Sono disponibili, come di consueto nel corso della prima settimana di ogni mese, i dati relativi al possibile andamento della circolazione di massima nel mese successivo.
Dunque, a disposizione i dati per aprile 2025. Essi computano possibili anomalie bariche, tenendo presente il decorso dell’intero mese e sulla base di dati storici, statistici, di quelli pregressi della stagione in corso e naturalmente dello stato di fatto, al momento dell’emissione, della circolazione troposferica e stratosferica sull’intero emisfero Nord.
Dunque, dati grossolani, da prendere con le pinze e inefficaci in termini previsionali, solo meramente indicativi sulla possibile distribuzione barica a grandi linee.
Ebbene, da essi, mediando anche le varie elaborazioni provenienti dai diversi centri di calcolo, traspare una evoluzione, per il primo mese primaverile, abbastanza intrigante in sede mediterranea.
Nella mappa di sintesi emisferica, abbiamo evidenziato le anomalie bariche salienti emerse dall’incrocio di tutti i dati.
Seguendo anche la curvatura delle isobare, è possibile individuare la collocazione media delle anomalie bariche positive, in particolare due quelle più sostanziose: una prima collocata sul settore asiatico orientale, area Giappone, la seconda sull’Oceano atlantico.
Di converso, le due maggiori anomalie negative andrebbero a collocarsi, una sul Canada centro orientale, una seconda proprio sulla nostra area mediterranea e fino ai settori Nord africani.
Ribadiamo che si tratta di distribuzione barica media, quindi non vanno assolutamente considerate figure bariche statiche, ma da questo prospetto può certamente dedursi che nel corso del mese di Aprile 2025, l’area Mediterranea potrebbe essere in prevalenza interessata da condizioni circolatorie mediamente depressionarie e, quindi, con tempo ricorrentemente compromesso.
Da evidenziare, anche, la tipologia di impostazione barica di massima a scala euro/atlantica.
Essa lascerebbe supporre la possibilità, anche, di blocchi alla circolazione oceanica di tipo invernale, così come è indicata la distribuzione delle anomalie.
In diverse fasi, l’alta pressione sub-tropicale potrebbe ergersi in Atlantico, con fianco orienatle verso l’Ovest Europa e, dunque, con incentivazione alla discesa di correnti relativamente fredde, in prevalenza di origine polare marittima, verso l’Europa centrale e confluenti, poi, nel Mediterraneo.
Certamente si tratterebbe di una fase stagionale invernale già terminata, dunque non sarebbero da supporre chissà quali stravolgimenti di tipo freddo, ma vanno messi nel conto verosimili colpi di coda invernali tardivi, che potrebbero realizzarsi soprattutto nella prima metà del mese.
Una tendenza, questa, peraltro, prospettata anche da altri parametri stagionali già analizzati in nostre analisi precedenti e che trovano, in questa, una sostanziale conferma.
Torneremo ad aggiornarci periodicamente sulla possibile evoluzione di massima per il mese di aprile 2025.