
L’ondata di freddo natalizia si sta pian piano placando su tutta Italia, eccezion fatta per gli ultimi addensamenti e le ultimissime precipitazioni sul versante Adriatico e in Sicilia. Le condizioni meteo ora sono destinate a migliorare grazie allo spostamento della depressione verso la Grecia e al rinvigorimento dell’anticiclone sul Mediterraneo.
È stata senz’altro un’ondata di freddo significativa per l’Appennino centro-meridionale, che dopo tanti anni ha rivisto nevicate copiose nella notte di Natale. Sull’Appennino centrale, tra Abruzzo e Molise, si registrano accumuli nevosi superiori al metro, così come alle alte quote della Sicilia settentrionale. Abbondanti nevicate hanno colpito anche Calabria, Basilicata e Puglia settentrionale, con accumuli importanti oltre i 1000 m di quota.
Tutta questa neve rappresenta un valore inestimabile dopo la disastrosa siccità che ha colpito il meridione negli ultimi mesi. Tuttavia, nel corso delle prossime ore, comincerà una fase molto più stabile che potrebbe addirittura accompagnarci fino ai primi giorni di gennaio.
L’anticiclone conquista il Mediterraneo
L’alta pressione si sta rapidamente espandendo verso il Mediterraneo, dove pianterà le proprie radici senza alcun dubbio fino al termine di dicembre e, con buona probabilità, fino alla prima settimana del 2025. Restano alcune incertezze riguardo una piccola retrogressione fredda tra il 27 e il 28 dicembre, ma al massimo potrebbe arrecare qualche piovasco e acquazzone sulle regioni ioniche, specie su Calabria e Sicilia.
Ma Capodanno?
San Silvestro e Capodanno saranno due giornate complessivamente stabili da Nord a Sud, con temperature in graduale lieve ripresa, specie nelle massime. Con il ritorno dell’alta pressione, è chiaro che assisteremo ai soliti fenomeni: nubi basse sulle regioni tirreniche e nebbia, a tratti fitta, in Val Padana e nelle zone interne del Centro Italia.
Si intravede un possibile stravolgimento delle condizioni meteo a ridosso dell’Epifania, per l’arrivo di flussi molto freddi artici dalla Scandinavia, che potrebbero regalare nuove nevicate a bassa quota. Di questo, però, parleremo meglio nei prossimi editoriali.