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Home Cambiamento climatico

La crisi climatica prosegute: il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato

Achille Mancini di Achille Mancini
10 Dic 2024 - 17:16
in Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Il Servizio sul Cambiamento Climatico Copernicus ha annunciato che il 2024 si profila come l’anno più caldo mai registrato, superando il precedente record del 2023. Questa previsione si basa su un periodo prolungato di calore eccezionale che ha portato la temperatura media globale a livelli senza precedenti, con dati che coprono il periodo da gennaio a novembre. È ormai quasi certo che il 2024 sarà l’anno più caldo dal 1940, quando sono iniziate le rilevazioni sistematiche, e probabilmente il più caldo degli ultimi 125.000 anni, secondo le analisi storiche.

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Un aspetto particolarmente allarmante riguarda il superamento, per la prima volta, della soglia critica di 1,5°C sopra i livelli preindustriali, un limite considerato cruciale per evitare impatti pericolosi del riscaldamento globale. Sebbene si tratti di un superamento temporaneo, gli scienziati avvertono che periodi prolungati oltre questa soglia potrebbero portare conseguenze devastanti per il pianeta, tra cui danni irreversibili agli ecosistemi e un aumento della frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi.

 

Le valutazioni climatiche effettuate dal Servizio Copernicus si basano su miliardi di dati raccolti attraverso una rete globale di satelliti, stazioni meteorologiche, navi e aerei, che vengono combinati con informazioni storiche derivanti da carote di ghiaccio, anelli degli alberi e scheletri di corallo. Questi strumenti consentono agli scienziati di analizzare le tendenze climatiche su periodi temporali molto estesi, offrendo una prospettiva chiara sull’accelerazione del riscaldamento globale.

 

Tra gli esempi recenti dell’impatto del cambiamento climatico, il Portogallo ha registrato nel mese di novembre il suo periodo più caldo mai rilevato, con temperature medie superiori di 2,69°C rispetto alla media del periodo 1981-2010. Questo episodio si aggiunge a un elenco crescente di anomalie termiche osservate in tutto il mondo, che dimostrano come il cambiamento climatico stia influenzando il clima locale e globale.

 

Nonostante gli impegni internazionali presi con l’Accordo di Parigi sul clima, che punta a limitare il riscaldamento globale entro 1,5°C, le azioni intraprese fino ad ora non sono sufficienti. Le emissioni di anidride carbonica, principalmente derivanti dalla combustione di combustibili fossili, continuano a crescere, spingendo il pianeta verso un possibile riscaldamento di 3,1°C entro la fine del secolo. Questo scenario pone seri rischi per la stabilità del clima terrestre e per la sopravvivenza di molte specie, compresa quella umana.

 

Le temperature in aumento stanno già amplificando gli eventi meteorologici estremi, con conseguenze devastanti per milioni di persone. Recenti inondazioni in Spagna e Kenya, tempeste tropicali negli Stati Uniti e nelle Filippine, e gravi siccità e incendi boschivi in Sud America sono solo alcuni esempi della crescente intensità di questi fenomeni. Questi eventi non solo mettono a rischio vite umane, ma compromettono anche infrastrutture, risorse agricole e biodiversità, sottolineando l’urgenza di un’azione climatica più decisa e coordinata a livello globale.

  (METEOGIORNALE.IT)

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