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L’Axial Seamount, situato sulla dorsale di Juan de Fuca a circa 480 chilometri dalla costa occidentale degli Stati Uniti, è riconosciuto come il vulcano sottomarino più attivo del Pacifico nord-orientale. Dal 1997, questa località ospita il primo osservatorio vulcanico sottomarino al mondo, che ha consentito agli scienziati di monitorare tre importanti eruzioni avvenute nel 1997, 2011 e 2015.

 

Monitoraggio e segnali precursori delle eruzioni

Le osservazioni effettuate sull’Axial Seamount hanno permesso di identificare segnali precisi che precedono le eruzioni. Un elemento chiave è il significativo aumento della pressione sotterranea, causato dall’accumulo di magma, che genera un evidente rigonfiamento della superficie del vulcano. Questo processo è accompagnato da una crescente attività sismica, con centinaia di terremoti rilevati ogni giorno.

A partire dall’autunno del 2023, gli scienziati Bill Chadwick e Scott Nooner hanno rilevato un’accelerazione nel tasso di inflazione del fondale marino. Dopo un periodo di relativa stabilità, all’inizio del 2024, la velocità di rigonfiamento è aumentata rapidamente, raggiungendo un tasso annuale di 15 centimetri entro luglio e toccando i 25 centimetri all’anno al centro della caldera.

 

Previsioni per una nuova eruzione

Sulla base di questi dati, gli esperti prevedono una possibile eruzione entro la fine del 2025, ipotizzando che il vulcano raggiunga un livello di inflazione simile a quello osservato prima dell’eruzione del 2015. In quel periodo, l’attività sismica era aumentata drammaticamente, con oltre 500 terremoti registrati in singoli giorni. Tuttavia, la previsione su lungo termine di eventi vulcanici rappresenta una sfida significativa. Anche se i dati storici forniscono utili indicazioni, non garantiscono necessariamente che si ripeta un comportamento analogo.

 

Impatto e contributi della ricerca

Lo studio dell’Axial Seamount non solo arricchisce le conoscenze sui vulcani sottomarini, ma offre anche l’opportunità di affinare le tecniche di previsione delle eruzioni per altre aree vulcaniche. I risultati più recenti, presentati all’incontro annuale dell’American Geophysical Union nel 2024, hanno sottolineato l’importanza di analizzare i modelli comportamentali vulcanici. Questi dati potrebbero rivelarsi cruciali per anticipare e mitigare gli effetti di future attività eruttive, contribuendo così alla sicurezza delle comunità costiere e alla comprensione della dinamica vulcanica globale.

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