Meteo in fermento: Italia tra GELO artico e un CICLONE in arrivo

Meteo in fermento: Italia tra GELO artico e un CICLONE in arrivo

Gli ultimi aggiornamenti meteo delineano un drastico mutamento dello scenario atmosferico per la seconda metà di febbraio , con l’inverno pronto a tornare in modo deciso sull’Europa e sull’Italia.

Le analisi modellistiche indicano una dinamica particolarmente complessa, caratterizzata dal progressivo spostamento di masse d’aria gelida di origine siberiana verso l’Europa orientale , mentre, simultaneamente, si attivano correnti umide e perturbate di matrice atlantica.

Questo contrasto termico potrebbe dare origine a un’intensa fase di maltempo sul Mediterraneo centrale, con effetti potenzialmente significativi sul territorio italiano a partire dal 20 febbraio.

L’assetto barico atteso prevede inizialmente l’afflusso di venti gelidi di matrice artico-continentale dalla Russia occidentale in direzione dei Balcani, provocando un deciso abbassamento delle temperature, con valori stimati fino a 6-8°C sotto le medie stagionali soprattutto sul Nord Italia.

Parallelamente, una vasta depressione in formazione tra l’Islanda e le Isole Britanniche, alimentata da correnti polari, potrebbe espandersi verso la Francia e il Nord Italia nella terza settimana del mese , instaurando un’interazione tra l’aria fredda in discesa dall’Europa orientale e le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico.

Questa combinazione atmosferica risulterebbe ideale per la formazione di un ciclone mediterraneo in prossimità del mar Ligure e del mar Tirreno , con ripercussioni particolarmente significative sulle regioni centro-settentrionali.

Uno degli elementi chiave di questa possibile evoluzione è la sinergia tra le masse fredde e l’umidità atlantica, un mix potenzialmente esplosivo che potrebbe favorire eventi nevosi di rilievo. Le ultime elaborazioni dei principali centri meteorologici indicano la presenza di isoterme di -5°C a 850 hPa sull’arco alpino e di -2°C lungo la dorsale appenninica settentrionale , condizioni favorevoli alla formazione di nevicate fino a quote molto basse.

Si stima che la neve possa raggiungere i 200-300 metri in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, mentre nelle aree occidentali della pianura padana, tra Piemonte e Liguria di Ponente, non è da escludere la possibilità di accumuli di 15-20 cm sopra i 500 metri di altitudine. Il coinvolgimento delle pianure dipenderà dall’intensità e dalla durata dell’afflusso freddo , elemento ancora soggetto a variabili.

Uno degli aspetti di maggiore incertezza riguarda l’evoluzione del vortice polare, attualmente sotto attento monitoraggio per possibili fenomeni di riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) . Un eventuale disturbo della struttura polare potrebbe innescare un ulteriore raffreddamento , favorendo la persistenza di condizioni invernali fino alla fine del mese.

Le proiezioni del modello ECMWF evidenziano, in tal senso, una marcata anomalia termica positiva tra +10 e +15°C a 10 hPa sulla Scandinavia tra il 18 e il 25 febbraio , segnale di un possibile indebolimento del vortice e della conseguente maggiore propensione a spingere l’aria artica verso sud .

Per quanto riguarda il territorio italiano, gli scenari più probabili suggeriscono un drastico abbassamento delle temperature, con valori minimi che potrebbero scendere fino a -10°C sulle Alpi e a -5°C nelle aree pianeggianti del Nord.

L’ingresso di venti orientali sostenuti, con raffiche fino a 80 km/h sul versante adriatico, contribuirebbe ad acuire la sensazione di freddo , mentre le precipitazioni potrebbero risultare abbondanti, con cumulate comprese tra 100 e 150 mm in 72 ore tra Toscana, Liguria e alto Adriatico . Il limite delle nevicate oscillerebbe tra 300 e 600 metri al Nord e tra 800 e 1.000 metri sulle regioni centrali.

Le aree maggiormente esposte al rischio di precipitazioni nevose intense comprendono il Piemonte , la Lombardia occidentale e l’Emilia-Romagna , oltre ai settori appenninici tra Marche e Abruzzo . Al Sud, il richiamo umido associato alla struttura depressionaria in formazione porterebbe invece precipitazioni prevalentemente piovose, con accumuli significativi sulla Calabria e sulla Sicilia nord-orientale.

Se questa configurazione dovesse trovare conferma nei prossimi giorni, ci troveremmo di fronte a uno degli episodi meteo invernali più rilevanti degli ultimi anni .