
(METEOGIORNALE.IT) Il meteo sull’Italia sta vivendo una fase decisamente fuori stagione, di quelle che sorprendono anche chi ormai è abituato ai continui sbalzi atmosferici degli ultimi anni. Dopo giornate quasi primaverili, il quadro è tornato improvvisamente a parlare il linguaggio dell’inverno, con l’ingresso di aria polare marittima che ha ribaltato gli equilibri atmosferici sull’intero bacino del Mediterraneo. E non si tratta del classico passaggio instabile di qualche ora: la struttura depressionaria in approfondimento promette infatti un peggioramento esteso, accompagnato da temporali intensi, grandine, venti tempestosi e un sensibile calo delle temperature.
Nelle ultime ore il Nord Italia è stato il primo bersaglio di questa poderosa irruzione fredda. L’impatto tra masse d’aria completamente differenti ha favorito la formazione di celle temporalesche molto organizzate, capaci di scaricare nubifragi improvvisi e grandinate anche di grosse dimensioni. In diverse zone della Pianura Padana non sono mancati fenomeni vorticosi e raffiche violente, segnale evidente di un’atmosfera estremamente energetica e instabile.
Alla base di questo peggioramento troviamo una profonda saccatura nord-atlantica che sta scivolando verso il Mediterraneo centrale, alimentata da aria molto fredda in quota. I valori registrati a circa 5500 metri d’altezza risultano particolarmente bassi per il periodo e stanno aumentando il contrasto termico verticale, ingrediente fondamentale per la nascita di temporali severi. È proprio questo mix esplosivo a mantenere elevato il rischio di fenomeni estremi anche nei prossimi giorni.
Le temperature stanno già mostrando il volto più insolito di questa fase atmosferica. In molte città del Nord e del medio Adriatico si sono registrati valori più tipici di marzo che della seconda metà di maggio. In alcune aree del Friuli Venezia Giulia e del Veneto si è rimasti attorno ai 9-10 gradi persino durante le ore centrali del giorno, mentre piogge insistenti e cieli chiusi hanno contribuito ad accentuare la sensazione di freddo. Le anomalie termiche risultano localmente molto marcate, con scarti anche di 8-10 gradi sotto la media climatica del periodo.
Anche la quota neve ha subito un netto ridimensionamento. Sulle Alpi orientali lo zero termico è crollato fino a circa 1400 metri e sono tornate nevicate abbondanti per il periodo. Non è escluso che durante i rovesci più intensi qualche fiocco possa spingersi ancora più in basso, soprattutto nelle vallate alpine più chiuse e nei settori appenninici centrali.
Ma il momento più delicato deve ancora arrivare. Le elaborazioni dei principali modelli matematici confermano infatti la formazione di un vero e proprio ciclone mediterraneo destinato ad approfondirsi tra venerdì sera e sabato sul Tirreno centro-meridionale. La pressione potrebbe scendere attorno ai 995-1000 hPa, valori che testimoniano la forza della struttura depressionaria in sviluppo.
Con questo scenario aumenteranno sensibilmente i venti, pronti a soffiare con intensità di burrasca forte su numerose regioni italiane. Le raffiche potrebbero superare i 100 km/h lungo le coste tirreniche, sulla Sardegna e nelle aree appenniniche maggiormente esposte. Attenzione anche alle grandi città del Centro-Nord, dove improvvisi colpi di vento potrebbero accompagnare i nuclei temporaleschi più intensi.
Le regioni che al momento appaiono più esposte sono Liguria, Toscana, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, ma con il passare delle ore il maltempo potrebbe coinvolgere in maniera severa anche Veneto, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. In queste aree il rischio sarà legato non solo ai temporali violenti, ma anche a possibili criticità idrogeologiche dovute alle piogge persistenti su territori già saturi d’acqua.
Grande attenzione inoltre ai mari, destinati a diventare molto agitati o addirittura grossi sui bacini occidentali. Il moto ondoso potrebbe raggiungere altezze importanti, creando difficoltà ai collegamenti marittimi e possibili disagi lungo le coste maggiormente esposte alle mareggiate. Anche il traffico aereo potrebbe risentire della forte instabilità atmosferica, soprattutto nelle fasi di decollo e atterraggio a causa della turbolenza e del wind shear.
Questa fase perturbata rappresenta uno degli episodi più dinamici e anomali di questa primavera avanzata. L’atmosfera europea continua infatti a mostrare una notevole vivacità, con scambi meridiani molto pronunciati che favoriscono discese fredde improvvise verso il Mediterraneo. Il contrasto con le masse d’aria più miti già presenti sull’Italia diventa così il carburante ideale per eventi meteo particolarmente intensi.
Il meteo dei prossimi giorni resterà quindi sotto stretta osservazione perché il rischio di fenomeni localmente severi rimane elevato. Temporali autorigeneranti, grandinate, raffiche lineari e improvvisi nubifragi potranno colpire diverse regioni italiane in modo rapido e localmente violento, confermando ancora una volta quanto questa primavera stia mostrando un volto decisamente turbolento.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)