
I segreti di Enmedio
Scoperto un gigante silenzioso in mezzo al mare delle Canarie
(METEOGIORNALE.IT) Quando è apparsa la notizia sembrava di viviere uno stato di torpore ipnotico: ebbene, sotto la superficie dell’Oceano, in un lembo di mare così trafficato come quello che separa Tenerife da Gran Canaria, nel bel mezzo del canale, riposa Enmedio.
Questo non è un nome scelto a caso, in effetti, significa letteralmente “in mezzo”, e descrive perfettamente la posizione di questo colosso sottomarino che abbiamo iniziato a conoscere davvero solo negli ultimi anni. Se ci pensate, è incredibile che una struttura così imponente sia rimasta quasi invisibile fino agli anni Novanta, protetta dal buio pesto degli abissi. Ma oggi, grazie alle tecnologie di mappatura, sappiamo che non è solo un ammasso di roccia, è un organismo geologico vivo che continua a mandare segnali alla superficie. Mi domando, quanto altro non sappiamo del nostro Pianeta, e forse quante risorse non vengono utilizzate per conoscerlo. Ve lo dico io, tante, perché noi uomini siamo piccoli e primitivi anche in questo 2026, spendendo cifre immani in guerre.
Appare come una cattedrale di basalto in un fondale a duemila metri di profondità
Fa abbastanza inqutudine, ve lo dico, io li davanti ci sono stato di persona, in Gran Canaria e mai avrei immaginato che ci fosse questo mostro marino a tale profondità.
Dalla mappatura appare con una base circolare enorme, larga circa 3,5 chilometri, che si staglia sul fondale come una fortezza solitaria. Si eleva per oltre settecento metri, ma la sua cima non vede mai la luce del sole, restando immersa a circa 1625 metri sotto il livello del mare. La sua struttura è complessa, tormentata, con una frattura che taglia la sommità e una depressione sul lato sud-occidentale che suggerisce vecchi collassi della montagna. Una situazione di instabilità quindi, e i collassi di una montagna vogliono dire ripercussioni nelle coste con piccoli o medi tsubami.
Intorno a lui non c’è il vuoto, anzi, è circondato da almeno venti piccoli coni vulcanici secondari. Quest’altra scoperta è sorprendente, fa impressione. Il vulcano ha una famiglia di vecchi vulcani. Le rocce che lo compongono sono basalti alcalini, tipici di questa zona della Spagna, nati durante il Pleistocene medio, circa 250.000 anni fa. Non è roba recente, diciamolo, ma la sua attività attuale ci dice che il tempo geologico non si è affatto fermato.
Il risveglio di Febbraio 2026
In rete, su internet non se ne parla, le Canarie vivono di turismo e meno si parla di vulcani e meglio è, già si sta discutendo ampiamente dei microsismi del Teide, della sua alterazione del suolo. C’è chi vuole conoscere quali siano i piani di evacuazione perché Tenerife non è La Palma, ci vivono in un piccolo territorio 1 milione di persone e poi pullula di turisti.
Anche il vulcano Enmedio non dorme, è attivo. Sebbene non sputi fuoco come i suoi fratelli emersi nell’Arcipelago, il suo respiro è fatto di calore e fluidi. Tra il 2015 e l’inizio del 2024, i ricercatori del CSIC hanno notato anomalie termiche significative, con l’acqua che si scalda di circa 0,53°C rispetto alla media circostante. Non sembra molto, eppure, per un ecosistema abissale, è un cambiamento enorme. La situazione si è fatta decisamente più interessante nel mese di Febbraio del 2026, quando l’area è stata scossa da scosse sismiche arrivate sino ad una magnitudo di 4,4. Le popolazioni delle Isole Canarie hanno sentito distintamente la terra tremare, e chiedono sicurezza. Questi eventi sismici non sono casuali, ma sono legati a movimenti magmatici profondi che spingono contro la crosta oceanica, pur senza riuscire a romperla per ora.
Quali rischi ci sono per il futuro?
La domanda che gli abitanti si sono posti è se prima o poi ci sarà un’eruzione catastrofica. Uno tsunami. Gli esperti sono piuttosto cauti, però decisamente rassicuranti. Al momento, l’attività di Enmedio è prevalentemente idrotermale (ovvero circolazione di acqua calda attraverso le fratture della roccia) e non ci sono prove di una risalita massiccia di magma verso la superficie.
Di sicuro gli studi sono troppo recenti e servirà monitorare, soprattutto le eventuali possibili frane sottomarine, perché il collasso di un fianco del vulcano potrebbe teoricamente innescare onde anomale, ma siamo nel campo delle precauzioni scientifiche più che degli allarmi immediati. Il vulcano, come descritto prima, ha una struttura molto irregolare, con una evidente storia antica tormentata da eruzioni e crolli.
Non c’è alcun legame diretto con il Teide di Tenerife, che appartiene a un sistema vulcanico del tutto indipendente. Resta il fatto che questo “punto caldo” tra le isole è diventato uno dei laboratori di studio tra i più importanti dell’Europa.
Ed ecco che quindi abbiamo da monitorare anche Enmedio, immerso tra le Isole Canarie che come sappiamo, sono nate dal fuoco e che il processo di creazione della Terra non è un capitolo chiuso. La sismicità recente innalza sensibilmente il livello di sorveglianza, ma non deve cedere a inutili allarmismi da film catastrofista. Le Canarie oggi sono delle località sicure da visitare, compreso il Teide.
In sintesi
- Il vulcano Enmedio si trova a 1625 di profondità tra Tenerife e Gran Canaria.
- Nel mese di Febbraio 2026 sono stati registrati Terremoti fino a magnitudo 4,4 avvertiti dalla popolazione.
- L’attività attuale è caratterizzata da emissioni di fluidi caldi che alterano la temperatura dell’acqua di circa 0,53°C.
- Gli scienziati escludono un legame diretto tra Enmedio e l’attività del vulcano Teide.
- Non si prevedono eruzioni imminenti, ma il monitoraggio per eventuali frane sottomarine resta prioritario per la sicurezza delle Isole Canarie.
Credit
- Nature Communications
- Science Magazine
- Journal of Geophysical Research
- Marine Geology
- Bulletin of Volcanology
