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incendi santa ana california 250108

La California meridionale si trova in questi giorni sotto la morsa di un meteo estremo, dove forti venti, uniti a una siccità eccezionale, stanno creando le condizioni ideali per la propagazione di incendi devastanti. Da martedì 6 gennaio 2025, venti con velocità che superano i 130 km/h hanno iniziato a spazzare l’area, in particolare nelle contee di Los Angeles e Ventura, mettendo in allarme milioni di residenti.

 

La potenza distruttiva dei venti di Santa Ana

I venti di Santa Ana, famosi per la loro violenza, hanno raggiunto questa settimana livelli eccezionali. Nella zona di Magic Mountain, a nord della San Fernando Valley, sono state registrate raffiche fino a 135 km/h. In località come Pasadena, le raffiche hanno toccato i 100 km/h, causando cadute di alberi, interruzioni di corrente e un rischio altissimo per l’innesco di incendi.

Questi venti discendenti, noti per la loro capacità di accelerare rapidamente sui pendii delle montagne, stanno alimentando focolai come il pericoloso Temescal Fire, scoppiato nei pressi di Pacific Palisades. L’incendio si è rapidamente esteso su oltre 80 ettari in poche ore, minacciando le aree densamente popolate lungo l’interfaccia tra zone selvagge e urbane.

 

Un gennaio segnato dalla siccità

L’inizio del 2025 è tra i più secchi nella storia recente della California meridionale. Le precipitazioni cumulative da ottobre a dicembre 2024 sono state pressoché inesistenti in aree come San Diego, dove si sono registrati appena 3,5 mm di pioggia, ben al di sotto della media stagionale di 75 mm. In contrasto, la California settentrionale ha vissuto una stagione insolitamente umida, con località come Eureka che hanno raccolto oltre 580 mm di pioggia, rendendo ancora più evidente il divario climatico.

 

Questa mancanza di umidità nel sud ha lasciato il terreno e la vegetazione estremamente secchi. I venti di questa settimana hanno ulteriormente aggravato la situazione, asciugando l’atmosfera a livelli critici, come evidenziato dall’Evaporative Demand Drought Index (EDDI), che mostra un clima particolarmente “assetato”.

 

Condizioni estreme e rischio incendio

La NOAA e il National Weather Service hanno emesso un avviso di “condizioni estremamente critiche per incendi”, il livello più alto nella scala di pericolosità. Le aree più a rischio includono città come Santa Clarita, Simi Valley, Moorpark e La Cañada Flintridge, dove le raffiche potrebbero raggiungere i 160 km/h in aree collinari e montuose.

Le previsioni indicano che i venti più intensi si manifesteranno nella giornata odierna (mercoledì), con effetti che potrebbero protrarsi fino a giovedì 9 gennaio. Le raffiche di vento spingeranno le fiamme attraverso la vegetazione secca, accelerando la propagazione degli incendi e complicando gli interventi dei vigili del fuoco. L’energia cinetica dei venti renderà difficile persino il volo degli elicotteri antincendio.

 

La lunga ombra del cambiamento climatico

Nonostante i venti di Santa Ana siano un fenomeno naturale, il cambiamento climatico sta amplificando la pericolosità di queste condizioni. Temperature medie più elevate stanno aumentando l’evaporazione di acqua dai terreni e riducendo l’umidità relativa, creando scenari in cui gli incendi possono divampare in qualsiasi momento dell’anno.

Uno studio del 2021, condotto da ricercatori climatici californiani, ha evidenziato come la stagione degli incendi si stia progressivamente allungando. Questo significa che le piante e i cespugli, tipicamente umidi durante l’inverno, rimangono secchi e altamente infiammabili per periodi più lunghi. La combinazione di temperature elevate e precipitazioni irregolari, come quelle osservate quest’anno, aggrava ulteriormente il problema.

 

Raffiche di forza “quasi uragano”

Le raffiche di questa settimana, definite da alcuni come “di forza uragano”, hanno suscitato confusione. Un uragano è caratterizzato da venti sostenuti di almeno 119 km/h, ma le raffiche associate a fenomeni come i venti di Santa Ana possono essere persino più violente. La differenza sta nella natura irregolare di queste tempeste discendenti, dove i venti passano rapidamente da calma quasi totale a velocità devastanti.

Ad esempio, l’evento di Santa Ana del 1 dicembre 2011 registrò una raffica di 156 km/h sul Whitaker Peak, abbattendo migliaia di alberi e lasciando 200.000 abitazioni senza elettricità. Le condizioni attuali potrebbero rivelarsi ancora più critiche, data la combinazione di vento, siccità e una vegetazione straordinariamente secca.

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