• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
sabato, 9 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home Magazine

Qual è il paese che ha più piramidi? Un indizio, né l’Egitto né il Messico!

Maria Trevisan di Maria Trevisan
21 Dic 2024 - 13:26
in Magazine
A A
Share on FacebookShare on Twitter

(METEOGIORNALE.IT) Quando si pensa alle piramidi, l’immaginario collettivo corre immediatamente all’Egitto e alle maestose strutture di Giza. Tuttavia, è il Sudan, il vicino meridionale dell’Egitto, a detenere il primato per il maggior numero di queste antiche costruzioni. Con un numero stimato tra 220 e 255 piramidi, le strutture sudanesi superano di gran lunga le circa 118 piramidi conosciute sul suolo egiziano.

LEGGI ANCHE

Hantavirus sulla nave da crociera, è epidemia: ecco cosa sappiamo del contagio

La corrente oceanica più potente della Terra

Queste piramidi sono testimonianze silenziose della grandezza del Regno di Kush, una civiltà che fiorì nella regione della Nubia, lungo il Nilo, tra l’VIII secolo a.C. e il IV secolo d.C.

 

L’ascesa del Regno di Kush e le piramidi nubiane

Il Regno di Kush, la cui influenza si estendeva da Aswan in Egitto fino a Khartoum in Sudan, si sviluppò come una potente entità politica e culturale. I suoi sovrani, noti come i Faraoni Neri, governarono persino l’Egitto durante la XXV dinastia egizia, tra il 770 e il 656 a.C. Uno dei più celebri fu Piye, il primo faraone kushita, che conquistò l’Egitto e stabilì la capitale kushita a Napata.

Ispirati dalle sontuose tombe egiziane, i sovrani di Kush adottarono l’usanza di costruire piramidi come monumenti funerari. La prima piramide kushita fu eretta nella necropoli di El-Kurru, dove lo stesso Piye fu sepolto. A differenza delle piramidi egiziane, quelle nubiane erano più piccole, con angoli più ripidi e dimensioni generalmente modeste, ma con un simbolismo altrettanto potente.

 

La capitale di Meroë e l’espansione delle piramidi

Dopo aver perso il controllo dell’Egitto, i kushiti si ritirarono nella Nubia e spostarono la capitale a Meroë, un centro che prosperò per diversi secoli. È proprio qui che si trova la più alta concentrazione di piramidi nubiane: circa 200 strutture funerarie, costruite dal III secolo a.C. fino al IV secolo d.C., inclusi i luoghi di sepoltura di ben 41 sovrani kushiti.

La città di Meroë divenne un importante centro politico, economico e culturale, con una società influenzata sia dalle tradizioni indigene che da quelle egiziane. Tuttavia, il regno di Kush iniziò a declinare a causa di conflitti con il potente Impero romano e con il vicino Regno di Aksum, portando infine all’abbandono di Meroë nel IV secolo d.C.

 

Danni e scoperte archeologiche

Le piramidi nubiane rimasero a lungo dimenticate fino a quando non furono riscoperti nel XIX secolo da esploratori europei. Purtroppo, le prime ricerche archeologiche furono segnate da atti di saccheggio, il più famoso dei quali fu compiuto da Giuseppe Ferlini negli anni Trenta dell’Ottocento. Durante le sue esplorazioni, Ferlini distrusse diverse piramidi alla ricerca di tesori, causando danni irreparabili a molte strutture.

Nonostante successivi tentativi di restauro, la maggior parte delle piramidi nubiane rimane vulnerabile. Erosione naturale e conflitti civili, che hanno afflitto il Sudan dalla metà del XX secolo, continuano a rappresentare gravi minacce alla loro conservazione. La mancanza di finanziamenti e la difficile situazione politica hanno ostacolato lo sviluppo del turismo e il necessario lavoro di protezione di queste meraviglie.

 

Le piramidi di Kush: una ricchezza trascurata

Mentre le piramidi egiziane attraggono ogni anno milioni di visitatori e godono di una protezione internazionale, le piramidi sudanesi, pur avendo un’importanza storica comparabile, rimangono in gran parte sconosciute al pubblico. Questa disparità non è solo il risultato delle dimensioni più modeste delle strutture, ma riflette anche una mancanza di valorizzazione culturale e turistica.

Le piramidi di Meroë, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, rappresentano un’opportunità unica per riscoprire una pagina straordinaria della storia africana. Restano a testimonianza di una civiltà che, pur dominata a lungo dalla vicina Egitto, riuscì a sviluppare una propria identità, lasciando un’eredità culturale e architettonica di grande rilievo.

La sfida futura sarà quella di proteggere queste strutture dalla continua degradazione, garantendo loro il riconoscimento e la conservazione che meritano, e riportando alla luce il ruolo centrale del Regno di Kush nella storia dell’antichità africana. (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Neve storica di Natale su quasi Mezza Italia: previsione meteo

Prossimo articolo

Turismo a Edimburgo. Scopri castello, Royal Mile e Arthur’s Seat d’inverno

Maria Trevisan

Maria Trevisan

Prossimo articolo

Turismo a Edimburgo. Scopri castello, Royal Mile e Arthur’s Seat d’inverno

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.