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Altra forte eruzione solare: la terza in pochi giorni, sole iperattivo

Maria Trevisan di Maria Trevisan
09 Ott 2024 - 16:28
in Magazine
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Credit: NASA/SDO

(METEOGIORNALE.IT) Il 7 ottobre 2024, alle 21:13 CET, il Sole ha emesso una potente eruzione solare, classificata come X2.1, uno degli eventi più intensi della scala dei brillamenti solari. L’Osservatorio per la Dinamica Solare della NASA, che monitora costantemente l’attività del Sole, ha catturato l’immagine di questo fenomeno, che mostra un brillamento estremamente luminoso nell’angolo inferiore destro del Sole. La tonalità di verde acqua presente nell’immagine rappresenta la luce ultravioletta estrema, che evidenzia il materiale surriscaldato prodotto dai brillamenti solari.

 

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La corrente oceanica più potente della Terra

I brillamenti solari sono potenti esplosioni di energia che possono avere impatti significativi sulla Terra. Essi possono disturbare le comunicazioni radio, influenzare le reti elettriche e i sistemi di navigazione, e rappresentano una minaccia per le navicelle spaziali e per gli astronauti a causa delle elevate radiazioni che generano.

 

La classificazione X indica i brillamenti più potenti, mentre il numero successivo, in questo caso 2.1, fornisce ulteriori dettagli sull’intensità dell’evento. Un valore di 2.1 è indicativo di un evento energeticamente rilevante, con potenziali effetti significativi per la meteorologia spaziale.

 

Per monitorare e comprendere meglio gli impatti di eventi come questo sul nostro pianeta, si può consultare il Centro di Previsione del Meteo Spaziale della NOAA (https://spaceweather.gov/), che fornisce previsioni e avvisi riguardanti le tempeste solari e altri eventi spaziali correlati.

 

La NASA svolge un ruolo fondamentale nella ricerca sul meteo spaziale, utilizzando una vasta rete di satelliti per studiare l’attività solare e il comportamento delle particelle e dei campi magnetici nello spazio vicino alla Terra. Questi studi sono essenziali per comprendere e mitigare gli effetti delle tempeste solari sul nostro pianeta e sulle infrastrutture tecnologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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