• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
lunedì, 4 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

La Corrente del Golfo (AMOC) non si è fermata. Scoperta la causa ostacolante

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
27 Feb 2025 - 16:20
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Cambiamento climatico
A A
Share on FacebookShare on Twitter

(METEOGIORNALE.IT) Ecco cosa è stato pubblicato su NATURE su AMOC, ovvero sul perché la Corrente del Golfo non si è bloccata. Il Circolo di capovolgimento meridionale dell’Atlantico (AMOC), fondamentale per il trasporto di calore verso nord nell’Oceano Atlantico, è previsto in indebolimento a causa del riscaldamento globale. Tuttavia, l’entità di questo declino è incerta, con modelli climatici che forniscono risultati molto variabili. Alcuni indicatori statistici suggeriscono persino un collasso imminente dell’AMOC.

LEGGI ANCHE

Italia colpita e affondata, grandi piogge e nubifragi in queste regioni

Da questa data scoppia definitivamente il caldo

 

L’analisi di 34 modelli climatici dimostra che l’AMOC resiste anche a forzanti climatiche estreme, come elevate concentrazioni di gas serra e l’afflusso di acqua dolce nell’Atlantico del Nord. Il meccanismo che mantiene attivo l’AMOC è la risalita d’acqua nell’Oceano Meridionale (Southern Ocean, SO), guidata dai venti persistenti della regione. Questo processo impedisce il collasso totale dell’AMOC, a meno che non si sviluppi un compensativo Circolo di capovolgimento meridionale del Pacifico (PMOC), che però nei modelli analizzati si manifesta in modo troppo debole per bilanciare completamente la risalita nel SO.

 

Implicazioni per il clima globale

L’AMOC svolge un ruolo chiave nel trasporto di calore e nella regolazione del clima globale. Il suo indebolimento potrebbe avere impatti significativi, tra cui:

  • Alterazioni nei modelli climatici regionali
  • Cambiamenti nella circolazione atmosferica
  • Effetti sulle ecosistemi marini e biogeochimica oceanica

Le proiezioni indicano che, pur con un indebolimento significativo, un collasso totale dell’AMOC nel XXI secolo è improbabile. Tuttavia, un’ulteriore comprensione delle dinamiche della circolazione nell’Indo-Pacifico e nel Southern Ocean è essenziale per migliorare le previsioni climatiche.

 

Esperimenti climatici e meccanismi di risalita dell’AMOC

L’analisi ha esaminato 34 modelli del Coupled Model Intercomparison Project Phase 6 (CMIP6), valutando due scenari estremi:

  • Quadruplicazione della CO₂ atmosferica (4xCO₂)
  • Aggiunta di 0,3 Sv di acqua dolce nell’Atlantico del Nord (u03_hos)

In entrambi i casi, l’AMOC si indebolisce, ma non collassa. Dopo circa 90 anni di forzatura, il sistema si stabilizza a una nuova forza ridotta dell’AMOC, variabile tra i diversi modelli.

L’analisi si è concentrata sui percorsi di risalita dell’AMOC, che riportano in superficie le acque profonde dell’Atlantico settentrionale attraverso tre principali meccanismi:

  • Risalita nell’Atlantico (Atlantic_Up)
  • Risalita nell’Indo-Pacifico (IndoPac_ResidualUp)
  • Risalita nell’Oceano Meridionale (SouthernOcean_Up)

I risultati mostrano che, sotto forzature estreme, le risalite nell’Atlantico e nell’Indo-Pacifico si indeboliscono notevolmente, mentre la risalita nel Southern Ocean diventa dominante, sostenendo la futura forza dell’AMOC.

 

Ruolo del Southern Ocean e del PMOC

Il meccanismo chiave che mantiene l’AMOC attivo è la risalita guidata dai venti occidentali del Southern Ocean, che favoriscono il sollevamento delle acque profonde. L’analisi ha rilevato che:

  • Nello scenario 4xCO₂, il rafforzamento dei venti occidentali nel Southern Ocean aumenta la risalita d’acqua, bilanciando l’indebolimento dell’AMOC.
  • Nello scenario u03_hos, i venti si spostano verso il polo senza un significativo rafforzamento, riducendo il supporto all’AMOC.

Un altro elemento fondamentale è l’emergere del PMOC nell’Indo-Pacifico, che si sviluppa in quasi tutti i modelli climatici. Tuttavia, la sua forza è generalmente insufficiente per compensare del tutto la risalita nel Southern Ocean, impedendo il collasso dell’AMOC.

 

Resistenza dell’AMOC e futuro della circolazione oceanica

Sotto le forzature climatiche estreme, i percorsi di risalita dell’AMOC si modificano per mantenere l’equilibrio del sistema. L’indebolimento dell’AMOC è inevitabile, ma il meccanismo di risalita nel Southern Ocean ne impedisce il collasso.

La futura forza dell’AMOC dipende da due fattori:

  • L’intensità della risalita nel Southern Ocean
  • La forza del PMOC

Un eventuale collasso dell’AMOC potrebbe verificarsi solo se:

  • La risalita nel Southern Ocean si indebolisse significativamente
  • Il PMOC diventasse molto più forte

Tuttavia, le attuali condizioni, inclusa la presenza dello Stretto di Bering aperto, rendono improbabile un crollo dell’AMOC nel XXI secolo.

 

Conseguenze future

I risultati suggeriscono che il rischio di un collasso dell’AMOC nel XXI secolo è basso, ma la sua evoluzione futura dipenderà da fattori come il cambiamento della circolazione nell’Indo-Pacifico e le variazioni nei venti del Southern Ocean.

 

Migliorare la comprensione dei processi oceanici al di fuori dell’Atlantico settentrionale è essenziale per prevedere con maggiore precisione il futuro dell’AMOC e, di conseguenza, i cambiamenti climatici globali. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sul miglioramento delle osservazioni della circolazione nell’Indo-Pacifico e nel Southern Ocean per valutare meglio i rischi di instabilità dell’AMOC.

Credit www.nature.com (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Meteo indecifrabile, illeggibile: PRIMAVERA vero e proprio rebus

Prossimo articolo

La “solita”, o insolita, PRIMAVERA dal Meteo imbizzarrito

Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

Prossimo articolo

La "solita", o insolita, PRIMAVERA dal Meteo imbizzarrito

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.