La Terra si sta disidratando: temperature in crescita e siccità prosciugano i suoli
Le masse terrestri del pianeta stanno perdendo enormi quantità d’acqua dolce, e questa trasformazione è stata registrata con precisione negli ultimi due decenni da una serie di tecnologie satellitari. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science il 28 Marzo 2025, la diminuzione dello stoccaggio d’acqua terrestre ha raggiunto livelli drammatici a partire dall’inizio del XXI secolo.
L’analisi, guidata dal geofisico Ki-Weon Seo dell’Università Nazionale di Seoul, ha mostrato che il calo riguarda laghi, fiumi, falde sotterranee e persino i minuscoli spazi tra i pori del suolo. In particolare, dal 2005 al 2015, la Terra ha perso circa 1,3 trilioni di tonnellate metriche d’acqua, una quantità sufficiente a causare un innalzamento del livello del mare di 3,5 millimetri.
I dati satellitari rivelano una crisi idrica globale
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno incrociato osservazioni satellitari sulla gravità terrestre, misurazioni dell’umidità del suolo, variazioni nel livello del mare globale e addirittura modifiche nella rotazione del pianeta dovute allo spostamento della massa d’acqua. Una delle scoperte più sorprendenti riguarda la deviazione del polo terrestre, spostatosi di circa 45 centimetri a causa del trasferimento di acqua dalle terre emerse agli oceani.
L’aspetto più allarmante riguarda la perdita di umidità del suolo, che si è rivelata particolarmente acuta tra il 2000 e il 2002, con una diminuzione di 1,6 trilioni di tonnellate in soli due anni. Questo ha contribuito all’innalzamento del mare di quasi due millimetri ogni anno. In confronto, lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, spesso considerato il maggiore responsabile del fenomeno, ha aggiunto circa 0,8 millimetri all’anno nello stesso periodo.
Cambiamenti climatici, evaporazione e agricoltura sotto accusa
Gli aumenti di temperatura atmosferica e oceanica hanno avuto un impatto diretto sulle precipitazioni, intensificando i fenomeni di evaporazione e traspirazione. Questi processi rilasciano vapore acqueo nell’atmosfera, che però non contribuisce a ripristinare le riserve idriche del suolo, poiché la maggior parte delle piogge intense si traduce in deflusso superficiale, anziché essere assorbita.
Secondo Katharine Jacobs, scienziata ambientale dell’Università dell’Arizona, le zone del pianeta che si stanno inaridendo superano ormai quelle che registrano un aumento delle precipitazioni. Inoltre, la crescente dipendenza dall’estrazione delle acque sotterranee, soprattutto in agricoltura, sta ulteriormente aggravando la situazione.
Le conseguenze misurabili sull’asse terrestre e sull’equilibrio idrologico
L’impatto di queste trasformazioni va oltre l’ambito idrico. I cambiamenti nella distribuzione delle masse d’acqua sulla Terra stanno influenzando la rotazione del pianeta, una dinamica osservabile e quantificabile grazie ai progressi nelle tecnologie spaziali. Secondo Benjamin Cook della NASA (Goddard Institute for Space Studies), la portata di questa crisi è tanto vasta quanto trascurata: “Tutto ha bisogno d’acqua. Se non ne hai abbastanza, sei nei guai.”
In un contesto di riscaldamento globale persistente, le proiezioni indicano che questa perdita di acqua dolce terrestre non solo continuerà, ma potrebbe addirittura intensificarsi nei prossimi decenni.
Fonti autorevoli: Science, NASA, Università dell’Arizona, Università Nazionale di Seoul.
