Un antico segreto riemerge dalla cima dell’obelisco egiziano
L’obelisco di Luxor, che svetta al centro della Place de la Concorde a Parigi, ha svelato un messaggio nascosto risalente a oltre 3.300 anni fa, durante il regno del faraone Ramses II. Questa scoperta, portata alla luce da Jean-Guillaume Olette-Pelletier, egittologo e crittologo geroglifico dell’Università Cattolica di Parigi, potrebbe rivoluzionare la comprensione dei geroglifici tridimensionali e della comunicazione simbolica egizia.
La scoperta durante il restauro del monumento
Nel dicembre 2021, grazie all’impalcatura montata per il restauro dell’obelisco, Olette-Pelletier ha potuto studiare da vicino le parti più alte del monumento, normalmente invisibili dal suolo. Proprio sotto la punta dorata a forma di piramide, ha notato una serie di geroglifici disposti orizzontalmente, leggibili solo da una determinata angolazione.
Questo messaggio criptato non era mai stato documentato prima e la sua interpretazione tridimensionale suggerisce un livello di sofisticazione comunicativa difficilmente immaginabile. Solo una ristretta cerchia di esperti al mondo possiede oggi la capacità di decifrarlo.
Il ruolo simbolico e la crittografia dei geroglifici
I geroglifici erano progettati per essere letti in 3D, una tecnica chiamata crittografia geroglifica, che nascondeva intenzionalmente il significato dei messaggi. L’obiettivo era trasmettere informazioni riservate solo a chi si trovava nel punto esatto per poterle vedere, in particolare ai nobili egizi a bordo delle imbarcazioni durante la celebrazione del festival di Opet.
Il testo scoperto celebra Ramses II come figura divina e invita gli osservatori a offrire tributi per evitare l’ira degli dèi. Un perfetto esempio di propaganda regale, destinato a legittimare il potere del faraone attraverso l’uso della religione e dell’arte monumentale.
Un messaggio visibile solo dal Nilo
Ricostruendo la prospettiva originaria dell’obelisco presso il Tempio di Luxor, Olette-Pelletier ha compreso che il messaggio segreto era visibile solo da chi navigava lungo il Nilo, posizionandosi a circa 45 gradi rispetto alla base del monumento. Questo conferma che l’obelisco era parte integrante di un programma comunicativo rituale, rivolto ai partecipanti al culto di Amon.
La scoperta sarà pubblicata prossimamente sulla rivista scientifica ENiM (Égypte nilotique et méditerranéenne), specializzata negli studi sull’antico Egitto nilotico.
Fonti autorevoli che hanno trattato il tema: Science et Avenir, ENiM – Égypte nilotique et méditerranéenne, Le Monde.
