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Le tendenze meteo per Giugno lasciano tutti di stucco

Sono solo tendenze STATISTICHE e non ufficiali

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
22 Mar 2025 - 17:20
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Siamo a fine Marzo eppure cerchiamo già di parlare del meteo di Giugno. Dopo una Primavera che parrebbe da frequenti piogge e sbalzi termici, cresce la curiosità e un po’ anche la preoccupazione. Ma sarà tutta così anche l’Estate? Beh non è facile rispondere con precisione e quindi ci affidiamo alla statistica.

 

Fin dai primi giorni di Giugno, è possibile che una fase meteorologica di maltempo si affaccerà sul bacino del Mediterraneo, caratterizzata da infiltrazioni di aria più fredda e instabile proveniente dal Nord Europa. Queste correnti, scorrendo in quota lungo una direttrice settentrionale, potrebbero innescare fenomeni meteo localizzati soprattutto al Centro-Nord, dove il rischio di piogge improvvise e temporali sarà più elevato a causa della maggiore esposizione geografica di queste regioni.

 

Poi partirebbe l’Anticiclone africano

A partire dalla seconda settimana, l’assetto atmosferico sullo scenario europeo e mediterraneo subirà una modifica sostanziale. Dalle zone interne del deserto del Sahara, una struttura di Alta Pressione subtropicale, nota come Anticiclone africano, comincerà ad estendersi verso nord, inglobando progressivamente l’intera Italia. Questo cambio nella circolazione atmosferica favorirà un netto miglioramento del meteo, con un aumento della stabilità e un deciso rialzo termico.

 

Nelle aree del Centro-Sud, come pure sulle Isole Maggiori,  si registreranno le prime vere giornate estive, con temperature massime che potranno superare anche i 35°C, accompagnate da un cielo sereno o poco nuvoloso e un sensibile calo dell’umidità. Anche le regioni settentrionali sperimenteranno un deciso miglioramento del meteo, sebbene con qualche residua variabilità possibile sui rilievi alpini.

 

Mese in parte instabile?

Ma attenzione: pensare che l’intero mese possa procedere con un meteo stabile e soleggiato sarebbe un’illusione. Gli attuali modelli meteo confermano infatti che, a fronte dell’ingresso sempre più frequente dell’Anticiclone africano, ci sarà anche una crescente probabilità che masse d’aria più fresche e instabili, provenienti dal Nord Atlantico o dalla penisola scandinava, riescano di tanto in tanto a raggiungere il Mediterraneo centrale.

 

Queste infiltrazioni, seppur temporanee, potrebbero innescare improvvisi episodi di maltempo severo, con la formazione di celle temporalesche molto intense. Il contrasto tra aria calda e umida nei bassi strati e aria più fredda in quota rappresenta un mix esplosivo che favorisce la nascita di temporali a evoluzione rapida, spesso accompagnati da forti raffiche di vento, grandinate e persino downburst nelle zone più esposte.

 

Rischio temporali e grandine

Nella prima metà le regioni settentrionali dovranno fare i conti con una circolazione meteo instabile: le correnti atlantiche in discesa verso il bacino padano potrebbero determinare la formazione di nuvolosità compatta, accompagnata da piogge sparse, temporali localmente forti e possibili fenomeni grandinigeni, specie tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

 

Tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio, la situazione meteo si manterrà più variabile che perturbata, con alternanza tra schiarite e locali rovesci pomeridiani. Anche qui le temperature saranno più miti, ma in attesa del riscaldamento previsto dalla seconda settimana del mese.

 

Sud e Isole nel forno

A differenza del Nord, le regioni del Mezzogiorno, così come la Sicilia e la Sardegna, vivranno già nei primi giorni di Giugno un meteo più asciutto e soleggiato, favorito da una precoce avanzata dell’Alta Pressione africana. Le temperature saliranno rapidamente sopra i 30°C, soprattutto nelle aree interne e nelle pianure costiere, con picchi locali anche superiori ai 35°C nelle zone meridionali della Sicilia e nella parte meridionale della Sardegna.

