Ghiacciai al MINIMO, gravi conseguenze meteo climatiche, lo studio

Ghiacciai al MINIMO, gravi conseguenze meteo climatiche, lo studio

Nevicate ridotte e stagione ritardata: scenario preoccupante

Siccità e crisi agricola: gli effetti si fanno già sentire in maniera drammatica

Rischi sistemici: fiumi in calo e dipendenza dalle falde

Un appello urgente alla cooperazione tra i Paesi Asiatici

Cari lettori, il problema della fusione dei ghiacciai è qualcosa di globale. Fasi meteo sempre più calde e siccità rendono i poveri ammassi glaciali dei malati terminali. Stavolta vi portiamo in Himalaya, dove la sofferenza glaciale è ai massimi storici, riportando una notizia a cura di tio.ch.

La copertura nevosa nella vasta regione montuosa dell’Hindu Kush-Himalaya, che si estende dall’Afghanistan fino al Myanmar, ha toccato il minimo storico degli ultimi 23 anni, innescando serie preoccupazioni per il futuro delle risorse idriche a disposizione di quasi due miliardi di persone. L’allarme arriva dall’ International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod) , il maggior ente internazionale impegnato nello studio e nella tutela delle aree montane.

Nevicate ridotte e stagione ritardata: scenario preoccupante

Secondo quanto spiegato da Sher Muhammad, Primo Ricercatore dell’analisi pubblicata da Icimod, le precipitazioni nevose sono risultate molto scarse e la stagione della neve, che solitamente comincia tra Ottobre e Novembre, ha avuto inizio solamente verso la fine di Gennaio. Questo drastico cambiamento nelle dinamiche meteo stagionali ha avuto effetti visibili sull’intero equilibrio idro-climatico della regione.

Il ridotto accumulo di neve, che normalmente alimenta gradualmente i fiumi durante il periodo primaverile e estivo, mette ora a rischio la disponibilità d’acqua dolce in diversi territori che dipendono in larga parte da queste riserve naturali per l’irrigazione agricola, il consumo umano e la produzione di energia idroelettrica.

Siccità e crisi agricola: gli effetti si fanno già sentire in maniera drammatica

L’impatto di questo drastico cambiamento meteo si è già fatto sentire in numerosi Stati dell’Asia meridionale e orientale, dove sono stati emessi avvisi ufficiali di siccità. Le conseguenze potenziali sono molteplici e gravi: dai raccolti compromessi per l’assenza di irrigazione, al razionamento dell’acqua potabile nelle comunità rurali e urbane, fino alla diminuzione della produzione energetica da centrali idroelettriche, un pilastro fondamentale per lo sviluppo sostenibile della regione.

Le ondate di calore, che si stanno manifestando con maggiore frequenza, intensità e durata, aggravano ulteriormente la situazione, creando un contesto di emergenza meteo sempre più complesso e difficile da gestire. Come vedete, non solo in Europa…

Rischi sistemici: fiumi in calo e dipendenza dalle falde

Il dossier pubblicato dal centro con sede a Kathmandu, elaborato grazie alla collaborazione di numerosi esperti e scienziati locali, evidenzia un quadro allarmante: la diminuzione della portata dei principali fiumi asiatici, unita a una crescente pressione sulle risorse sotterranee, potrebbe innescare un circolo vizioso di carenza idrica e compromettere la stabilità economica e ambientale dell’intera area.

Tra le preoccupazioni principali figurano il rischio sempre più elevato di periodi prolungati di siccità, la necessità crescente di attingere alle falde acquifere, e la possibilità che questi cambiamenti meteo contribuiscano a conflitti per l’accesso alle risorse idriche.

Un appello urgente alla cooperazione tra i Paesi Asiatici

Nel suo appello, l’Icimod invita con urgenza i governi dei Paesi coinvolti, i quali dipendono dai 12 bacini fluviali principali che attraversano la regione dell’Himalaya, a sviluppare strategie efficienti per la gestione dell’acqua. È fondamentale, secondo il centro, rafforzare le misure di prevenzione contro la siccità, attraverso investimenti mirati e una pianificazione condivisa delle risorse idriche.

Alla luce del contesto meteo attuale, l’Hindu Kush-Himalaya non può più essere considerato un serbatoio stabile d’acqua, e l’intera regione deve adattarsi rapidamente alle nuove realtà ambientali, agendo con visioni meteo climatiche a lungo termine e una collaborazione internazionale limpida e totale.