
(METEOGIORNALE.IT) La NASA ha confermato il successo delle prime osservazioni della missione PUNCH (Polarimeter to Unify the Corona and Heliosphere), composta da quattro microsatelliti che lavorano all’unisono in orbita terrestre. Lanciata l’11 marzo a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, condividendo il volo con la missione SPHEREx, la missione ha ora rivelato le sue prime immagini alla luce del giorno, segno che il sistema è operativo e pronto per la prossima fase scientifica.
I quattro strumenti, progettati per agire come un unico sensore ad ampio spettro, sono tre imagers a campo largo (WFI) e uno a campo vicino (NFI). Il loro obiettivo è catturare l’evoluzione del vento solare e decifrare il modo in cui la corona solare si trasforma nell’eliosfera — una bolla di particelle cariche che protegge il nostro sistema solare dal resto dell’universo.
La luce zodiacale e le costellazioni nell’inquadratura
Le immagini rilasciate mostrano un cielo punteggiato da stelle fioche, immerse in una luminescenza ambra, nota come luce zodiacale: un bagliore prodotto dalla polvere cosmica che riflette la luce del Sole. Tra le costellazioni riconoscibili nelle immagini compaiono il Toro, le Pleiadi e il Cetus, chiaramente visibili grazie alla sensibilità degli strumenti. Tuttavia, queste stelle non sono l’obiettivo finale: il vero scopo è eliminare ogni interferenza visiva per osservare con precisione i flussi del vento solare.
La scienza della polarizzazione per vedere in 3D
Un aspetto cruciale della missione è l’uso della polarizzazione della luce per analizzare la posizione tridimensionale del materiale solare. I sensori di PUNCH, infatti, funzionano come un polarimetro, simile a una fotocamera con filtri polarizzati, capace di rilevare la luce diffusa e polarizzata. Questo consente di mappare la distribuzione del vento solare nello spazio tridimensionale e di comprendere meglio l’interazione tra il Sole e il mezzo interplanetario.
Tecnologia innovativa: i micro-motori a propulsione d’acqua
Durante il periodo di messa a punto di 90 giorni, gli scienziati hanno testato con successo un sistema di propulsione rivoluzionario, basato su motori a idrogeno e ossigeno generati da acqua. Le dimensioni di questi propulsori sono simili a un bicchierino da shot, ma la loro efficacia è cruciale per permettere manovre costanti e precise. Ogni satellite dovrà effettuare centinaia di correzioni di rotta, e farlo in modo sicuro e non tossico è un traguardo tecnologico di rilievo.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il 14 e 16 aprile, i sensori WFI e NFI sono stati progressivamente attivati, raccogliendo immagini fondamentali per la calibrazione. Secondo il team del Southwest Research Institute (SwRI), diretto da Craig DeForest, il prossimo passo sarà rimuovere il 99% della luce di fondo, ottenendo così dati puri sul materiale solare. Se tutto proseguirà secondo i piani, giugno 2025 sarà il mese in cui inizierà l’analisi dei dati scientifici, mentre i primi risultati dettagliati sono attesi già dall’estate.
Riferimenti scientifici autorevoli
Numerose fonti autorevoli, tra cui NASA, SwRI e articoli pubblicati su testate scientifiche come Science, Nature Astronomy e Space.com, hanno seguito e documentato l’evoluzione della missione PUNCH. La capacità della NASA di coordinare microsatelliti con precisione chirurgica per esplorare fenomeni solari di scala cosmica è considerata una delle punte di diamante della ricerca astrofisica contemporanea. (METEOGIORNALE.IT)



