In questa circostanza, l’Europa è stata colpita da una forte ondata di freddo, particolarmente intensa nel settore orientale. Anche in Italia le temperature sono bruscamente diminuite, ma presto tenderanno ad aumentare a causa di una perturbazione particolarmente intensa in arrivo sulla Penisola Iberica, associata da giorni a una bassa pressione che sta causando maltempo tra Spagna, Portogallo e il nord del Marocco.
In Italia, giungerà aria calda che precederà un peggioramento abbastanza severo, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. Tuttavia, ci sono novità legate probabilmente al Final Warming, con intrusioni di aria fredda proveniente dalle regioni artiche dirette verso sud, fino al Mediterraneo, dove si alterneranno aree di bassa pressione anche molto profonde. Queste depressioni fungeranno da catalizzatore per l’aria fredda proveniente da nord, portando temporaneamente condizioni meteo invernali nelle prossime due settimane, alternate però a periodi decisamente miti.
La maggiore variabilità atmosferica si verificherà lungo la Penisola Italiana, in Sardegna e in Sicilia. Il Nord Italia sarà spesso interessato dalle perturbazioni, con notevoli sbalzi di temperatura che favoriranno la formazione di nuovi temporali, simili a quelli della scorsa settimana, alcuni dei quali potrebbero raggiungere un’intensità davvero elevata.
Osservando la situazione in Spagna e Portogallo, dove è stata emessa un’allerta meteo arancione, viene spontaneo chiedersi se anche l’Italia sarà colpita da fenomeni di notevole entità. Alla fine della scorsa settimana, soprattutto la Toscana e parte dell’Emilia-Romagna hanno vissuto una situazione al limite dell’alluvione, con allagamenti in vaste aree di pianura, frane e numerosi disagi causati dalle precipitazioni estremamente abbondanti.
Questi eventi sono provocati dall’interazione di diverse masse d’aria, un fenomeno che continueremo a osservare nei prossimi giorni e che si ripresenterà anche tra la fine di marzo e il mese di aprile. Il rischio di precipitazioni estreme sarà una costante, in particolare nelle stesse aree già colpite, come Toscana, Emilia-Romagna, le zone alpine e prealpine del Nord Italia e la Liguria.
Un altro elemento di rilievo sarà la formazione ditemporali che potrebbero evolversi in supercelle, accompagnate da locali trombe d’aria e persino grandinate di grosse dimensioni. Sabato scorso, ad esempio, in Emilia-Romagna, sono state registrate almeno cinque trombe d’aria e diverse grandinate con chicchi superiori ai 5 cm di diametro. Allo stesso tempo, la Liguria, alternando fasi fredde e miti, potrebbe vedere nevicate a quote basse, anche collinari, seppur in modo temporaneo.
In sintesi, all’orizzonte si prospetta una considerevole variabilità atmosferica, che accomuna il tempo delle ultime settimane a quello osservato nei giorni scorsi. Tuttavia, si prevede un’intensificazione dei fenomeni a causa dell’aumento della radiazione solare, che amplificherà i contrasti termici.