Forse sarebbe meglio porlo come quesito perché avere certezze granitiche, in questi giorni, è davvero complicato. Diciamolo, proviamo un po’ di invidia verso coloro che sostengono una tesi piuttosto che l’altro, il quadro meteo climatico non è stato mai così complicato e quindi crediamo che si debba continuare a navigare a vista.
Lasciamo stare le previsioni, quelle riguardano il breve o il brevissimo periodo e non c’è dubbio sul fatto che nel corso del fine settimana assisteremo a un peggioramento. Peggioramento del quale parleremo in altra sede, peggioramento che – giusto sottolinearlo – scaturirà dall’imponente ondata di gelo che si appresta a colpire l’Europa orientale.
E’ innegabile che dall’altro lato, quello occidentale, vi sia un Atlantico tutt’altro che domo e che proverà – in tutti i modi – a prendere il sopravvento. Tuttavia, lo si è scritto in tutte le salse, a nostro avviso si sta trascurando la portata del gelo orientale, conoscendone le caratteristiche sappiamo fin troppo bene che le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.
Chi può dire, in questo momento, che non avrà la capacità di estendersi verso ovest? Chi può dire, oggi, che non riuscirà a raggiungere l’Italia? Tenendo conto del fatto che arriverà a due passi dal nostro Paese non ci sentiamo affatto di escluderlo, sarebbe troppo facile e non si terrebbe conto delle caratteristiche di contrapposizione di tale massa d’aria gelida.
Già, perché l’aria gelida continentale ha l’indiscussa capacità di offrire una certa resistenza all’avanzata dell’aria mite. Non solo, l’azione ciclonica atlantica potrebbe fungere da calamita e in tal senso è giusto evidenziare come in alcune emissioni modellistiche si evinca ciò, ovvero l’estensione del flusso atlantico sull’Europa occidentale e il risucchio del gelo a ridosso delle Alpi.
E’ un’ipotesi concreta, anche perché tutto quel gelo non farà altro che alimentare una struttura anticiclonica nuovamente in rinforzo tra la Scandinavia e l’Europa orientale. Ed ecco che a quel punto la contrapposizione al flusso mite atlantico diventerebbe ancora più marcata, impedendo che il blocco d’aria gelida venga smantellato.
Tutto ciò per dire cosa? Semplice, che in questo momento non ci sentiamo di escludere alcuna ipotesi evolutiva. Certo, se l’Atlantico prendesse il sopravvento con ogni probabilità salterebbe Febbraio, rinviando eventuali azioni invernali a cavallo tra fine mese e la prima decade di Marzo, ma ciò che possiamo escludere è che l’Alta Pressione prenda il sopravvento.
Insomma, quando si verificano situazioni di questo tipo guai a dare tutto per scontato, poi è vero che l’Italia si trova sul Mediterraneo e che per poter usufruire di certe dinamiche meteo climatiche invernali necessita di particolari condizioni, ma chissà che tra qualche giorno non si possa parlare d’altro. Di qualcosa di diverso dal solito, invadente Atlantico.
