(METEOGIORNALE.IT) Lo abbiamo detto numerose volte: la neve natalizia in Italia è un evento meteorologico raro. Tuttavia, è necessario affrontare il tema del grande peggioramento previsto durante il periodo natalizio, che interesserà soprattutto la penisola italiana, estendendosi fino alla Sicilia e in parte alla Sardegna. Questo fenomeno sarà provocato da un nuovo ciclone che, rapidamente dal Nord-Ovest, si sposterà verso il centro e successivamente al sud dell’Italia, persistendo in particolare sulle regioni centrali e meridionali. Questo creerà le condizioni ideali per abbondanti nevicate sui rilievi fino a quote basse, complici le correnti di aria fredda provenienti dai Balcani.
L’aria fredda in arrivo sarà di origine marittima, non polare né siberiana. Questo implica un freddo che potremmo definire moderato, dunque non una vera e propria ondata di gelo, ma piuttosto un’ondata di freddo significativo. In queste condizioni, essendo ormai dicembre inoltrato, ci troviamo in un contesto atmosferico in cui le precipitazioni possono scendere a quote estremamente basse.
Secondo gli ultimi bollettini meteorologici, sono previste almeno 48/72 ore consecutive, di esposizione a correnti fredde settentrionali o nord-orientali. Queste saranno accompagnate da un flusso umido e instabile, creando condizioni perfette per nevicate diffuse lungo l’intero Appennino centrale e meridionale, così come sui rilievi della Sicilia, fino a quote basse. Non si prevede neve in pianura, dove tuttavia potrebbero verificarsi fenomeni di neve a grani, comunemente chiamata gragnola.
Come accade in ogni irruzione fredda di stampo meridiano, con asse Nord-Sud, gran parte del territorio italiano sperimenterà un calo termico significativo, sebbene con differenze locali. L’Italia, infatti, non viene solitamente interessata in maniera uniforme da simili ondate di freddo, poiché determinati effetti richiedono persistenza e correnti non bloccate dall’arco alpino, come invece accadrà in questo caso.
Con la prossima irruzione fredda natalizia, l’Italia intera risentirà dell’evento per diversi giorni. Tuttavia, una buona parte del Nord Italia, in particolare il settore centro-occidentale, rimarrà in ombra pluviometrica, il che significa che non vi saranno né nevicate né piogge significative.
Il maltempo e le precipitazioni si concentreranno quindi sulle aree esposte a Nord e Nord-Est, che includono le regioni del medio e basso Adriatico, le regioni meridionali e alcuni settori alpini esposti a nord. Nei settori alpini esteri, come in Svizzera e Austria, si prevedono nevicate abbondanti. Anche sulle Alpi orientali italiane sono attese nevicate di sfondamento, termine che indica nevicate provocate da correnti fredde che superano i rilievi.
In queste aree si svilupperanno sistemi perturbati che produrranno precipitazioni frequenti e prevalentemente nevose, grazie a temperature negative su tutta la colonna d’aria fino a pochi metri dal suolo.
Tra i settori più esposti alle precipitazioni si distinguono i rilievi delle Marche, dell’Abruzzo, del Molise, il Gargano e il Subappennino Dauno in Puglia, così come il Pollino, l’Aspromonte e l’intera area della Sila in Calabria. In queste zone si prospettano nevicate storiche durante il periodo natalizio. Le precipitazioni inizieranno già il 24 dicembre, si intensificheranno il giorno di Natale e proseguiranno in forma sparsa fino al 26 dicembre.
Gli accumuli di neve saranno impressionanti: si stimano dai 900 ai 1.000 metri di altitudine, con quantità che potrebbero raggiungere 80-100 cm diffusi e punte di 150-200 cm nei versanti esposti a Est-Nordest, verso il mare.
Sarà un Natale da “putiferio invernale” per queste zone, con accumuli nevosi record durante le festività. L’ondata di freddo, con nevicate ricorrenti fino a basse quote, interesserà anche buona parte dell’Appennino centro-meridionale, dal sud delle Marche all’Appennino Laziale, estendendosi ai rilievi interni dell’Abruzzo e proseguendo verso il sud fino al Subappennino meridionale, con accumuli tra 15 e 30 cm a partire dalle alture più elevate.
Ci stiamo quindi preparando a vivere un evento meteorologico di rilevanza storica, considerando che accadrà proprio durante il periodo natalizio e interesserà un’ampia porzione del territorio italiano. Purtroppo, la bassa pressione porterà con sé anche venti fortissimi, con tempeste previste tra il 23 e il 24 dicembre, che si protrarranno sul settore adriatico e nel sud Italia anche il giorno di Natale.
Quest’anno vivremo un Natale completamente diverso rispetto agli ultimi anni: un periodo caratterizzato da maltempo in alcune parti d’Italia e, soprattutto, un autentico Natale bianco. (METEOGIORNALE.IT)

