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Home Ad Premiere

METEO autunnale: perché le alluvioni in Italia aumentano

Le cause sono molteplici

Antonio Romano di Antonio Romano
22 Ott 2024 - 11:45
in Ad Premiere, Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Nel corso degli ultimi anni, le alluvioni in Italia durante l’autunno sono diventate sempre più frequenti e intense. Questo fenomeno è il risultato di una combinazione di fattori atmosferici, climatici e geografici, che insieme creano condizioni ideali per lo sviluppo di eventi alluvionali, specialmente nelle regioni più vulnerabili del Paese. Alla base di questo aumento di alluvioni ci sono i cambiamenti nei pattern meteorologici stagionali, molti dei quali sono legati ai cambiamenti climatici globali.

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Un fattore chiave è l’aumento delle temperature medie globali. Con un’atmosfera più calda, aumenta anche la capacità dell’aria di trattenere l’umidità. Questo porta a un incremento dell’evaporazione dagli oceani e, di conseguenza, a una maggiore disponibilità di vapore acqueo nell’atmosfera. Quando i fronti perturbati autunnali raggiungono l’Italia, questo vapore può condensare rapidamente e scaricarsi sotto forma di precipitazioni intense, che spesso superano la capacità di drenaggio del suolo e delle infrastrutture.

 

L’Italia, con la sua conformazione geografica particolare, è molto sensibile a questo tipo di fenomeni. Le catene montuose come le Alpi e gli Appennini agiscono come barriere naturali, costringendo le masse d’aria umida a sollevarsi. Questo fenomeno, noto come effetto orografico, intensifica ulteriormente le precipitazioni, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali del Paese. Le perturbazioni atlantiche o mediterranee che raggiungono l’Italia in autunno trovano un terreno saturo di umidità, e quando queste si scontrano con le masse d’aria fredda provenienti dal nord, si generano temporali di grande intensità.

 

Un altro aspetto cruciale è la tropicalizzazione del Mediterraneo, un fenomeno che sta prendendo piede con l’aumento delle temperature marine. Le acque superficiali del Mediterraneo stanno diventando sempre più calde, favorendo lo sviluppo di sistemi di bassa pressione simili a quelli che si trovano nelle zone tropicali. Questi sistemi, chiamati Medicane (Mediterranean Hurricane), sono tempeste che possono causare piogge torrenziali e venti fortissimi, portando a condizioni di alluvione.

 

I cambiamenti climatici hanno anche influenzato il pattern delle correnti atmosferiche, alterando la posizione e l’intensità della corrente a getto. Questo ha portato a una maggiore persistenza di situazioni di blocco meteorologico, dove sistemi di bassa pressione possono rimanere stazionari sopra una regione per giorni, scaricando enormi quantità di pioggia su aree relativamente ristrette. In queste condizioni, anche pochi giorni di pioggia intensa possono causare piene di fiumi, frane e alluvioni devastanti, specialmente nelle aree già predisposte.

 

Infine, l’urbanizzazione e l’alterazione del territorio hanno peggiorato la situazione. Le aree urbane tendono a essere meno permeabili rispetto alle zone naturali, il che significa che l’acqua piovana ha meno possibilità di infiltrarsi nel terreno, aumentando il rischio di allagamenti rapidi. Inoltre, la costruzione in zone a rischio alluvionale e la scarsa manutenzione degli argini fluviali contribuiscono a rendere gli eventi alluvionali più distruttivi.

 

In sintesi, le alluvioni autunnali in Italia stanno diventando più frequenti e intense a causa di una combinazione di cambiamenti climatici globali, alterazioni meteorologiche regionali e fattori legati all’urbanizzazione e alla gestione del territorio. (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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