi mai registrati in diverse aree d’Italia. Si sono susseguiti ben sei episodi perturbati, che hanno reso instabile il tempo per oltre tre settimane.
In alcune località, la piovosità ha superato ogni precedente storico: a Modena, ad esempio, sono caduti 242 mm di pioggia, segnando un nuovo record mensile per maggio in una serie di dati che risale al 1830. L’Emilia-Romagna e il Nord-Est sono risultate le aree più colpite, con precipitazioni frequenti e abbondanti che hanno messo a dura prova il territorio.
Questo scenario anomalo è stato il risultato di una particolare configurazione meteorologica a scala continentale. Una vasta saccatura di origine artica ha interessato l’Europa centrale e meridionale, inclusa l’Italia, trascinando ripetutamente masse d’aria fredde di provenienza polare verso la penisola.
Questo schema circolatorio, noto come “blocco atmosferico”, è stato rafforzato dalla presenza di campi di alta pressione sia sulla penisola Iberica sia sulla Russia europea, determinando un contrasto termico marcato a livello continentale che ha mantenuto condizioni di instabilità persistente sul Mediterraneo.
Gli effetti sul territorio non si sono fatti attendere. L’agricoltura ha subito pesanti danni, con colture primaverili compromesse da temperature troppo basse e da piogge continue che hanno ostacolato i lavori nei campi e favorito malattie delle piante. Anche il turismo primaverile ha risentito delle condizioni meteo avverse, soprattutto in regioni solitamente molto frequentate in quel periodo.
Lo sport non è stato risparmiato: la sedicesima tappa del Giro d’Italia, in programma il 28 maggio, ha dovuto subire modifiche al percorso a causa della neve ancora presente sul Passo Gavia, dove il rischio valanghe era troppo elevato per garantire la sicurezza degli atleti. (METEOGIORNALE.IT)
