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      Home » La più grande nevicata da 15 anni. Cosa c’è di vero. Analisi meteo
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      La più grande nevicata da 15 anni. Cosa c’è di vero. Analisi meteo

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 29/01/2025
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      7 Min Lettura
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      Le correnti cariche di vapore, conosciute come fiumi atmosferici, stanno catturando l’attenzione di chi segue la meteo con accuratezza. Queste formazioni umide e dinamiche hanno interessato EUROPA, determinando precipitazioni abbondanti in varie aree, soprattutto dove l’afflusso di aria carica di umidità è più intenso.

       

      Il meccanismo che ha favorito questo fenomeno si collega al moto delle onde di ROSSBY, le quali si sono propagate dal PACIFICO verso l’EQUATORE, innescando contrasti termici tra diverse masse d’aria alimentati dall’allungamento del vortice polare su NORD AMERICA. Il risultato finale è stato un robusto potenziamento della corrente a getto zonale in uscita dagli USA. Questo flusso, agendo quasi come uno scudo, riflette nuovamente le onde verso i Poli, generando e intensificando tempeste come HERMINIA, EOWYN e ora IVO. Al contempo, l’arrivo di aria oceanica nel cuore di EUROPA ha portato a un abbassamento del fronte polare, consentendo alle masse umide di raggiungere ITALIA e provocare condizioni di maltempo. Ma il prossimo scenario meteo potrebbe essere molto diverso, con un previsto flusso secondo i meridiani del Jet Polare che abbasserà le temperature, perfino al di sotto delle medie stagionali di riferimento.

       

      L’attuale dinamica meteo

      Nelle ultime settimane, la meteo è stata caratterizzata da un continuo passaggio di correnti umide spinte dai fiumi atmosferici. I contrasti termici, generati dall’interazione tra aria artica, proveniente dalle regioni polari, e aria più mite, hanno comportato precipitazioni abbondanti in determinate zone d’EUROPA. Tali fenomeni risultano ancor più intensi nelle regioni montane, dove l’orografia favorisce la condensazione del vapore. Le ondate di maltempo, sostenute dalla corrente a getto zonale, hanno interessato anche la fascia alpina, con episodi meteo di forte impatto. Il 28 gennaio, in particolare, si sono verificati temporali di rara potenza sulla fascia prealpina, specie in LOMBARDIA, con eventi difficilmente censiti in questo periodo dell’anno.

       

      Il ruolo delle onde di ROSSBY è cruciale in questo contesto. Le fluttuazioni di questi movimenti ondulatori dell’atmosfera derivano da contrasti di temperatura e pressione, con un trasferimento di energia che parte dal PACIFICO centrale, viaggia verso l’EQUATORE e poi si dirige nuovamente verso le latitudini più elevate. Questo percorso complesso rafforza il jet stream, che agisce come una sorta di barriera, respingendo le medesime onde verso i Poli. Tale rimbalzo ha alimentato lo sviluppo di tempeste come HERMINIA, EOWYN e IVO, le quali hanno contribuito a portare piogge copiose fino al bacino del Mediterraneo e a spingere aria umida nel cuore dell’EUROPA.

       

      Il contributo del Vortice Polare e le conseguenze meteo

      Il Vortice Polare, in fase di allungamento su NORD AMERICA, ha aumentato il divario termico tra masse d’aria diverse, potenziando il getto zonale in uscita dagli USA. Il flusso così intensificato ha favorito il passaggio di correnti miti e umide verso l’EUROPA, generando piogge frequenti e nevicate significative sulle Alpi e su alcune zone appenniniche. Questa situazione meteo ha mostrato come l’interazione tra l’oceano, l’atmosfera e il vortice polare possa dare luogo a precipitazioni particolarmente abbondanti. Tuttavia, la presenza della corrente a getto in rapida circolazione ha anche il ruolo di far defluire parte delle masse d’aria fredda, riducendo localmente il potenziale di accumuli nevosi a basse quote.

       

      L’abbassamento del fronte polare su latitudini più meridionali ha permesso a masse di aria umida di raggiungere l’ITALIA, alimentando fasi di maltempo più o meno marcate. La disposizione del flusso atmosferico ha così veicolato piogge e rovesci, accompagnati da un sensibile rialzo termico in alcune aree, mentre in altre si sono avuti rapidi cali di temperatura. Questa imprevedibilità meteo è sintomo dell’intensificazione dei contrasti, causati dal confronto tra aria calda e fredda.

       

      Prospettive per la neve in pianura al Nord Italia

      Nelle discussioni più ricorrenti tra gli appassionati di meteo e neve, ci si chiede se avremo neve in pianura al NORD ITALIA. Non sembrano esserci, al momento, indicazioni favorevoli da parte dei principali modelli deterministici: le tendenze future mostrano una situazione piuttosto variabile, con due possibili scenari. O si consoliderà l’aria fredda, ma senza precipitazioni significative, oppure si affermerà una fase più mite ma caratterizzata da ulteriori piogge e temporali di forte intensità, specie nelle zone più esposte. Le stesse piogge intense osservate in LOMBARDIA il 28 gennaio, accompagnate da tuoni inusuali per il periodo, testimoniano come la meteo possa sorprendere.

       

      La grande variabilità che sta interessando l’ITALIA e più in generale l’EUROPA riflette l’interazione continua tra il getto polare, le onde di ROSSBY e i fiumi atmosferici ricchi di vapore. Se da un lato gli appassionati di meteo sperano di rivedere fiocchi di neve sulle pianure del NORD ITALIA, dall’altro la presenza di queste correnti umide suggerisce che le precipitazioni potrebbero concentrarsi sui rilievi o spostarsi verso il settore tirrenico. Dopo il punto, è importante sottolineare che le temperature potrebbero comunque abbassarsi nei prossimi giorni, scendendo sotto la media stagionale in alcune regioni settentrionali. E allora sarà neve? Nessuno per ora potrà dare risposta, ma una costa è certa, c’è una quantità di energia disponibile “pazzesca”, che a contatto con aria fredda potrebbe dare nevicate di straordinaria intensità.

       

      La realtà è che la meteo europea di queste settimane si è rivelata estremamente dinamica. Lo scorrimento di correnti cariche di vapore, conosciute come fiumi atmosferici, ha innescato episodi di maltempo anche intensi, specialmente dove la topografia locale facilita la condensazione e la formazione di temporali. Il tutto scatenato da un evento meteo lontano, quello dell’ondata di gelo e neve nel Nord America, a dimostrazione del fatto che le correnti atmosferiche subiscono continue influenze. E allora, siccome la tendenza ora per il Nord America non prevede nuove ondate di gelo, l’Europa potrebbe candidarsi a ricevere un’evoluzione meteo verso il freddo, non il gelo, per ora.

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