Caldo africano a dicembre: analisi delle anomalie METEO climatiche attuali

Caldo africano a dicembre: analisi delle anomalie METEO climatiche attuali

Solite esagerazioni, senza senso peraltro...

Caldo anomalo, caldo africano, influenza subtropicale: comunque lo si chiami, è evidente la presenza di anomalie termiche che sfidano le aspettative per l’Inverno. Secondo alcune proiezioni, a dicembre assisteremo a un cambiamento delle condizioni meteo, un’evoluzione che solleva dubbi e timori sulla reale portata dell’Inverno che ci attende. Quando questi fenomeni si presentano, la preoccupazione è comprensibile, soprattutto perché ci si chiede quanto a lungo possano persistere. A ciò si aggiunge un ulteriore fattore di incertezza: le proiezioni stagionali che spesso suggeriscono un Inverno mite e siccitoso.

Eppure, preoccupazioni a parte, questo scenario potrebbe rientrare nei normali movimenti atmosferici della stagione . Negli ultimi tempi, abbiamo osservato diverse volte che l’arrivo dell’anticiclone avrebbe potuto costituire uno degli scenari possibili, e ora questo sta prendendo forma. Dopo la vivace fase meteorologica che stiamo per affrontare, non ci sarebbe nulla di strano nell’arrivo di un’area di alta pressione con un conseguente aumento rapido delle temperature. Il rialzo termico potrebbe produrre anomalie termiche significative, ma per ora non ci sono ragioni per allarmarsi.

Questo innalzamento delle temperature appare come un fenomeno ormai consolidato, destinato a durare più o meno giorni , una sorta di riassestamento delle dinamiche bariche su scala continentale. Questo processo, però, a volte è visto come una condizione necessaria per favorire l’arrivo di eventuali sorprese invernali più avanti nel mese. Infatti, guardando altre proiezioni, l’interesse è già focalizzato sul periodo natalizio, con una possibile svolta invernale che potrebbe manifestarsi verso metà dicembre o addirittura già nella prima decade del mese.

L’idea di un Inverno mite e secco, tuttavia, deriva dalle esperienze pregresse e benché alcuni modelli stagionali puntino verso il caldo e abbiano una certa affidabilità, non rappresentano una garanzia . Gli attuali modelli stagionali tracciano un quadro climatico comunque interessante, quindi piano con le sentenze. Questo tipo di configurazione, dove prevalgono condizioni di alta pressione, tende a favorire periodi siccitosi alternati a brevi fiammate di caldo anomalo. Tuttavia, la presenza di anticicloni in inverno può anche influenzare la distribuzione di freddo e perturbazioni in altre aree d’Europa, portando così a un’alternanza di dinamiche che potrebbero, in definitiva, permettere episodi freddi nel corso della stagione.

Il fenomeno di caldo anomalo è dunque attribuibile all’espansione verso nord di un vasto anticiclone di matrice subtropicale . Questa configurazione barica permette una risalita di aria più mite che interessa in particolare le regioni del Sud Italia e delle Isole Maggiori come la Sicilia e la Sardegna, ma anche il Centro Italia e, talvolta, il Nord Italia. In queste zone, le temperature possono registrare valori superiori alla media del periodo, portando persino a una sorta di clima primaverile in pieno Inverno. Tuttavia, si tratta di un evento piuttosto comune durante le fasi di espansione anticiclonica.

L’aspetto importante, da monitorare nelle prossime settimane, è se si verificheranno cambiamenti delle correnti atmosferiche su vasta scala . È noto infatti che una configurazione stabile di alta pressione sull’Europa occidentale, se ben posizionata, potrebbe lasciare libero il passaggio alle correnti fredde da nord-est, condizione che porterebbe aria più fredda verso l’Italia. Questo tipo di dinamica potrebbe avverarsi dopo l’attuale fase di caldo anomalo, dando così spazio a un ritorno del clima invernale e a possibili episodi di neve nelle zone montuose o anche a quote medio-basse.

Nel frattempo, nonostante il previsto aumento delle temperature, il panorama meteorologico resta fluido e in continua evoluzione . Non sono escluse infatti, entro la fine del mese, nuove incursioni di aria fredda dal Nord Europa, che potrebbero spezzare l’egemonia anticiclonica e portare il primo vero freddo invernale. Anche gli eventi di neve che potrebbero interessare le Alpi e l’Appennino, specialmente al Nord Italia e nelle zone interne del Centro, potranno verificarsi a seguito di una rapida discesa delle temperature in caso di ingresso di perturbazioni fredde da nord.

Per il momento, la situazione suggerisce che il caldo non rappresenta una svolta definitiva per l’inverno, ma piuttosto una delle possibilità, favorita da una redistribuzione delle pressioni atmosferiche.