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Un recente studio scientifico (pubblicato sulla prestigiosa Rivista SCIENCE e visionabile al seguente link) ha lanciato un nuovo allarme per lโEuropa, sollevando preoccupazioni concrete su un possibile collasso della Corrente del Golfo entro i prossimi decenni. Questo fenomeno avrebbe ripercussioni profonde sulle condizioni meteo europee, alterando in maniera non proprio trascurabile la distribuzione delle temperature e i modelli di precipitazione. Ma cosa comporta verso di noi? E che conseguenze avrebbe? Scopriamolo insieme.
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Lโabstract del Paper
Nel dettaglio, il focus della ricerca si concentra sullโAMOC: in parole povere si tratta del capovolgimento meridionale della circolazione atlantica. Questa struttura rappresenta una componente fondamentale dellโintero sistema climatico planetario. La Corrente del Golfo, in particolare, รจ una delle sezioni piรน rilevanti dellโAMOC e funziona come un gigantesco nastro trasportatore di acqua calda e salata dai tropici verso il Nord dellโOceano Atlantico. Lo sappiamo, รจ molto semplificata come cosa, non ce ne vogliate. Ma รจ per far capire a tutti il concetto.
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Come funziona la corrente oceanica e perchรฉ รจ vitale per lโEuropa
Il meccanismo alla base dellโAMOC รจ tanto affascinante quanto delicato. Lโacqua superficiale calda, proveniente dalle regioni tropicali, si dirige verso Nord, dove si raffredda ovviamente man mano che avanza. Una volta raffreddata, diventa piรน densa e tende ad affondare, per le famose leggi dei fluidi, creando una spinta verso il basso che avvia una circolazione di ritorno verso Sud. Questo ciclo continuo รจ ciรฒ che regola lโequilibrio termico dellโEuropa occidentale, mantenendo le temperature piรน miti rispetto ad altre aree della stessa latitudine. Basti pensare quanto fa piรน freddo in Canada rispetto allโIrlanda.
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Ma questo equilibrio รจ oggi in pericolo. Giร dalla seconda metร del Novecento, la circolazione ha cominciato a rallentare, in parte a causa dellโaumento della quantitร di acqua dolce riversata negli oceani per effetto della fusione dei ghiacciai e delle precipitazioni piรน abbondanti. Questo afflusso diluisce la salinitร dellโacqua oceanica, diminuendo la densitร e interrompendo il motore naturale del sistema.
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Il segnale dโallarme e la possibile soglia critica
Gli ultimi modelli matematici sviluppati da un team guidato dal professor Renรฉ Van Westen offrono nuove prospettive per identificare il momento critico oltre il quale il sistema potrebbe collassare. Secondo i calcoli, il segnale che indicherร lโavvicinamento a questo punto di non ritorno sarร rappresentato dal rallentamento della diminuzione della salinitร nella parte meridionale dellโAtlantico.
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Una volta toccata questa soglia, il tempo a disposizione prima del blocco definitivo sarebbe limitato. Gli studiosi stimano una finestra temporale compresa tra 10 e 40 anni, un intervallo molto ristretto se confrontato con la scala temporale dei grandi processi naturali. La questione, quindi, non รจ se accadrร , ma quando potremmo assistere a un drastico mutamento delle condizioni meteo nel continente europeo.
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Conseguenze per il continente europeo
Cโรจ un altro importante studio (da Van Westen, Kliphuis e Dijkstra) il quale dice che se lโAMOC dovesse bloccarsi, le ripercussioni meteo sullโEuropa settentrionale sarebbero immediate e molto intense. In particolare, Scandinavia, Gran Bretagna e Irlanda vedrebbero un tracollo delle temperature invernali medie, con una diminuzione compresa tra i 10 e i 20 gradi nel giro di un secolo. Questo cambiamento repentino corrisponderebbe a un abbassamento medio di 5 gradi per decennio, un ritmo decisamente piรน rapido rispetto allโattuale incremento causato dal riscaldamento globale.
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Tali variazioni meteo non implicherebbero solo un raffreddamento. In molte aree del continente si assisterebbe a perturbazioni piรน frequenti, modifiche nei regimi di precipitazione, possibili ondate di gelo piรน intense in Inverno e stagioni Estive piรน instabili e meno prevedibili. Il tutto in un contesto globale giร messo a dura prova dai fenomeni estremi legati allโaumento delle temperature medie.
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Effetti a catena
Anche se il modello utilizzato nello studio non tiene conto di tutti gli altri effetti del cambiamento climatico, i dati rappresentano un segnale dโallarme concreto. Il rischio รจ quello di innescare un effetto domino: la modifica della Corrente del Golfo influenzerebbe non solo le temperature, ma anche la pressione atmosferica, la formazione di depressioni, il percorso delle correnti a getto e perfino la posizione delle grandi aree di Alta Pressione che regolano le stagioni meteo in Europa.
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Una variazione anche minima nella temperatura media, avvenuta in un lasso di tempo breve come un secolo, comporterebbe stravolgimenti profondi sulla vegetazione, sugli ecosistemi, sulle abitudini agricole e perfino sulla salute umana. Le specie animali e vegetali avrebbero difficoltร ad adattarsi a un ambiente che muta troppo rapidamente, con una frequenza mai vista nella storia moderna.
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E per il Vecchio Continente?
Nel caso in cui la Corrente del Golfo dovesse realmente interrompersi, lโEuropa non si troverebbe solo a fronteggiare un problema passeggero, ma subirebbe un cambiamento strutturale dellโintero assetto atmosferico. I modelli mostrano che le correnti occidentali, responsabili di portare aria mite e umida sul continente, si indebolirebbero o si sposterebbero verso Sud, lasciando molte regioni esposte a freddi intensi, mentre le basse latitudini sarebbero interessate da maggiori piogge.
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GW finito? Ma noโฆ
Ma allora cosรฌ facendo scomparirebbe il Global Warming? Assolutamente no. Non facciamo confusione. Il riscaldamento globale รจ qualcosa di inoppugnabile che coinvolge lโintero pianeta in ogni sua zona. Con il collasso della Corrente del Golfo -ipoteticamente- potremmo avere piรน freddo solo in una piccola parte del globo e non dappertutto.
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Ciรฒ non toglie che le conseguenze per il meteo nel bacino del Mediterraneo potrebbero essere davvero rilevanti, con ondate di maltempo mediamente piรน fredde rispetto ad adesso e quindi maggiori possibilitร di neve anche a bassa latitudine.