Eruzioni vulcaniche sulla Luna 2,8 miliardi di anni fa: nuove scoperte dal lato nascosto
Un viaggio nel passato geologico del nostro satellite attraverso i campioni della missione Chang’e 6
• Il lato nascosto della Luna: un territorio inesplorato
• Analisi isotopica e datazione delle rocce
• Una composizione chimica unica
• Vulcanismo lunare: differenze tra i due emisferi
L’analisi delle rocce vulcaniche provenienti dal lato nascosto della Luna ha rivelato che circa 2,8 miliardi di anni fa il satellite terrestre era ancora attivo dal punto di vista vulcanico. Queste straordinarie scoperte emergono da uno studio pubblicato sulla rivista Science il 15 novembre e basato sui campioni raccolti dalla missione cinese Chang’e 6 , prelevati dal bacino Polo Sud-Aitken .
Il lato nascosto della Luna: un territorio inesplorato
La Luna , in rotazione sincrona con la Terra, rivolge sempre lo stesso emisfero al nostro pianeta. Questo fenomeno rende il lato nascosto , spesso chiamato “ dark side “, molto meno esplorato. Prima delle recenti missioni cinesi, solo rare sonde avevano tentato di studiare questa regione.
La missione Chang’e 6 rappresenta un passo storico: è la prima a portare sulla Terra campioni di rocce vulcaniche provenienti da questa zona remota della Luna, fornendo agli scienziati un’opportunità unica per analizzarne la composizione e la storia.
Analisi isotopica e datazione delle rocce
Gli studiosi, guidati da Zexian Cui dell’Accademia Cinese delle Scienze, hanno utilizzato sofisticate tecniche di analisi isotopica per determinare l’età e l’origine dei campioni. Gli isotopi sono atomi dello stesso elemento con diversa quantità di neutroni; il loro decadimento radioattivo permette di calcolare con precisione l’età delle rocce.
Le analisi hanno rivelato che i campioni, costituiti da basalto indurito , risalgono a 2,8 miliardi di anni fa , un periodo in cui la Luna era ancora geologicamente attiva. Questo dato amplia le conoscenze sull’attività vulcanica lunare, precedentemente documentata fino a circa 2 miliardi di anni fa sul lato visibile.
Una composizione chimica unica
La lava da cui derivano i basalti del lato nascosto si è formata in una regione del mantello lunare particolarmente povera di elementi come il potassio , le terre rare e il fosforo . Questa composizione differisce notevolmente dal lato visibile, dove tali elementi sono invece abbondanti.
L’origine di queste differenze potrebbe essere attribuita a un evento catastrofico: l’ impatto meteoritico che ha generato il bacino Polo Sud-Aitken , il più grande cratere da impatto conosciuto nel sistema solare. Questo violento impatto avrebbe rimescolato gli strati del mantello lunare, ridistribuendo gli elementi e influenzando la fusione delle rocce sottostanti.
Vulcanismo lunare: differenze tra i due emisferi
Le discrepanze nella composizione chimica del mantello spiegano perché i mari basaltici , grandi flussi lavici solidificati, coprono circa il 30% del lato visibile della Luna ma solo il 2% del lato nascosto .
Alcuni degli elementi mancanti nel mantello sotto il lato nascosto, come il potassio e l’ uranio , sono noti per essere radioattivi e per generare calore attraverso il decadimento. La loro assenza potrebbe aver impedito al calore interno di raggiungere livelli sufficienti per fondere il mantello e dare origine a significativi flussi di lava.
Grazie ai campioni della missione Chang’e 6, ora è possibile indagare più a fondo sulle differenze tra i due emisferi e comprendere meglio l’evoluzione del vulcanismo lunare .
