Le lune di Urano potrebbero sostenere la vita: la sorprendente ipotesi di un nuovo studio
Negli ultimi anni, l’interesse della comunità scientifica per una missione verso Urano e i suoi satelliti è cresciuto in modo significativo. Questo entusiasmo è nato dalla scoperta che alcune lune di Giove e Saturno potrebbero ospitare oceani liquidi sotterranei, anche se situate al di fuori della zona abitabile del sistema solare, ovvero la distanza ottimale da una stella per avere acqua liquida in superficie.
Gli scienziati planetari e gli astrobiologi ipotizzano che la vita possa esistere in questi oceani sotterranei , riscaldati da processi interni piuttosto che dall’energia solare. Questi oceani potrebbero sostenere forme di vita che sfruttano processi chimici simili a quelli che avvengono nelle profondità degli oceani terrestri, dove il calore delle fumarole idrotermali alimenta ecosistemi unici. Questo ha spinto a considerare una missione verso Urano e le sue lune, che potrebbero anch’esse nascondere oceani liquidi sotto la superficie ghiacciata.
Un recente studio condotto dal team di Julie Castillo-Rogez , basato sui dati della sonda Voyager 2 raccolti durante il suo passaggio nel sistema uraniano nel 1986, ha riacceso l’interesse per questo gigante gassoso e i suoi satelliti. Combinando quei dati con modelli teorici, gli scienziati hanno scoperto che quattro delle cinque lune principali di Urano – Ariel , Umbriel , Titania e Oberon – potrebbero avere oceani liquidi nascosti tra il loro nucleo e la crosta di ghiaccio.
La fonte di calore che potrebbe sostenere questi oceani deriva principalmente dal decadimento di elementi radioattivi come potassio, uranio e torio presenti all’interno di queste lune. Inoltre, i dati geologici suggeriscono che Miranda e Ariel potrebbero aver subito attività geologica, inclusa tettonica ed eruzioni vulcaniche ghiacciate , tra 100 milioni e 1 miliardo di anni fa.
Miranda e Ariel , essendo più vicine a Urano , ricevono anche un contributo dal riscaldamento mareale , un processo che genera calore attraverso l’attrito causato dalla forza gravitazionale del pianeta. Tuttavia, a differenza di Saturno , la cui massa è molto maggiore, non ci si aspetta fenomeni vulcanici spettacolari come quelli osservati su Encelado , una delle lune di Saturno.
Le temperature superficiali su queste lune uraniane variano tra -213°C e -193°C, condizioni estreme che suggeriscono che gli oceani interni dovrebbero essere significativamente più caldi per poter ospitare forme di vita. Un altro fattore critico è la salinità di questi oceani: se fosse troppo elevata, potrebbe compromettere la sopravvivenza della vita microbica .
L’accesso all’ energia chimica è un altro elemento essenziale per la potenziale abitabilità di queste lune. Le forme di vita, se presenti, dovrebbero dipendere da fonti di energia chimica piuttosto che dall’energia solare, essendo questi oceani profondamente sepolti sotto la superficie ghiacciata.
Questa missione non si concentrerebbe solo sulle lune di Urano, ma mirerebbe anche a comprendere meglio il funzionamento del pianeta stesso, dei suoi anelli e della sua complessa magnetosfera . Lo studio delle dinamiche tra Urano, le sue lune e il sistema planetario circostante potrebbe fornire preziosi indizi sui processi che governano i giganti gassosi e le loro interazioni con l’ambiente spaziale.
