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L’inquinamento luminoso favorisce la proliferazione dei cianobatteri

Il fenomeno del “bagliore del cielo”, causato dalla riflessione della luce artificiale urbana sulle nuvole, potrebbe rappresentare una nuova minaccia ecologica, alimentando la crescita notturna di fioriture algali tossiche. Secondo ricerche recenti, la luce artificiale che illumina le superfici d’acqua anche durante la notte può stimolare l’attività fotosintetica di microrganismi acquatici, tra cui i cianobatteri, noti per la loro pericolosità ambientale e sanitaria.

Un nuovo fattore di rischio nelle aree urbane

Molte comunità locali, soprattutto in Europa e Nord America, già affrontano il problema delle fioriture algali nocive regolando i livelli di fosforo e azoto, ovvero i principali nutrienti che alimentano questi eventi. Tuttavia, gli studi emergenti suggeriscono che l’inquinamento luminoso notturno, particolarmente intenso nei pressi delle grandi città, possa amplificare l’effetto dei nutrienti, accelerando la crescita dei cianobatteri anche nelle ore in cui, in condizioni naturali, la fotosintesi dovrebbe arrestarsi.

L’allarme degli ecologi tedeschi

Hans-Peter Grossart, biologo dell’Istituto Leibniz di Ecologia delle Acque Dolci e Pesca Interna in Germania, ha evidenziato come la combinazione tra illuminazione notturna e nutrienti elevati crei un ambiente ideale per la proliferazione delle alghe tossiche. Questi organismi, oltre a produrre tossine pericolose per l’uomo e gli animali, alterano l’equilibrio degli ecosistemi acquatici, provocando moria di pesci, riduzione dell’ossigeno disciolto e degradazione della qualità dell’acqua.

Implicazioni per la gestione ambientale

Il legame tra inquinamento luminoso e salute degli ecosistemi acquatici è un tema ancora poco considerato, ma in rapida ascesa nei dibattiti scientifici. Secondo il Centro tedesco per la ricerca ambientale (UFZ), le politiche di contenimento della luce artificiale, attraverso una migliore pianificazione urbana e l’uso di tecnologie di illuminazione intelligente, potrebbero rappresentare una strategia chiave per ridurre il rischio di fioriture algali nei prossimi decenni.

Fonti autorevoli come Nature, Science Advances e Environmental Science & Technology hanno già iniziato a documentare gli effetti del light pollution sugli ecosistemi naturali, contribuendo a una crescente consapevolezza internazionale sull’argomento.

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