
Una ipotesi di nuova irruzione di aria fredda verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, continua a essere computata nelle simulazioni matematiche per il corso della prima quindicina di gennaio.
Ci sono, però, nel calcolo dei modelli matematici, palesi incertezze soprattutto in riferimento alla tempistica della possibile irruzione.
Particolarmente difficoltosa appare la valutazione, da parte dei centri di calcolo, della strutturazione di un possibile Anticiclone di blocco tra Est Atlantico e Ovest Europa, Anticiclone che si porrebbe da spalla all’irruzione fredda.
Dagli ultimissimi aggiornamenti, esso inizialmente non sembrerebbe essere ancora ben strutturato in senso meridiano al punto che, fino all’Epifania circa, eventuali azioni fredde da Nord potrebbero avere più difficoltà a raggiungere l’Italia, perlomeno tutta intera o, semmai dovessero riuscirci, esse potrebbero configurarsi piuttosto rapide o circoscritte solo a qualche settore.
In ogni modo, la fase dal 4/5 e fino al 7 gennaio, una prima già ipotizzata come a rischio irruzioni fredde, va ancora indagata bene in senso invernale, magari sulla base di dati più freschi nei prossimi giorni.
In questa sede, invece, vogliamo porre lo sguardo ai giorni appena dopo l’Epifania, ossia al periodo 7-8/15 gennaio.
Per questa fase, sostanzialmente per la seconda settimana del mese, le analisi sul medio-lungo periodo indicano una possibile manovra più verosimilmente fredda per tutta l’Italia, con buona probabilità la più fredda e dalle caratteristiche spiccatamente invernali, di gennaio.
L’Anticiclone subtropicale, infatti, a prevalente matrice atlantica, andrebbe configurandosi in maniera decisamente più strutturata e con attitudini meridiane tra il comparto oceanico orientale e l’Ovest Europa, andando a spronare, con promontorio in sollevamento sino alle latitudini groenlandesi, la discesa di nuclei freddi artici verso il Mediterraneo centrale e anche l’Italia.
Dunque, la seconda settimana di gennaio, appunto dal 7/8 e fino a metà mese circa, sarebbe, stando ai dati ultimissimi, quella più vocata ad azioni fredde per la nostra penisola.
Tra i vari scenari simulati dalle elaborazioni modellistiche per questo periodo, ci sarebbero ipotesi di nuclei freddi provenienti dalla Scandinavia, con azione dapprima più settentrionale sull’Italia, poi, via via, in abbassamento di latitudine e con coinvolgimento dell’intero paese, anche delle regioni centro-meridionali.
Ci sarebbe qualche scenario, nelle simulazioni, anche da crudo inverno nella fase 8/10/13 gennaio, con ipotesi di aria artica-continentale e, quindi, freddo anche importante da Nord a Sud, con rischio di neve bassa un po’ ovunque, spesso anche in pianura e sulle coste.
Ribadiamo, naturalmente, che quando si indaga sulle possibili manovre atmosferiche oltre i 5-6 giorni, l’alea in termini di credibilità dell’evoluzione, aumenta in maniera via via più considerevole con l’aumentare del periodo di indagine, per cui l’evoluzione fino a metà gennaio appena prospettata, va intesa come mera tendenza che può subire anche sostanziali modifiche con dati più nuovi nei prossimi giorni.
Noi, tuttavia, apporteremo quotidiani aggiornamenti in riferimento a essa sulla base di dati progressivamente più credibili.