
Tra il 1969 e il 1972, dodici astronauti americani hanno esplorato la superficie lunare, lasciando impronte storiche sul suolo del nostro satellite naturale. Oggi, tanto gli Stati Uniti quanto la Cina si stanno preparando a un nuovo ritorno sulla Luna, con l’intento di portare esseri umani sul satellite entro questo decennio. Tuttavia, il programma lunare americano sta affrontando ritardi a causa delle difficoltà nello sviluppo delle tute spaziali e del veicolo di atterraggio lunare, mentre la Cina, che ha fissato il proprio traguardo per il 2030, sembra mantenere la puntualità nei propri progetti.
Il programma Artemis della NASA è articolato in tre missioni principali per riportare l’uomo sulla Luna. Nel novembre del 2022 si è conclusa con successo la missione Artemis I, durante la quale una sonda Orion ha orbitato intorno alla Luna senza equipaggio. La missione successiva, Artemis II, è prevista per la fine del 2025 e prevede che quattro astronauti a bordo della Orion compiano un viaggio simile al precedente, ma senza atterrare. Questo compito sarà riservato a Artemis III, prevista per settembre 2026 dopo alcuni rinvii e con una possibilità di ulteriori ritardi stimata in circa un terzo, secondo una revisione effettuata nel dicembre 2023. Durante Artemis III, la NASA ha intenzione di portare il primo uomo e la prima donna sul suolo lunare, grazie all’utilizzo del veicolo Starship di SpaceX.
Mentre gli Stati Uniti lavorano a questi ambiziosi obiettivi, il programma lunare cinese avanza senza intoppi o rallentamenti significativi. La Cina ha realizzato importanti traguardi tecnologici, come il lancio di stazioni spaziali dal 2011 e missioni robotiche innovative nell’ambito del programma Chang’e, volto all’esplorazione lunare. La Cina ha già raccolto campioni dalla superficie lunare e ha sperimentato le tecnologie necessarie per l’atterraggio umano, preparandosi con costanza e precisione per una futura missione con equipaggio.
Entrambi i programmi hanno selezionato il polo sud della Luna come sito di atterraggio principale. Questa zona presenta una risorsa chiave: il ghiaccio d’acqua, che si trova in crateri permanentemente in ombra. Questa riserva potrebbe offrire un’opportunità preziosa per il supporto vitale degli astronauti e per produrre propellente per razzi, rendendo la missione più sostenibile.
Il 28 settembre 2024, la Cina ha svelato una nuova tuta spaziale progettata specificamente per affrontare le condizioni estreme della Luna, proteggendo i futuri “selenauti” dalle variazioni termiche e dalle radiazioni solari durante le passeggiate lunari. Contemporaneamente, SpaceX prosegue i test per la messa a punto dello Starship, con il quinto test riuscito realizzato il 13 ottobre 2024. Tuttavia, diverse fasi cruciali restano da completare prima che questo veicolo possa essere ritenuto idoneo per trasportare astronauti sulla Luna: tra queste, il rifornimento dello Starship in orbita terrestre, un passaggio fondamentale prima dell’avvio della missione verso la Luna.
La complessità delle operazioni del programma Artemis è stata oggetto di critiche, con alcuni che propongono approcci meno complessi, come quelli adottati dalla Cina, per evitare i ritardi e le complicazioni tecniche legate al coinvolgimento di molti partner commerciali indipendenti.
Infine, si pone una questione più ampia: chi riuscirà per primo a portare l’uomo sulla Luna nel XXI secolo, gli Stati Uniti o la Cina? Questa competizione riflette due visioni diverse dell’esplorazione spaziale: da un lato, l’ambizione nazionalista, dall’altro, la possibilità di una cooperazione internazionale per una gestione responsabile dello spazio esterno.