
(METEOGIORNALE.IT) Nel corso dei prossimi 10 giorni l’Italia sarà teatro di una lunga fase di maltempo acuto determinato da una serie di perturbazioni atlantiche e una di stampo artico, prevista tra l’11 e il 15 gennaio.
Le prossime perturbazioni atlantiche sulla tabella di marcia avranno un obiettivo ben chiaro: il Nord Italia e le regioni del Medio Alto Tirreno, dove si prevedono le piogge più sostanziose ed estese. Le tre perturbazioni attese tra il 7 e il 10 gennaio porteranno piogge principalmente sulle regioni settentrionali e su quelle tirreniche, mentre il resto d’Italia resterà quasi sempre all’asciutto, se non per qualche acquazzone sparso di breve durata.
Ciclone stazionario tra l’11 e il 15 gennaio
La dinamica cambierà radicalmente tra l’11 e il 15 gennaio, quando, con buona probabilità, un vasto fiume d’aria fredda di origine artica affluirà prima sui Balcani e poi sul Centro-Sud Italia, dando vita a un ciclone stazionario. Questo ciclone potrebbe persistere nel Mediterraneo per diversi giorni consecutivi, muovendosi avanti e indietro tra il Basso Tirreno e il Mar Ionio. Come spesso avviene in presenza di cicloni stazionari, si potrebbero verificare precipitazioni persistenti e abbondanti su vasti territori, soprattutto sui versanti adriatici e ionici.
Troppa pioggia?
Non a caso, tra il 10 e il 15 gennaio, si prevedono accumuli pluviometrici davvero sostanziosi sulle regioni del Centro-Sud. Il modello americano GFS mostra cumuli di pioggia totali superiori ai 200 mm tra Calabria e Basilicata, ma anche sul resto del Sud e del Medio Adriatico non si scherza, con accumuli stimati tra i 100 e i 150 mm.
In montagna, queste precipitazioni si tradurranno in neve, soprattutto al di sopra dei 1000 m, considerando che le temperature scenderanno nuovamente a partire dal prossimo weekend. Non è ancora chiara l’esatta quota neve durante questa ondata di freddo artico, ma non si esclude l’arrivo dei fiocchi bianchi fino a bassissima quota sulle regioni centrali e a quote collinari sul Meridione.
Naturalmente, sarà necessario approfondire ulteriormente questa evoluzione meteo della seconda decade di gennaio, poiché non è ancora del tutto chiara la traiettoria finale di questa depressione insidiosa. Seguiranno aggiornamenti per delineare meglio l’impatto previsto. (METEOGIORNALE.IT)