 

Ondate di calore in vista nella seconda parte del mese

Con l’avanzare della seconda decade di Giugno, l’Anticiclone Africano guadagnerà ulteriore terreno, rafforzando la propria presenza su tutta la penisola italiana. I modelli a lungo termine ipotizzano ondate di calore più intense rispetto alla media stagionale, con valori massimi che in alcune località dell’entroterra potrebbero toccare i 35-38°C, soprattutto tra Puglia, Basilicata, Calabria e zone interne della Campania.

 

Le notti tropicali, cioè quelle con temperature minime che non scendono sotto i 20°C, faranno la loro comparsa in diverse città, da Roma a Napoli, da Palermo a Cagliari, portando con sé condizioni meteo favorevoli alla permanenza dell’afa, specie nelle grandi aree urbane. Questo quadro si inserisce all’interno di un trend che sta diventando sempre più tipico delle Estati mediterranee degli ultimi anni.

 

Contrasti termici estremi

Una delle caratteristiche che sembra emergere con maggiore forza dalle proiezioni meteo per il mese di Giugno è la coesistenza di lunghe fasi di caldo e stabilità atmosferica, alternate a brevi ma intense parentesi di maltempo violento. Tale dinamica riflette in pieno l’impronta dei cambiamenti climatici che ormai da tempo condizionano la distribuzione delle masse d’aria sul continente europeo.

 

Non sarà quindi raro assistere a situazioni meteo in cui, dopo un periodo di caldo prolungato, un’improvvisa incursione di aria fredda in quota generi temporali autorigeneranti, con possibilità di nubifragi e accumuli pluviometrici consistenti in poche ore. Questi fenomeni tenderanno a concentrarsi soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, quando la differenza termica tra suolo e atmosfera sarà più marcata.

 

Forti temporali pomeridiani in Appennino e Alpi

Anche nelle giornate più soleggiate, non bisognerà sottovalutare la possibilità che l’instabilità diurna favorisca la nascita di nuvolosità cumuliforme, in particolare lungo le catene montuose come l’Appennino centrale e meridionale e le Alpi. I modelli meteo indicano che queste formazioni potrebbero evolversi rapidamente in temporali brevi ma intensi, con frequente attività elettrica e possibili colpi di vento.

 

Questi episodi avranno però carattere localizzato e tendenzialmente temporaneo, senza influenzare in modo duraturo il contesto meteo generale, che si manterrà prevalentemente estivo e soleggiato. Le aree più colpite potrebbero essere quelle interne dell’Abruzzo, della Campania montuosa e delle zone alpine piemontesi e lombarde.

 

Venti deboli e temperature dell’acqua in crescita

Le condizioni meteo nei settori marittimi italiani miglioreranno progressivamente nel corso di Giugno. I venti saranno generalmente deboli o a regime di brezza, mentre il moto ondoso si manterrà per lo più calmo, a eccezione di qualche residuo rinforzo da maestrale o scirocco nei canali tra le isole.

 

Le temperature dell’acqua del mare, grazie al maggiore irraggiamento solare, subiranno un graduale incremento, raggiungendo valori compresi tra 22°C e 25°C nelle zone costiere più esposte al sole, come nel Golfo di Napoli, Salento, costa tirrenica calabrese e litorale sardo sud-orientale.

 

Ricapitolando…

Le proiezioni meteo stagionali mostrano come la stagione estiva 2025 possa essere dominata, almeno nella sua fase iniziale, da ripetute espansioni dell’Anticiclone africano, che tenderebbe a posizionarsi in modo più frequente sul bacino centrale del Mediterraneo rispetto al passato. Questo porterebbe ad un aumento generale delle temperature, accompagnato da una diminuzione del numero medio di giornate piovose, specie al Sud.

 

Non dimentichiamoci di un fatto quantomai importante. La presenza di aria calda e carica di umidità sarà un fattore determinante per lo sviluppo di eventi meteo estremi, con particolare attenzione alla formazione di supercelle temporalesche, capaci di scaricare al suolo quantità d’acqua molto elevate in tempi ristretti.

 

Come spesso è accaduto di recente, il Nord Italia resta l’area più a rischio per questo tipo di fenomeni, in particolare la Val Padana, dove la conformazione geografica favorisce il ristagno dell’umidità e il surriscaldamento dell’aria nei bassi strati, con potenziali  eventi meteo severi a ogni passaggio perturbato degno di nota. (METEOGIORNALE.IT)

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